Roberto Panizza, Autore a La Palestra

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Il regolamento del Club diventa un Film

Al posto dei tradizionali cartelli che espongono il regolamento della palestra, perché non produrre un cortometraggio simpatico e umoristico? Il vostro obiettivo è quello di far conoscere le regole a più clienti possibili.

I più assidui frequentatori di voli aerei, così come quelli delle palestre, conoscono a memoria le più comuni norme di sicurezza e di comportamento alle quali devono attenersi. Tuttavia, quasi mai a questi regolamenti viene riservata la giusta attenzione.
Pensate a quando le hostess si sforzano di spiegare ai passeggeri le norme di sicurezza e il comportamento da seguire in caso di incidente… praticamente nessuno le ascolta. E la stessa disattenzione avviene in palestra, dove i regolamenti incorniciati ed esposti
a parete vengono ignorati dai più. Negli ultimi anni, però, le compagnie aeree hanno deciso di rendere queste informazioni più accattivanti, cosicché i passeggeri non possono ignorarle. Prendendo spunto da quanto fatto fino ad oggi dalle compagnie aeree, dunque, è possibile trarre alcune idee per produrre un nuovo modo di informare i clienti sul regolamento interno della palestra.

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LA DIVISA CHE FA LA DIFFERENZA

Nelle attività di servizio, in cui si è a contatto con il pubblico, la forma è sostanza. Ecco perché il personale della palestra deve curare la propria presenza e indossare divise adeguate

Nella scelta dell’abbiglia-mento in dotazione al personale del centro fitness, è importante essere consapevoli che la divisa può fare molto di più che vestire il personale.

Una divisa per ciascun reparto
La divisa è un capo professionale da lavoro che deve avere caratteristiche sartoriali tali da soddisfare il raggiungimento degli obiettivi/bisogni che sono diversi da reparto a reparto, e per essere efficace ha bisogno di una continua evoluzione e messa in prova sulla base del raggiungimento degli obiettivi a essa correlati. Quindi ogni reparto deve costruire, nel tempo, la propria divisa.

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Il “Free beverage” nei centri fitness

Per il gestore del centro fitness la soddisfazione del cliente rappresenta sia un dovere che un’opportunità. L’affermazione è ovvia. Chi non si impegna in tal senso tutti i giorni? Ma qual è il livello di soddisfazione del cliente che un centro fitness deve raggiungere? Non è sufficiente offrire un buon servizio, perché nessuno dei clienti di un centro fitness rimane colpito da un servizio sufficientemente buono

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Il Visual Storytelling per il prodotto fitness

Il Visual storytelling non è da confondere con un video televisivo di tipo promozionale e tantomeno con un company profile. È una tecnica di marketing che, se correttamente utilizzata, è in grado di produrre business
A pensarci bene, l’attività fisica è, a pieno titolo, uno dei pochissimi beni di consumo che introduciamo nel nostro corpo che trasforma più di ogni altro il nostro sistema circolatorio, muscolo-articolare, modifica il nostro aspetto e ci dà più forza e volontà; ci prepara ad affrontare la vita con una marcia in più.

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Inbound marketing per palestre

Il Teleselling, ovvero il martellamento estenuante e continuo di tentate vendite telefoniche a freddo a tutte le ore, la mailing insistente con invio di comunicazioni e newsletter pubblicitarie indesiderate e spam, ma non solo, i media tradizionali, televisione, radio e carta stampata, con le fastidiose tecniche di “interruption marketing”, sono solo alcuni degli esempi di un marketing selvaggio e aggressivo che stiamo subendo passivamente e che ci fanno sempre più sbuffare e innervosire.

Si tratta della degenerazione di una naturale e sana pressione promozionale delle tecniche tradizionali di marketing definite outbound, che trovano il loro limite nella difficoltà di raggiungere con precisione solo le persone interessate.

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In palestra con il pet

L‘antropomorfizzazione è la tendenza ad attribuire caratteristiche umane agli animali trattandoli come persone.

La mancanza di una cultura cinofila ha portato ad adottare comportamenti che costituiscono situazioni di stress per l’animale.

Questo atteggiamento ha portato negli ultimi decenni un cambiamento nel modo in cui gli individui vivono il rapporto con gli animali d’affezione, che vengono sempre di più considerati come “uno di famiglia”. Anche il legislatore ha recepito questa tendenza affermando, tra l’altro, cosa di non poco conto, che in linea di principio gli animali d’affezione possono accedere a qualunque luogo o esercizio pubblico, salvo che non venga segnalato il divieto con apposito cartello.

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