La merenda di metà mattina dovrebbe aiutare bambini e ragazzi ad arrivare al pranzo con energia e appetito, senza sostituire la colazione né diventare un pasto completo. Nel rientro scolastico di settembre funzionano soprattutto porzioni semplici, facili da mangiare e compatibili con orari, regole della scuola e temperatura ancora mite. Frutta di stagione, pane, yogurt e piccole preparazioni casalinghe possono alternarsi durante la settimana. Le cinque formule proposte non sono menu rigidi: servono a scegliere lo spuntino in base a colazione, distanza dal pranzo, gradimento, trasporto e attività previste nel pomeriggio.
In breve
- La merenda scolastica è uno spuntino piccolo, non un secondo pranzo.
- La porzione va considerata insieme a colazione, orario del pranzo ed età del bambino.
- A settembre sono pratici frutti interi come mele, pere, uva e susine, scelti e preparati in modo adatto.
- Yogurt, formaggi freschi e frutta tagliata richiedono attenzione alla catena del freddo.
- L’acqua resta la bevanda quotidiana più semplice da portare a scuola.
A cosa serve davvero la merenda di metà mattina?
Secondo le Linee guida per una sana alimentazione del CREA, un piccolo spuntino può sostenere l’attenzione e aiutare ad arrivare meno affamati al pranzo. Una merenda troppo ricca, al contrario, può appesantire e ridurre l’appetito per il pasto successivo.
La misura non è uguale per tutti. Un bambino che ha consumato una colazione completa e pranza presto può avere bisogno soltanto di un frutto. Chi fa una colazione molto anticipata o pranza più tardi può preferire pane, yogurt o una combinazione leggermente più consistente. Eventuali esigenze cliniche, allergie e restrizioni richiedono indicazioni concordate con famiglia, scuola e professionisti sanitari.
I dati della sorveglianza OKkio alla SALUTE 2023, descritti dall’Istituto Superiore di Sanità, confermano che la merenda scolastica è anche una questione di ambiente: disponibilità degli alimenti, regole, programmi educativi e coinvolgimento delle famiglie influenzano le abitudini.
Formula 1: quando basta un frutto intero?
Un frutto medio rappresenta la soluzione più essenziale quando la colazione è stata adeguata e il pranzo non è lontano. A metà settembre in Italia sono disponibili, con differenze territoriali, mele, pere, uva, susine e gli ultimi fichi.
La scelta deve essere pratica. Una mela piccola o una pera soda resistono bene nello zaino; le susine possono essere riposte in un contenitore rigido; l’uva va lavata, asciugata con cura e divisa in una quantità gestibile. Per i bambini più piccoli, gli acini devono essere preparati in modo coerente con le indicazioni di sicurezza ricevute dalla famiglia e dalla scuola.
Per evitare che il frutto torni a casa intatto, conviene coinvolgere il bambino nella scelta tra due alternative reali. Le guide di LA PALESTRA dedicate all’uva di settembre e alla maturazione delle pere aiutano a portare nello zaino frutti integri e al giusto grado di maturazione.
Formula 2: pane e olio per una merenda salata
Un piccolo pezzo di pane, indicativamente intorno ai 40-50 grammi per molti bambini in età scolare, condito con un cucchiaino di olio extravergine d’oliva è una soluzione semplice, poco elaborata e facilmente trasportabile. Le quantità vanno adattate all’età e alla giornata, senza trasformare l’indicazione in una prescrizione universale.
Il pane può essere comune, integrale o ai cereali in base al gradimento e alla tolleranza. Alternare le tipologie è spesso più realistico che imporre sempre lo stesso prodotto. Per evitare macchie, distribuisci l’olio senza eccessi e avvolgi il pane in carta alimentare o inseriscilo in un contenitore lavabile.
Questa formula è utile anche per uscire dall’idea che la merenda debba avere sempre un sapore dolce. Non occorre aggiungere salumi, salse o farciture abbondanti: lo scopo rimane arrivare al pranzo, non anticiparlo.
Formula 3: yogurt bianco e una piccola aggiunta croccante
Un vasetto di yogurt da circa 125 grammi può essere accompagnato da uno o due cucchiai di fiocchi d’avena o cereali semplici portati separatamente. È una merenda che richiede cucchiaino, tempo sufficiente per mangiare e soprattutto una conservazione adeguata.
Se la scuola non dispone di frigorifero, usa una piccola borsa termica con elemento refrigerante e verifica per quante ore lo yogurt resterà fuori casa. Il principio è lo stesso illustrato nell’approfondimento sulla schiscetta e la catena del freddo: un alimento deperibile non diventa sicuro soltanto perché è chiuso in un contenitore.
