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Convegno Anif

La Società sportiva dilettantistica lucrativa sotto la lente degli esperti

ANIF-Eurowellness, associazione di categoria leader in Italia che tutela e rappresenta gli impianti sport e fitness ha presentato, il 31 gennaio, in Sala Auditorium del Forum Sport Center, a Roma, la società sportiva dilettantistica lucrativa, una svolta radicale per il mondo dello sport: più di 300 operatori, stakeholders, formatori e consulenti del settore. Il nuovo soggetto giuridico ha riempito un vulnus normativo che permetterà alle imprese sportive di investire in modo trasparente, distribuendo gli utili ma restando all’interno del sistema sportivo dilettantistico. La nuova SSDL è stata il punto di arrivo di un progetto di legge che ANIF ha contribuito a redigere, veicolando le istanze che provengono dal basso e che è stato, prima depositato in Parlamento dall’On. Daniela Sbrollini e, poi, portato all’approvazione, nelle sue parti fondamentali, dal Ministro dello sport Luca Lotti, con la Legge di Bilancio.

Anif, Gianfranco Duregon sul palco

Il Convegno: temi affrontati

La mattinata, dopo la presentazione del presidente di ANIF Giampaolo Duregon che ha ripercorso i passaggi chiave della norma, ha preso la parola Luigi Angelini, consigliere delegato di Wellness Foundation, che ha più volte segnalato la vicinanza di Nerio Alessandri alla ratio di questa norma principalmente per il valore di promozione di una vita attiva tra la popolazione italiana. Facilitare gli investimenti consentendo alle SSDL di mantenere un quadro di agevolazioni fiscali per il valore salutistico e sociale dello sport, amplierà la platea e la cultura dello sport insieme ad un risparmio sanitario generato da una popolazione sana e attiva. 

Mentre l’assenza imprevista del Ministro Lotti è stata colmata dall’invio di una lettera, che è stata letta da Giampaolo Duregon alla platea, in cui difende le ragioni di questa grande innovazione e del vuoto normativo che la rendeva necessaria, l’On. Daniela Sbrollini ha segnalato l’importanza di questa legge nella creazione di nuovi posti di lavoro, all’interno di un quadro chiaro di certezze normative per imprenditori e lavoratori dello sport. In particolare, infatti, la legge 205/2017 distingue nettamente tra dilettantismo profit e dilettantismo no profit, tutelando le imprese sportive nella gestione della loro attività sportiva da controlli fiscali che, nell’assenza di una giurisprudenza chiara, si basavano su interpretazioni spesso discordanti di norme frammentarie.

Il lavoro sportivo finalmente disciplinato

Principalmente era la figura del lavoratore sportivo a non avere una sua collocazione nell’ordinamento statale, come ha dichiarato una sentenza della Corte di Cassazione, 602/2014: oggi con la legge 205/2017 si qualifica ex lege questa figura come disciplinata da contratti di collaborazione coordinata e continuativa e, per la prima volta, si introduce la contribuzione INPS (contributi al 33% sul 50% dell’imponibile).

Il prof. Leonardo Ferrara, come capo dell’ufficio legislativo del Ministro Lotti, è stata una voce cruciale come interprete privilegiato, che ha preso in carico la stesura della legge 205/2017. Altra voce dello sport attesa era Vittorio Bosio, presidente nazionale del CSI, che si è schierato dalla parte di ogni iniziativa di innovazione che premia lo sport.

Approfondimento fiscale

Il pomeriggio è stato dedicato all’approfondimento amministrativo – fiscale grazie alla presenza dell’avv. Alberto Succi, esperto consulente ANIF e tra gli estensori della legge, di Yuri Zugolaro, esperto tributario fiscale, e di Andrea Mancino, capo commissione fiscale CONI. La grande novità della Società Sportiva Dilettantistica Lucrativa è la possibilità di restare all’interno del CONI e quindi il riconoscimento di un diritto a continuare a svolgere la propria attività dilettantistica, di avvio degli atleti all’agonismo e crescita umana e sociale dei giovani, accanto alla finalità commerciale che è funzionale allo sviluppo delle strutture dove lo sport con i suoi valori, è reso possibile.

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