300 giorni di buio - La Palestra

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Gestione

300 giorni di buio

Da marzo 2020 le palestre, le piscine e i centri sportivi in genere sono piombati nel buio più totale.

Ma l’impatto dell’incapacità delle Istituzioni di trovare delle migliori soluzioni, rispetto alla chiusura totale “delle palestre”, va ben oltre le mura dove ci alleniamo, va oltre ai luoghi dove gli adolescenti imparano a nuotare o danzare e dove i senior si tengono in forma. 15 Miliardi di euro, è questo il valore della Wellness Economy in Italia, stimato dal rapporto del Global Wellness Institute, fornito da Ciwas. Un comparto fatto sì di strutture sportive ma anche di aziende, professionisti, società di consulenza e tante altre realtà produttive della filiera.

Le stesse aziende che trovate sfogliando le nostre pagine, su cui scriviamo articoli e pubblichiamo pagine pubblicitarie dal lontano 2005; aziende dove lavorano persone e che producono sostentamento per migliaia di famiglie, di cui lo Stato pare essersi dimenticato del tutto.

Un mondo, quello dello “sport”, che fin dall’antichità ha rappresentato valori e obiettivi, un mondo che fa parte anche del tempo libero ma che non è intrattenimento, e per questo motivo è assolutamente essenziale.
Nei pochi mesi di apertura estiva è stato riscontrato un calo del 70% di presenze, si sperava nella ripresa a settembre/ottobre, dove le perdite sono state tra il 50% e l’80%, per poi ripiombare in un nuovo lockdown sportivo che a oggi ha già totalizzato altri 5 mesi.

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Mesi duri, durissimi, che stanno sgretolando la base di quella rete di oltre 100.000 strutture sportive, le energie del milione di addetti e i bilanci di tutte le aziende collegate, che sono motore
di quell’economia da 15 miliardi di euro.

Tante le iniziative che sono state fatte a tutela dello sport in questi mesi, sia dalle varie associazioni di categoria (di alcune potete trovare un piccolo resoconto da pag.32), sia dalle palestre e dagli stessi personal trainer.

Siamo riusciti a reinventarci, ma è ora di ricominciare a lavorare.

La speranza di tutti è che non manchi molto per tornare a una “nuova normalità”, questa è infatti l’unica certezza: nulla sarà più come prima. Le palestre dovranno reinventarsi nuovamente (forse anche a livello fiscale e normativo), così come è successo nel periodo di riapertura, con coraggio, spirito imprenditoriale e quel pizzico di “geniale sregolatezza” che contraddistingue gli imprenditori del nostro Paese. Purtroppo ci sarà una “selezione naturale”, che non premierà i più bravi, coloro che credono di più nel proprio lavoro e lo svolgono con impegno, ma quelli con una disponibilità finanziaria maggiore.

Noi, nel nostro piccolo, abbiamo fatto la scelta precisa di continuare nel nostro lavoro, sia pubblicando la nostra rivista in forma cartacea, sia aggiornando con continuità il nostro sito, per cercare di essere al vostro fianco con consigli e spunti per la ripartenza, per suggerirvi gli strumenti più adatti e per cercare, come facciamo da 16 anni, di rappresentare il tramite tra voi, le palestre, e le aziende e i professionisti che gravitano attorno a questo affascinante mondo.
È durissima, ma non bisogna lasciarsi scoraggiare, gli appassionati non vedono l’ora di tornare, fatevi trovare pronti ad accoglierli nuovamente con un sorriso e l’entusiasmo che avete sempre messo nel vostro lavoro e che ha reso il settore del fitness uno dei più sani del nostro Paese.

Questo numero de LA PALESTRA è dedicato a Stefania nostra amica e collega, che manca a tutti noi e che non vediamo l’ora torni a proporci nuove idee e iniziative, le auguriamo una pronta guarigione.

“Quante volte mi è successo di voler mollare. Ti senti sfinito e gli avversari sembrano meno stanchi di te. E allora, per trovare qualcosa dentro, penso: ancora 5 secondi, dai, cosa vuoi che siano. Chiudo gli occhi e spingo, sentendo la fatica e il dolore.” Alex Zanardi

Buona lettura

Cesare Salgaro

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