Lo yogurt bianco permette di controllare meglio le aggiunte, ma non è necessario trasformare l’etichetta in una gara al prodotto perfetto. Contano porzione, frequenza, gradimento e quadro complessivo dell’alimentazione.
Formula 4: un piccolo panino con formaggio
Un panino di circa 40-50 grammi con una piccola quantità di formaggio, per esempio 15-20 grammi, è una possibilità più consistente per le mattine lunghe. Il CREA include pane e formaggio tra gli esempi di merenda per bambini, ricordando comunque che lo spuntino deve restare proporzionato.
Scegli una farcitura semplice e non eccessivamente salata. Anche in questo caso occorre valutare la temperatura: formaggi freschi e molto umidi richiedono maggiore attenzione rispetto a una piccola porzione di formaggio più compatto. La borsa termica non va lasciata vicino a termosifoni, finestre soleggiate o in automobile.
Se il bambino pranza presto o ha già fatto una colazione abbondante, il panino può risultare superfluo. Una formula nutrizionalmente valida non è automaticamente adatta a ogni orario.
Formula 5: una fetta di torta semplice, senza farne la regola quotidiana
Una piccola fetta di ciambellone, torta allo yogurt o altro dolce casalingo non farcito può trovare spazio nella rotazione. Non deve essere presentata come premio per aver mangiato frutta nei giorni precedenti, né come alimento proibito da concedere eccezionalmente.
La dimensione conta più dell’etichetta “fatto in casa”: una fetta grande, ricca di creme o accompagnata da una bevanda zuccherata può trasformarsi in uno spuntino molto impegnativo. Una porzione piccola, inserita in una settimana varia, mantiene invece il ruolo di merenda.
Anche i prodotti confezionati possono essere utilizzati occasionalmente. Conviene scegliere una confezione coerente con la porzione necessaria, leggere ingredienti e dichiarazione nutrizionale e non lasciarsi guidare soltanto da personaggi, slogan o diciture salutistiche. Le nuove linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sugli ambienti alimentari scolastici, pubblicate il 27 gennaio 2026, richiamano l’importanza di rendere disponibili cibi e bevande coerenti con un’alimentazione sana e di ridurre la pressione verso prodotti ricchi di zuccheri liberi, sale e grassi saturi.
Come organizzare cinque giorni senza complicare la spesa?
Una rotazione realistica può essere costruita così:
- Lunedì: frutto intero di stagione.
- Martedì: pane e olio extravergine d’oliva.
- Mercoledì: yogurt bianco e fiocchi d’avena, se è garantito il freddo.
- Giovedì: piccolo panino con formaggio.
- Venerdì: fetta contenuta di dolce semplice o un’altra formula gradita.
Lo schema può essere modificato in base al menu scolastico, agli orari e agli alimenti già consumati a colazione. Non è necessario proporre ogni giorno una combinazione nuova: la varietà si valuta nell’arco della settimana, mentre la familiarità può aiutare il bambino a mangiare davvero ciò che porta.
Quali errori pratici rendono la merenda meno adatta?
- Mettere nello zaino due o tre snack “nel caso abbia fame”.
- Usare abitualmente succhi e bevande dolci al posto dell’acqua.
- Scegliere frutti troppo maturi che si schiacciano e diventano difficili da mangiare.
- Portare alimenti deperibili senza frigorifero o borsa termica.
- Ignorare le regole della scuola su allergeni, condivisione del cibo e contenitori.
- Forzare il bambino a terminare sempre la porzione senza osservare colazione e pranzo.
Domande frequenti
La merenda a scuola è obbligatoria?
No. Può essere utile quando tra colazione e pranzo passano diverse ore, ma necessità e quantità dipendono dall’organizzazione della giornata e dalle caratteristiche individuali.
Succo di frutta e frutto fresco sono equivalenti?
No. Il frutto intero richiede masticazione e conserva la propria struttura e fibra. Un succo, anche quando contiene solo frutta, non dovrebbe sostituirlo abitualmente.
La merenda deve cambiare nei giorni di sport?
Lo spuntino di metà mattina non va ingrandito automaticamente. Se l’attività è nel tardo pomeriggio può essere più utile organizzare una seconda merenda vicina allo sport, valutando orario e intensità.
La merenda scolastica funziona quando è piccola, riconoscibile e concretamente consumabile. Nel rientro di settembre, una rotazione di pochi alimenti semplici riduce improvvisazione e sprechi, lasciando spazio sia alla stagionalità sia alle preferenze del bambino.












