Quando IL BELLO PAGA

Grazie ad alcuni mirati interventi di design all’interno della nostra palestra possiamo trasmettere un’immagine molto più moderna ed efficiente. Con il risultato di allargare la nostra clientela

Non basta un pavimento nuovo, o un colore che ci piace per realizzare un progetto bello: intervenire in questo modo ci darà soltanto uno spazio rinnovato ma, con tutta probabilità, anonimo. Vogliamo puntare su una palestra che sia molto tecnica e miri a obiettivi performanti? Che sia rivolta al solo pubblico femminile, che voglia lavorare molto con i bambini, che aspiri a diventare alla mano ed efficiente, trendy, o in sintonia con i temi naturali e bio? Va da sé che l’immagine dovrà essere diversa e declinata per ognuno di questi casi, e sarà più vincente se il design sarà legato all’immagine pubblicitaria, coordinandosi con il logo e la comunicazione.

Il segreto è l’identità
È importante individuare cosa vogliamo trasmettere, qual è l’immagine che può rappresentare quel messaggio, definendo una linea, e seguirla in ogni spazio: il linguaggio di colori, materiali e design deve essere coerente: reception, spogliatoi, sale. Solo così trasmetteremo ai clienti una storia: la nostra storia.

Ripensiamo alla reception e agli spogliatoi
Se affrontiamo un nuovo progetto, è scontato che le scelte si estenderanno a tutti gli ambienti, ma se pensiamo di rinnovare una struttura esistente, e di farlo per gradi, i primi che dovranno essere ripensati sono probabilmente la reception e gli spogliatoi; non a caso questi due ambienti sono quelli in testa alla lista dell’insoddisfazione dei clienti.
Proviamo a immaginare una reception in termini più comuni: un ingresso con un bancone per verificare gli abbonamenti. Pensarla in forma più “allargata”, valorizzarne il ruolo social, magari da arredare con sedute e divanetti per facilitare la relazione, farà stare il nostro cliente più a lungo, e potremo sviluppare più facilmente la vendita di prodotti e servizi, magari anche noleggiando vetrine o spazi commerciali a terzi. Gli spogliatoi sono altrettanto importanti, perché sono utilizzati da tutti, e sono la prima e l’ultima cosa che si vede sfruttando la palestra. Usare armadietti magari caratterizzati da un materiale o da un dettaglio, pensare a sedute imbottite invece che alle tradizionali panche di legno, a un’isola per i phon che sia attrezzata con specchi e zona trucco per le donne, potrebbe essere un buon primo passo per far percepire quella “marcia in più” ai clienti. È preferibile pensare a spogliatoi organizzati non come una fila lineare, ma “ad isole”, cioè con gli armadietti distribuiti lungo un perimetro rettangolare, e che guardano al centro, dove per esempio è posizionato un grande pouff di seduta: questo consente di dare maggiore privacy agli utenti. Se in una di queste isole utilizziamo armadietti diversificati in dimensione, ad esempio doppi, con maggiori spazi di manovra e una zona phon dedicata, otterremo un aumento del livello di comfort che può essere fatto pagare come extra rispetto al normale abbonamento.

Come migliorare le sale
Una sala macchine fatta di attrezzature allineate in batteria è un concetto ormai superato: arricchirla con elementi di separazione come verde e quinte, immagini a parete, monitor ecc., toglierà quel senso di ripetitività, e darà all’utente l’impressione di vivere più ‘esperienze’ all’interno del club. Inoltre creare delle zone di seduta all’interno della sala consente una pausa tra un esercizio e l’altro, e favorisce lo scambio fra gli utenti, perché in palestra non si va solo per fare allenamento, ma anche per relazionarsi con gli altri, stare in compagnia e scambiare due chiacchiere! Per essere estremamente flessibile, la sala corsi, non può avere elementi di arredo al suo interno, ma pensiamo ad esempio di caratterizzarla con un’illuminazione che può variare in intensità e cromia: con un semplice tasto si potrà creare di volta in volta uno scenario più tecnico/dinamico o più soft, adattandolo alle attività, senza ulteriori modifiche o costi.

Un abito che cambia
Siamo in una società che ha bisogno, ed è alla ricerca, di stimoli continui, per cui stupire diventa un’altra parola chiave del successo… allora, visto che non è possibile rinnovare il club in continuazione, come raggiungere questo obiettivo?
L’immagine del club può essere pensata come un evento, a cui dedicare in maniera sistematica qualche energia: ad esempio concentrarsi su una parete, che può essere cambiata in maniera cadenzata e regolare, proprio come fosse un vestito. Il mercato dei materiali oggi offre tantissime possibilità: pitture decorative dagli effetti più diversi come tessuti, metallici, cangianti; carte da parati figurative o astratte; pellicole adesive totalmente personalizzabili con un proprio motivo; rivestimenti murali tridimensionali, eccÉ c’è solo l’imbarazzo della scelta. Con un costo e un impegno limitato si possono ottenere molti risultati.
Usare il bello, poi, è importantissimo per il marketing: più accattivante sarà lo spazio che andremo a realizzare, più avremo un ritorno nell’usare i render del progetto come strumento di promozione e aspettativa, trasformandoli in uno strumento vincente per la prevendita.

Silvia Giannini
Anna Palucci
sono architetti di WELLNESS 7.0: un hub di professionisti specializzati nel settore fitness, benessere e horeca, che promuove il concetto di PROGETTO SOSTENIBILE: analisi economiche, comportamentali, flussi, mercato e trend costituiscono la base per sviluppare progetti strategici e funzionali in relazione a logiche economiche ed imprenditoriali.

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