Nicola Andreini, Autore a La Palestra

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C’era una volta… una palestra

Come iniziare a narrare la vita della propria palestra in modo avvincente ed emozionante attraverso lo storytelling, arrivando così ad aumentare gli iscritti?

Lo straripante ingresso dei social media nella comunicazione contemporanea ha generato nuove e interessanti forme di narrazione di se stessi, dei propri hobby e del proprio lavoro. Raccontare in maniera coinvolgente ed emozionante la propria attività significa fare ricorso a uno “storytelling” convincente, in grado di suscitare nel lettore curiosità e voglia di saperne di più. Il Body Building di fine secolo scorso aveva questa capacità di raccontare storie di successo e di oblio, di sacrifici e vittorie.
Di proporre modelli in cui l’utente finale potesse identificarsi e di conseguenza comprare un sogno da declinare in sudore, chili, serie e ripetizioni sotto la panca e la rastrelliera. Senza addentrarci troppo nel dettaglio, vediamo come un centro fitness, sia esso di taglio specialistico, di nicchia o più diffusamente “mass market” possa trarre grande giovamento da questa forma di comunicazione. Come possa di conseguenza aumentare il suo pubblico di riferimento e condurlo a un contatto che passi dal virtuale al reale fino alla sottoscrizione di un abbonamento.

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Come ottenere il massimo dalla programmazione corsi

Avete mai pensato di organizzare il calendario corsi in maniera talmente efficiente e intelligente da ottenere un ritorno economico di tutto rispetto? ECCO QUALCHE BUONA IDEA CHE POTRete METTERE IN PRATICA SENZA DIFFICOLTA’

Il calendario settimanale dei corsi che avete impostato nella vostra palestra esprime veramente tutte le sue potenzialità? Si armonizza alla vostra “mission” aziendale? Concorre a rendere i clienti pienamente soddisfatti e il vostro bilancio in linea con le previsioni?
Probabilmente no, duole dirlo ma è così. Molte programmazioni sono costruite alla rovescia. Ovvero rispondono alla domanda: “Chi abbiamo libero a quell’ora e in quel giorno?”, oppure risolvono il seguente interrogativo gestionale: “Come completo gli spazi vuoti sul mio planning orario?”. Si tratta di domande formulate male, che generano risposte ambigue e fuorvianti.

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