Il Dipartimento per lo Sport ha destinato nel 2026 complessivamente 9,4 milioni di euro ai gestori di impianti natatori: 5 milioni finanziano un contributo automatico alle associazioni e società sportive dilettantistiche già beneficiarie nel 2025, mentre altri 4,4 milioni sono riservati a un successivo avviso pubblico. La misura, prevista dal DPCM dell’8 maggio 2026, sostiene ASD e SSD che gestiscono piscine e hanno affrontato maggiori costi energetici. Per gli operatori interessati la conseguenza concreta è duplice: controllare accrediti e dati bancari già comunicati e prepararsi per tempo al futuro bando, senza considerare il contributo sostitutivo di un piano strutturale sui consumi.
In breve
- Il DPCM dell’8 maggio 2026 assegna 5 milioni di euro ai gestori di impianti natatori già beneficiari nel 2025.
- Il primo contributo è automatico: non sono richieste nuove domande o comunicazioni.
- Gli importi sono riproporzionati in base alle somme ricevute nel 2025 e alle risorse disponibili.
- Altri 4,4 milioni di euro saranno regolati da uno specifico avviso pubblico.
- ASD e SSD devono distinguere il sostegno straordinario dalla gestione strutturale di energia, margini e liquidità.
Come funziona il contributo automatico da 5 milioni?
Secondo il Dipartimento per lo Sport, il fondo da 5 milioni di euro è destinato alle associazioni sportive dilettantistiche (ASD) e alle società sportive dilettantistiche (SSD) che gestiscono impianti natatori e che avevano già ricevuto lo stesso sostegno nel 2025.
Non è prevista una nuova domanda. Il Dipartimento utilizza i dati già disponibili e gli IBAN comunicati nella precedente procedura. L’importo spettante a ciascun beneficiario viene ricalcolato proporzionalmente rispetto a quanto ottenuto nel 2025, tenendo conto della dotazione complessiva.
Che cosa cambia con gli ulteriori 4,4 milioni di euro?
Il Dipartimento ha inoltre indicato una dotazione aggiuntiva di 4,4 milioni di euro per ASD e SSD che gestiscono piscine. Questa seconda misura non è ancora una graduatoria né un pagamento automatico: sarà disciplinata da un apposito avviso pubblico.
Per i gestori potenzialmente interessati è quindi utile monitorare il sito istituzionale e predisporre una documentazione ordinata su titoli di gestione, affiliazione, utenze, consumi energetici, spese sostenute e coordinate bancarie. Requisiti, periodo di riferimento e costi ammissibili dovranno comunque essere verificati nel testo definitivo dell’avviso.
Quali controlli dovrebbe fare subito un gestore di piscina?
- verificare che l’IBAN comunicato nel 2025 sia ancora attivo e intestato correttamente;
- controllare la riconciliazione bancaria e la contabilizzazione dell’eventuale contributo;
- archiviare fatture e consumi energetici con criteri omogenei e facilmente verificabili;
- aggiornare autorizzazioni, affiliazioni e documenti relativi alla gestione dell’impianto;
- assegnare a una persona il monitoraggio del futuro avviso da 4,4 milioni di euro.
Perché il contributo non risolve da solo il costo dell’energia?
Il sostegno pubblico può migliorare la liquidità, ma non modifica in modo permanente l’efficienza dell’impianto. Piscine e centri acquatici restano attività ad alta intensità energetica: temperatura dell’acqua, trattamento dell’aria, pompe, filtrazione e produzione di acqua calda richiedono controllo continuo.
La valutazione editoriale per i gestori è quindi prudente: il contributo va integrato con monitoraggio dei consumi, manutenzione degli impianti, revisione degli orari, analisi del costo per corsia e per utente e investimenti con tempi di ritorno misurabili.
Domande frequenti
Chi riceve automaticamente il fondo da 5 milioni?
Le ASD e SSD che gestiscono impianti natatori e risultavano già beneficiarie del contributo analogo nel 2025, secondo quanto comunicato dal Dipartimento per lo Sport.
Serve presentare una nuova domanda?
No per la quota da 5 milioni già avviata. Per gli ulteriori 4,4 milioni bisognerà invece attendere e verificare lo specifico avviso pubblico.
Il contributo copre tutti i maggiori costi energetici?
Non necessariamente. Gli importi dipendono dalle risorse disponibili e dal riparto previsto; ogni gestore deve confrontare il contributo con i propri costi effettivi e con il proprio piano economico.
Fonti
I.A.












