In palestra: riparazioni straordinarie o educazione del cliente? - La Palestra

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Gestione

In palestra: riparazioni straordinarie o educazione del cliente?

Poche ma chiare regole consentono di far durare l’efficienza dei propri macchinari in palestra. Ecco come applicarle.

Cari lettori e lettrici, gli articoli che scrivo trattano di argomenti tecnici e in alcuni casi ci sono degli approfondimenti comprensibili ai soli addetti ai lavori, nonostante questo ho scoperto di essere letto anche dal gentil sesso, che sempre di più ricopre posizioni fondamentali all’interno dei club, oltre ad essere loro stesse proprietarie di centri fitness. E se devo dirla tutta, sono proprio loro che sono più attente anche all’aspetto dell’organizzazione delle manutenzioni e dell’efficienza delle attrezzature, forse perché non essendo il loro “mestiere” tendono a informarsi di più e meglio. Prendendo spunto da una richiesta specifica fatta da Elisa, coordinatrice di una palestra che punta alla qualità dei loro servizi, su questo numero trattiamo l’aspetto della manutenzione ordinaria della sala attrezzi che spesso viene trascurata e poco calendarizzata.

Che cos’è la manutenzione ordinaria?

Sono una serie di check e controlli con azioni giornaliere o settimanali che dovrebbero essere eseguite dagli operatori di sala o dalla persona predisposta a questo, vediamone alcuni partendo dall’apertura della palestra. Di norma il primo operatore che entra in sala accende le linee principali della corrente degli attrezzi, le luci, accende la radio di sottofondo, si accende il pc e via a fare le schede di allenamento, salutare i clienti che entrano ecc.
Ma gli attrezzi vengono controllati? Oppure poiché non vedendo biglietti di segnalazione alla reception, si dà per scontato che tutto sia OK. È proprio al mattino, appena si apre, quando non c’è ancora confusione, il momento migliore per “ascoltare” le attrezzature e vedere anche visivamente se sono in buono stato. Per chi non lo vuole fare tutti i giorni sarebbe sufficiente una volta alla settimana, ma salire, accendere e provare per una trentina di secondi l’attrezzo, permette di verificare il perfetto funzionamento e notare se ci sono dei rumori o cigolii strani, se è posizionata al posto giusto, se le console e relativi tasti sono funzionanti, se i cavi delle isotoniche sono integri, scorrono bene e non ci sono limitazioni nei movimenti.

Prevenire è meglio che… riparare

Tutti questi check permettono molte volte di anticipare rotture improvvise e magari compromettere parti più importanti. Per la salute delle persone si dice che prevenire è meglio di curare, per gli attrezzi è lo stesso, con la variante che prevenire è meglio che spendere. Tutto questo riguarda la parte tecnica e funzionale, se non si possiede un registro cartaceo o elettronico di verifica, è consigliabile farlo, tirando le somme, alla fine dell’anno, tra il tempo impiegato e i soldi risparmiati, si resterà piacevolmente sorpresi.

Belli anche sotto

Spesso però è sottovalutata anche la pulizia ordinaria e di utilizzo, sicuramente il personale addetto a lavare i pavimenti, i bagni le parti di passaggio è perfettamente rodato. Ma le stesse persone sanno come pulire le attrezzature? O semplicemente ci girano attorno o al massimo alzano la pendenza dei vostri tredmill per lavare sotto. Spesso vedo gli incaricati delle pulizie che utilizzano i prodotti per lavare i vetri o pavimenti anche per pulire console, scocche degli attrezzi, telai delle macchine isotoniche, pellame delle imbottiture ecc. Purtroppo pochi sanno che la maggior parte dei detergenti utilizzati comunemente per le pulizie industriali e domestiche hanno all’interno una percentuale considerevole di ammoniaca o similari, che al momento detergono, ma sulle parti di plastica come cover e console, oramai tutte di materiale plastico, nel tempo tende a opacizzarle proprio per l’effetto della componente chimica del detergente troppo aggressiva. Allora che cosa fare? Il consiglio se non volete usare dei detergenti neutri è quello di diluire il prodotto almeno del 50% per la sola igienizzazione delle superfici degli attrezzi.

Il fai da te

Spesso si notano nelle sale rotoli di carta e spruzzatori a disposizione dei clienti, che dovrebbero al termine della propria sessione di allenamento su un attrezzo cardio, pulire le parti di contatto e il sudore depositato. Ma gli avete mai detto o fatto vedere, che cosa e come pulire? Da quello che vedo, ben pochi degli operatori insegnano come si deve lasciare un attrezzo.

Ecco alcune accortezze, ma che di norma non vengono seguite: come prima cosa lo spruzzino con il detergete va bene, ma non sempre spruzzare sugli attrezzi è utile, quando dobbiamo pulire una console non si spruzza direttamente, ma si bagna la carta e poi si passa sul monitor e tasti (alcune rotture dei display avvengono perché si “bagnano” le schede elettroniche e ovviamente vanno in corto), fate attenzione a questo particolare è molto frequente.

Il secondo consiglio riguarda il passare l’attrezzo con la carta in modo da asciugare prima di igienizzare, di solito il cliente spruzza e poi passa con la carta aggiungendo bagnato su bagnato, oltre allo spreco di carta, l’igienizzazione non sarà ottimale. Infine non c’è bisogno di “annaffiare” gli attrezzi, una o due spruzzate di detergente bastano, anche perché l’azione è ripetuta ogni qual volta un cliente utilizza un attrezzo per un tempo prolungato.

Igiene prima di tutto

Si parla molto di fidelizzazione, l’importanza dei dettagli, il metodi nell’accoglimento del cliente, c’è ormai un’attenzione maniacale alle luci e aromi nelle varie zone del club, e poi mentre si esegue un esercizio, si vedono due dita di polvere sotto al pacco pesi, oppure strisce di sudore essiccato sulle cover di ellittiche e step, tutto questo è riassunto in una metafora a me cara: il boscaiolo che ha una catasta di legna da segare, non si preoccupa se la sega è affilata, aumenta sempre di più la velocità per cercare di finire prima. Ergo se ogni tanto non ci si ferma a osservare, per capire se le cose sono organizzate bene, si rischia di correre a destra e sinistra senza ottimizzare nulla, la manutenzione e verifica ordinaria ne sono un classico esempio.

Glauco Grassi

Fondatore di Fullsport. Creatore nel 1999 di una delle prime reti di assistenza tecnica dello Spinning®. Formatore e consulente Tecnico (I.S.E.F. statale di Milano) con l’abilitazione dei principali marchi del fitness mondiale.

glauco@fullsport.it

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