La Commissione europea ha pubblicato il 22 settembre 2026 i risultati del nuovo Eurobarometro speciale su sport e attività fisica. Nell’Unione europea sale al 38% la quota di persone che si allena più volte alla settimana e la frequentazione di centri salute e fitness cresce di 6 punti percentuali, raggiungendo il 39%. Rimane però elevata la sedentarietà: il 39% dichiara di non praticare mai sport o esercizio. Per palestre e operatori italiani il dato indica un mercato più attento a movimento, stress e salute mentale, ma anche la necessità di ridurre le barriere all’ingresso e trasformare l’interesse in frequenza continuativa.
In breve
- Il 38% degli europei si allena più volte alla settimana, 6 punti in più rispetto al 2022.
- Il 9% pratica attività quasi ogni giorno, con un aumento di 3 punti.
- La frequentazione di centri salute e fitness sale al 39%, aumentando di 6 punti.
- Il 39% non pratica mai sport o esercizio, pur segnando un calo di 6 punti.
- Il 93% riconosce i benefici dell’attività fisica per la salute mentale.
Che cosa mostra il nuovo Eurobarometro?
La Commissione europea rileva un miglioramento moderato dei livelli di attività fisica rispetto all’indagine comparabile del 2022. Le differenze tra Paesi rimangono però significative e i dati pubblicati nella sintesi riguardano l’intera Unione europea, non esclusivamente l’Italia.
Le persone che dichiarano di fare esercizio quasi ogni giorno passano al 9%, mentre quelle che si allenano più volte alla settimana arrivano al 38%. Parallelamente, la quota di cittadini che non pratica mai sport o esercizio scende di 6 punti, ma resta al 39%.
Perché la crescita dei centri fitness è rilevante?
La frequentazione dei centri dedicati a salute e fitness raggiunge il 39%, con un incremento di 6 punti percentuali. Il dato non equivale automaticamente a più abbonamenti annuali o a maggiore redditività: misura un cambiamento nelle abitudini dichiarate e deve essere tradotto in indicatori gestionali.
Per un club italiano significa osservare prove, conversioni, frequenza nel primo mese, assenze, rinnovi e permanenza a 90 giorni. Se aumenta il numero di persone che entra in un centro, il vantaggio reale dipende dalla capacità di accompagnarle verso una routine sostenibile.
Come stanno cambiando le forme di movimento?
L’Eurobarometro registra una crescita di 13 punti nella mobilità attiva: il 37% cammina o usa la bicicletta per raggiungere lavoro, scuola, negozi o altre destinazioni quotidiane. Il 72% dichiara inoltre di camminare per almeno dieci minuti consecutivi.
Per le palestre la mobilità attiva non è necessariamente una concorrente. Può diventare il punto di ingresso per persone che non si riconoscono ancora nell’allenamento tradizionale. Valutazioni iniziali, programmi di forza di base, mobilità, recupero e progressioni semplici possono integrare cammino e bicicletta invece di contrapporsi ad essi.
Quanto conta la salute mentale nella decisione di allenarsi?
Il 93% degli intervistati concorda sul fatto che sport e attività fisica migliorino la salute mentale; l’86% riconosce anche un ruolo nella costruzione della comunità. Il 26% cita il miglioramento della salute mentale o la riduzione dello stress tra le ragioni per muoversi.
Questi risultati suggeriscono di comunicare benefici più ampi della sola trasformazione estetica. Una palestra può valorizzare energia, regolarità, relazioni e gestione dello stress, evitando però promesse sanitarie improprie o risultati garantiti.
Quali decisioni può prendere un gestore?
- inserire nel colloquio iniziale motivazioni legate a energia, stress e socialità;
- proporre un percorso introduttivo di quattro settimane con frequenza realistica;
- contattare il nuovo iscritto dopo un’assenza significativa, senza comunicazioni invasive;
- creare servizi che integrino cammino, forza, mobilità e attività di gruppo;
- misurare conversione, frequenza, rinnovi e continuità anziché soltanto le iscrizioni;
- formare lo staff a distinguere supporto motivazionale, esercizio e intervento sanitario.
Quale limite bisogna considerare?
L’Eurobarometro descrive opinioni e comportamenti dichiarati a livello europeo. Non dimostra da solo che ogni mercato locale stia crescendo allo stesso ritmo e non sostituisce i dati reali del singolo centro.
La valutazione editoriale è quindi prudente: i segnali sono favorevoli per il fitness, ma il 39% di persone inattive resta una quota enorme. La vera opportunità è progettare servizi accessibili e continuativi per chi oggi si muove poco, non soltanto competere per gli utenti già allenati.
Domande frequenti
Quante persone frequentano centri salute e fitness?
Nella sintesi europea la quota indicata è del 39%, in aumento di 6 punti rispetto all’indagine comparabile precedente.
La sedentarietà è diminuita?
Sì, la quota di chi non pratica mai sport o esercizio scende di 6 punti, ma rimane al 39%.
Il dato riguarda specificamente l’Italia?
No. I valori citati nella sintesi della Commissione descrivono l’Unione europea; per decisioni locali vanno integrati con dati italiani e con quelli del proprio club.
Fonti
I.A.











