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una ragazza si allena in palestra

L’attività fisica fa dimagrire?

Molte riviste scientifiche pubblicano studi dai risultati contrapposti relativi al dimagrimento. Proviamo a scoprire dov’è la verità

 

Sui benefici dell’attività fisica si pubblicano studi dai risultati contrapposti. Non c’è da stupirsi, per chi è avvezzo a spulciare MEDLINE o PUBMED, come sullo stesso argomento si trovino studi che dimostrano una cosa e altri l’esatto opposto. La verità è quindi molto sfumata, spesso legata al fattore umano, oppure all’impostazione stessa della ricerca.

Uno studio che sconcerta

Uno studio della dott.ssa Lara R Duglas della Loyola University di Chicago, pubblicato su Peerj, indagava più di 1900 persone fra i 25 ed i 44 anni provenienti da USA, Giamaica, Ghana, Sheychelles, Sudafrica. Il gruppo di studio non è stato sottoposto ad attività fisica monitorata ma semplicemente dotata di un accelerometro che misurava genericamente “la quantità di movimento” in una settimana della loro vita tipo. Di queste persone sono stati rilevati peso, altezza, BMI, % di grasso corporeo. I dati sono stati rilevati all’inizio, alla fine del primo anno e alla fine del secondo anno di osservazione.

Ma la “bomba” emersa da questo studio è che l’aumento di peso totale in tutti i paesi è stato maggiore tra coloro che dai dati iniziali dell’accelerometro svolgevano più movimento settimanale. I partecipanti che sembravano svolgere “mediamente” meno attività fisica erano quelli che avevano perso o non avevano acquistato peso.

Alcune criticità emerse

Le osservazioni da fare sono molte: la prima è che l’attività svolta era determinata nella prima settimana e poi si dava per scontato che per i due anni continuasse allo stesso modo. Altra osservazione: la mancanza del parametro intensità, nonché un minimo di screening sulle abitudini alimentari di base; va infatti da sé, come possiate anche fare le vostre tre sedute a settimana di attività fisica, ma se poi mangiate da porcelli i risultati saranno molto poco evidenti. Se consideriamo poi una età sopra i 35/40 anni e magari un metabolismo di base non proprio eccellente, ecco che il gioco è fatto.

Due studi pro attività fisica

Di seguito vi riporto due studi (fra i tanti) che dimostrano invece come l’attività fisica funzioni sul dimagrimento. Il primo è del 2017, pubblicato su Journal of physical activity & health; in realtà è una meta analisi, quindi una analisi di una vasta serie di pubblicazioni sullo stesso argomento per verificarne i dati.

In questa osservazione di ben 5.072 studi si è verificato che la “semplice” camminata veloce al 60% della FC Max è positiva sui parametri del peso corporeo, massa grassa, BMI, circonferenza vita, e che non solo induce dimagrimento ma è più efficace sugli under 50. Viene aggiunta una osservazione sulle donne obese di età superiore ai 50 anni che possono ottenere perdite modeste, ma i guadagni in massa magra sono quelli che in realtà hanno ridotto il calo complessivo del peso corporeo.

Il secondo studio è del 2016 ed è stato pubblicato su The Journal of Sports Medicine and Physical Fitness. L’obiettivo era quello di verificare non solo il calo di peso ma anche le modifiche misurabili nei principali ormoni responsabili del dimagrimento. Le partecipanti erano tutte donne sedentarie fra i 30 e i 40 anni in sovrappeso. Le attività verificate erano la camminata veloce e lezioni di step a basso impatto. La durata delle sedute di 45 minuti e l’intensità media del 65% dei battiti cardiaci massimi; le sedute erano cinque a settimana. Dopo 12 settimane i risultati ormonali, verificati tramite prelievo del sangue eseguito prima e dopo il periodo di test, hanno mostrato come ci sia stata una positiva attivazione di molti ormoni lipolitici. Dal punto di vista antropometrico entrambi i gruppi hanno registrato un dimagrimento.

Mangiar bene e muoversi

Di studi a sostegno dell’attività fisica come mezzo efficace non solo per la salute, ma anche per la perdita di peso, ce ne sono tantissimi, ma a mio modesto avviso non occorre neppure scomodare motori di ricerca scientifica, basta la sana esperienza derivata da decenni di lavoro sul campo per capire come l’unione di attività fisica (e qui spezzerei una lancia a favore anche dell’allenamento con i pesi) con l’alimentazione possa portare al risultato finale.

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