Normative Archivi - La Palestra

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VENDITA DI ALIMENTI O DI PRODOTTI – Quali autorizzazioni servono?

In un contesto sempre più finalizzato alla fidelizzazione del cliente, anche i centri sportivi, le palestre o i circoli soddisfano le esigenze della clientela con servizi aggiuntivi come la somministrazione di cibi e bevande o la vendita di prodotti, abbigliamento o gadget. Tuttavia si tratta di attività collaterali che non rientrano nella normale gestione di un centro, ma fanno riferimento ad una normativa precisa e richiedono particolari autorizzazioni, sia per quanto concerne gli spazi da adibire, sia per il personale coinvolto e le modalità di ricavo.

Partiamo dalle autorizzazioni comunali richieste per la vendita di prodotti alimentari o integratori e non alimentari (indumenti sportivi, prodotti per la cura del corpo). Come prima cosa va avviata la procedura per la S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) destinata al Comune dove si svolge l’attività di vendita e dove è ubicato il centro o la palestra.
Si tratta di una procedura online costituita da più passaggi.

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FATTURAZIONE ELETTRONICA non c’è più tempo per rimandare

Dal 1° gennaio 2019, al tradizionale metodo di fatturazione subentra in modo obbligatorio la fatturazione elettronica tra soggetti privati.
Come devono comportarsi palestre e operatori del fitness? Ve lo spieghiamo, ricordandovi che potete delegare il tutto al vostro commercialista

La fattura elettronica o e-fattura è un documento informatico, in formato strutturato (XML), trasmesso per via telematica attraverso il Sistema di interscambio (SDI) e da questo recapitato al soggetto ricevente.
Dal 1° gennaio 2019, al tradizionale metodo di fatturazione subentra in modo obbligatorio la fatturazione elettronica tra soggetti privati, oltre che verso la Pubblica Amministrazione, già obbligatorio dal 2014.
Con questo articolo vogliamo fare chiarezza su alcuni punti importanti riguardanti la fattura elettronica nel caso specifico delle palestre e per tutti gli operatori del fitness

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Filo Diretto con… ANIF – BASTA INCERTEZZE!

L’abolizione da parte del Decreto Dignità dei commi da 353 a 361 dell’art.1 della L.  205/2017 ha gettato nuovamente nell’incertezza la qualifica del rapporto di lavoro. Iscrizione al LUL (libro unico del lavoro), comunicazione al Centro per l’Impiego… sembrano essere diventate questioni fantasma che urlano di essere sciolte dalle catene burocratiche in cui si ritrovano le associazioni e società sportive dilettantistiche. Lo sport dilettantistico è un settore che continua a essere privo di una giurisprudenza dedicata, come recitava già la sentenza n.602/2014 della Corte di Cassazione, che precisava l’inesistenza di un diritto del lavoro dedicato tanto che, ad oggi, viene ricavato per esclusione rispetto all’attività sportiva professionistica.

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GDPR: Ecco le novità per le palestre

Il nuovo Regolamento Europeo n. 679/2016 sulla protezione dei dati personali riguarda anche il mondo delle palestre: come mettersi in regola ed essere certi di non incappare in sanzioni?

Il 25 maggio 2018 ha trovato piena applicazione in tutti i paesi dell’Unione Europea il Nuovo Regolamento Europeo n. 679/2016 sulla protezione dei dati personali (GDPR – General Data Protection Regulation), che ha introdotto importanti novità in materia, con l’obiettivo di elevare il livello di protezione dei dati, rafforzare la fiducia dei cittadini e sostenere la crescita dell’economia digitale.

Che cos’è un dato personale?
Un dato personale è qualunque informazione riconducibile a un individuo. Ad esempio, sono dati personali il nome e cognome di una persona e tutti i suoi dati anagrafici, l’indirizzo e-mail, il numero di telefono, ma anche una fotografia, i suoi dati biometrici (es. l’impronta digitale o le caratteristiche della sua firma autografa), il suono della sua voce, le sue abitudini alimentari. Alcune categorie di dati (come quelli relativi ai dati genetici, allo stato di salute, all’orientamento sessuale o all’appartenenza a partiti
e sindacati) sono considerati sensibili e richiedono misure aggiuntive di protezione in base alla normativa.

Quali sono le sanzioni per non essersi adeguati?

I costi della violazione delle norme possono essere elevati, si può arrivare a sanzioni fino a 20 milioni di euro oppure al 4% del fatturato annuo precedente, se superiore. Le autorità locali per la protezione dei dati controllano la conformità. Il lavoro è svolto a livello dell’Unione europea.

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