2021 ANIF C’È - La Palestra

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2021 ANIF C’È

2020, un anno di sfide, di crisi ma anche di grande visibilità per il nostro settore. L’impegno di ANIF è stato incessante.

A gennaio 2020, il “nuovo” anno, era iniziato per ANIF (Associazione Nazionale Impianti per lo Sport e Fitness) con i consueti appuntamenti della stagione: fiere, convegni, meeting… tuttavia l’aria è diventata presto tesa e di grande timore. Non avremmo di certo potuto immaginare di vivere una pandemia, né tantomeno sapevamo cosa realmente fosse e che tipo di impatto ci sarebbe stato nella vita, privata e lavorativa, di ognuno di noi.

Il valore dell’esperienza

I vertici ANIF erano principalmente concentrati sulla Riforma dello Sport, poiché, in seguito ai numerosi “attacchi” ricevuti sia dall’Agenzia delle Entrate (che disconosceva l’esenzione IVA relativa alle entrate istituzionali secondo una erronea interpretazione degli aiuti di Stato), sia dall’INPS (che invece disconosceva la natura dei contratti di compenso sportivo e amministrativo – correttamente utilizzati ai sensi dell’Art. 37 comma 1 LETT.M del TUIR) il settore sportivo stava subendo, da anni, numerosi controlli e ingiuste sanzioni. Si era istituito quindi un dialogo di collaborazione con il Ministero delle Finanze, per la questione dell’IVA, e con il Ministero dello Sport, per i contratti di lavoro. Dopo le prime riunioni, questo iter di lavoro è Stato fermato per far fronte all’emergenza Covid. Onestamente ai primi segnali di allarme ricevuti dai nostri soci, in particolare della Lombardia, che denunciavano un evidente calo di presenze nei centri sportivi, abbiamo cercato di tenere saldi i nervi e avere una visione lucida: “andrà tutto bene, non possono fermare lo sport, non saranno di certo i club ad essere luoghi di contagio…” erano questi i pensieri più comuni. Poi abbiamo dovuto fare tutti i conti con il lockdown e tutto quello che ne è scaturito.
ANIF si occupa da 25 anni di tutelare e rappresentare il comparto dello sport dilettantistico ed è sempre stata l’unico interlocutore per il settore con le istituzioni. Solo da un paio di anni, sono nate altre organizzazioni associative e, mai come nel 2020, sono diventate numerose e attive. Un dato che ci conforta e ci stimola poiché, in questo modo, abbiamo potenziato notevolmente l’azione del settore.

Tutti ci siamo adoperati per cercare di tenere aperti i centri sportivi, tutti abbiamo lanciato petizioni e raccolte di firme, ma la crescita a dismisura del contagio ha reso vano ogni tentativo e ci siamo dovuti piegare al volere del CTS.

Azioni

ANIF si è tempestivamente concentrata (da allora fino a oggi) su due obiettivi:

  1. Riaprire appena possibile i centri sportivi
  2. Chiedere sussidi e aiuti attraverso numerosi decreti anti-crisi unitamente al portare avanti la riforma dello sport.

Ecco che nei 3 Decreti di primavera ANIF ha presentato circa 40 richieste ed emendamenti attraverso politici di riferimento nell’ambito del Ministero dello Sport e del Ministero delle Finanze.
Purtroppo dal 25 ottobre ci è piombata addosso un’altra chiusura e siamo tornati a batterci per il settore sia con altri emendamenti simili a quelli di primavera (ne abbiamo presentati altri 25), sia con la Riforma.

Oggi siamo in trepida attesa della riapertura e, come tante altre categorie, siamo tutti “nelle mani” del CTS e dei dati di diffusione del virus. Purtroppo tanti centri sportivi hanno chiuso i battenti per sempre e ci saranno tante difficoltà e incertezze nel prossimo futuro.

Risultati

ANIF ha da sempre un dialogo aperto e collaborativo con le istituzioni governative in carica perché sono loro che possono dare un seguito fattivo e deliberare provvedimenti adeguati. Chiaramente anche le altre organizzazioni hanno cercato di fare tutto il possibile e abbiamo lavorato sugli stessi obiettivi, proponendo a volte gli stessi emendamenti, andando quindi a rafforzare l’azione.

  • Cassa integrazione
  • Sussidi per i contratti amministrativi e sportivi
  • Riduzione e posticipazione degli affitti sia pubblici che privati
  • Voucher di restituzione del periodo di abbonamento non fruito
  • Finanziamenti a tasso agevolato e garantiti dallo Stato
  • Finanziamenti a tasso 0 garantiti dallo Stato fino a 25mila euro erogati da Credito Sportivo
  • Finanziamenti a fondo perduto (che purtroppo per mancanza di fondi sono estremamente bassi rispetto alla perdita di flusso economico dei centri sportivi)

e tanti altri…

Questi indubbiamente i provvedimenti più interessanti che siamo riusciti ad ottenere, ma anche altri minori, che hanno dato respiro per arrivare alla riapertura di giugno. Tuttavia insufficienti nella loro entità per una effettiva ripresa.

Iniziative

Durante il lockdown abbiamo partecipato alla stesura dei protocolli dei presidi anti-Covid che sono stati poi emanati dal Ministero dello Sport e recepiti da tutti i centri sportivi. Sempre durante il lockdown abbiamo organizzato video call e webinar per fare squadra con gli operatori e abbiamo avuto il privilegio di prendere parte a confronti e scambi internazionali, grazie al ruolo strategico che ANIF ricopre sia con EuropeActive, sia con IHRSA. Con la riapertura di fine maggio i club, seppur con gravi difficoltà finanziarie, sono ripartiti con grande ottimismo. A settembre ANIF ha ripreso i lavori per la Riforma dello Sport, che va ormai avanti da diversi anni soprattutto per la necessità di regolamentare i contratti degli istruttori e dello staff amministrativo. Anche qui abbiamo cercato e tuttora cerchiamo di condividere la necessità di contribuzione (mai esistita per questi contratti), facendo però presente che il settore la può sopportare solo se ridotta notevolmente o finanziata in buona parte dallo Stato.

Ruolo sociale dello sport

È un settore che deve godere di sgravi fiscali per l’importante valore sociale e formativo. Nei centri sportivi vengono avviati allo sport i giovani, si allenano gli atleti Olimpici, si insegna un sano stile di vita con un notevole abbattimento della spesa pubblica per la salute. È per questo che l’introduzione della contribuzione deve essere in parte finanziata e per quanto riguarda le normative tributarie/fiscali occorre la conferma non più contestabile delle agevolazioni.

ANIF c’è, come c’è stata nelle battaglie condotte in questi 25 anni di storia. L’unica certezza che ci consola è che questo settore è indispensabile per lo sviluppo sociale ed economico del Paese e che la voglia di sport non verrà soffocata neanche dal Covid-19!

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