Filo Diretto con… ANIF – BASTA INCERTEZZE!

Lo sport dilettantistico continua a essere privo di una giurisprudenza dedicata, ma l’impegno di anif a favore delle asd e ssd va avanti senza posa

L’abolizione da parte del Decreto Dignità dei commi da 353 a 361 dell’art.1 della L.  205/2017 ha gettato nuovamente nell’incertezza la qualifica del rapporto di lavoro. Iscrizione al LUL (libro unico del lavoro), comunicazione al Centro per l’Impiego… sembrano essere diventate questioni fantasma che urlano di essere sciolte dalle catene burocratiche in cui si ritrovano le associazioni e società sportive dilettantistiche. Lo sport dilettantistico è un settore che continua a essere privo di una giurisprudenza dedicata, come recitava già la sentenza n.602/2014 della Corte di Cassazione, che precisava l’inesistenza di un diritto del lavoro dedicato tanto che, ad oggi, viene ricavato per esclusione rispetto all’attività sportiva professionistica.
ANIF, che si è fatta paladina di una riforma, meritevole, secondo più voci unanimi, di aver riempito un solco normativo, qualificando secondo quanto è previsto dalla legge i rapporti di lavoro nel dilettantismo sportivo come contratti di collaborazione coordinata e continuativa, sta attuando nuove azioni volte a tutelare le realtà associative e societarie, piombate in uno stato di beffardo dejavù.
Una cosa è certa: seppur alcune situazioni rimaste scoperte dopo l’abrogazione della legge 205/2017 possono essere affrontate in itinere, la questione del lavoro è di estrema urgenza perché spesso mette in discussione la sopravvivenza stessa delle ASD e SSD che sono condannate anche alla sospensione dell’attività, a causa di verifiche fiscali e contributive.

Per chi suona la campana? Le società rimaste senza tutela
La riforma dello sport dilettantistico promulgata nell’alveo della legge 205/2017 era pensata per tutto il settore, tanto è vero che l’unico vantaggio sopravvissuto all’abrogazione è l’innalzamento della no tax area a 10.000 euro per i compensi. Rispetto all’inquadramento lavorativo, invece, il mondo dello sport dilettantistico resta nella terra di mezzo, tra Circolare del 1° Dicembre 2016 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e art. 67 del TUIR, reti dalle maglie larghissime che espongono al rischio, ancora attuale, che controlli INPS qualifichino in via arbitraria i rapporti di lavoro, come autonomi a partita IVA o, quel che è peggio, come lavoro subordinato.

Intervenire sulle questioni: LUL e Centro per l’Impiego
ANIF, senza voler chiudere il sipario sul progetto organico di legge che, come affermato dall’On. Guido Guidesi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, durante il summit promosso da Acquanetwork, richiederebbe i tempi di una legge ordinaria, si è già mobilitata per risolvere i problemi urgenti che coinvolgono tutto il settore. Il Decreto Dignità ha usato infatti la tagliola sulla questione del lavoro che i commi 358 e 359 avevano delineato: come co.co.co il lavoro aveva una sua collocazione anche nel dilettantismo sportivo prevedendo alcuni obblighi come iscrizione al LUL e dichiarazione al centro per l’impiego, a fronte di una contribuzione previdenziale, prevista sia per gli amministrativi sia per gli istruttori. Una volta abrogati i commi da 353 a 361 dell’art.1 della L. 205/2017 i suddetti obblighi restano incerti e lasciano società e associazioni nell’indeterminatezza. ANIF sta sollecitando Ministero del Lavoro, Ispettorato Nazionale del Lavoro ed Agenzia delle Entrate ad una lettura coerente delle vigenti normative sullo sport dilettantistico che porti ad un documento ministeriale, decreto o circolare, che sia una manifesta difesa del settore. All’ombra infatti di una giurisprudenza nebulosa, è opportuno sollevare da tali adempimenti associazioni e società dilettantistiche, per i costi e i disagi che soprattutto le realtà più piccole devono sostenere.
Inoltre, l’obiettivo è che lo stesso documento ribadisca la specificità del settore dilettantistico anche in ragione della tutela della salute di cui è investito e tenda a proteggerlo in riferimento alla stessa circolare del 2016 dell’INL che, “[…]a conferma della specialità delle norme riguardanti lo sport dilettantistico – dichiara – […] la volontà del legislatore di porre un corpus
di norme speciali anche in materia di lavoro.”

di Eliana Fortuna

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