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Ester Albini

Fascial Real Emotion: La chiave del movimento

Sentendo il mio corpo e sperimentando un nuovo modo di usarlo, ho scoperto il senso di quello che stavo facendo e ho capito di avere trovato una nuova chiave del movimento, che ho denominato FReE


A volte nelle magie ci devi inciampare, per accorgerti di quello che realmente sono: un’emozione inspiegabile, che apre nuove porte, finora ignorate, finora chiuse. Non so come spiegare altrimenti la creazione del Fascial Real Emotion.

Il mio obiettivo, in questi trent’anni di esperienza, è sempre stato quello di fare stare bene le persone, mente e corpo insieme, indissolubili, come sono realmente. Per questo motivo, ho cercato di approfondire tutto ciò che riguarda le diverse declinazioni del movimento umano; sono stata per tanti anni Master Trainer (Docente) Reebok, Les Mills, Polar, Airex be Balanced; Fitness Instructor e Personal Trainer, ed ho ottenuto certificazioni in Posturologia (Bricot, Mézières), del metodo Pilates (Polestar, Balanced Body, Fletcher, Hermann, CPM Locher), del funzionale, del kettlebell training (Londra, IKFF) e del Gyrotonic, recandomi ad anni alterni negli States per arricchire la mia preparazione. Ognuno di questi corsi aggiungeva nuovi tasselli alla mia vita professionale e ai miei allenamenti; tuttavia, ero sempre io, solo un po’ più ricca di materiale, di metodiche, di esperienze, di contatti professionali.

 

La scoperta del mio-fasciale

La prima volta che ho scoperto il mio-fasciale è stato grazie ad un libro di Thomas Myers. Sarò sincera: lì per lì ci ho capito poco, ma mi piaceva. Le cose non capitano mai per caso: ciò che conta accade, è proprio vero! Ho avuto un’intuizione e l’ho seguita.

Così ho iniziato a spostarmi, partecipando ai corsi di Thomas Myers (Stati Uniti, Svizzera, Germania, Olanda), di Michol Dalcourt (Stati Uniti e Olanda), di Robert Schleip (Germania) e di Karin Locher (Inghilterra e Svizzera). Naturalmente, ogni disciplina ha bisogno del suo tempo per essere applicata, assimilata, sentita, percepita. Sono entrata nel mondo del mio-fasciale in punta di piedi, arricchendolo con l’allegria e la spensieratezza italiana, e soprattutto vivendolo.

Ester Albini
Ester Albini, foto di Giorgio Salvatori

Il significato del termine “FReE”

Ed è lì che è accaduta la magia. Non so spiegarla altrimenti. In un posto qualsiasi, in un pomeriggio come tanti. Ero a Zurigo e, per la prima volta, ho sentito qualcosa cambiare nel mio io più profondo; è stato come se fosse stato rimosso dentro di me un blocco di cui non ero consapevole. Posso confessarlo? Sono passata dall’euforia allo stupore, poi alla paura… e ho pianto.

Quel pomeriggio ho capito che era successo qualcosa; per la prima volta mi sono sentita cambiare ed è mutata la percezione stessa di me che avevo sempre avuto. In una parola, ero libera.

Da qui il nome “FReE” (acronimo del metodo Fascial Real Emotion), che con il suo significato di “libero” spiega in una parola ciò che si prova realmente praticando l’allenamento mio-fasciale. Lavorando sul corpo più profondamente di quanto siamo abituati a fare, riusciamo a capire cose a cui normalmente passiamo sopra, ignorandole. Sentendo il mio corpo e sperimentando un nuovo modo di usarlo, ho scoperto il senso di quello che stavo facendo e ho capito di avere trovato una nuova chiave del movimento.

Benvenuti nel mondo FReE e buona lettura.

Ester Albini, foto di Giorgio Salvatori
Ester Albini, foto di Giorgio Salvatori

Il ruolo della fascia influisce sulla vita quotidiana, sul fitness e sulle attività sportive?

La risposta è: assolutamente sì. Più conosciamo la fascia e più appare evidente la sua profonda connessione con il movimento; molti infortuni “muscolari” sono in realtà di origine connettivo-tissutale (fasciali), in pratica si manifestano là dove vi è deplezione di fibre collagene che costituiscono la fascia.

Risulta chiaro che il sistema muscolare è parte del continuum fasciale e, quando è affetto da patologie o disturbi sistemici, la sua funzione subisce una modifica non fisiologica che lo porta in stato di sofferenza. Ad esempio, la riduzione dello scorrimento causata da una cicatrice genera una tensione anomala, che può colpire il continuum fasciale sviluppando un ambiente infiammatorio, acuto o cronico. È fondamentale, quindi, comprendere come allenarci al meglio per prevenire e riparare i danni e costruire elasticità.

Nella fascia si trovano da sei a dieci volte più terminali nervosi sensoriali rispetto ai muscoli; coscientemente o incoscientemente, laddove è previsto movimento, lavorerete con la fascia per la vostra intera vita. Inoltre, recenti studi stanno rinforzando l’importanza della fascia e del tessuto connettivo nell’allenamento funzionale (Fascia Congress, 2009); quanto più ci allontaniamo dall’esercizio classico per andare verso il gesto – l’esercizio dinamico – tanto più ci allontaniamo da un coinvolgimento puramente muscolare per attivare componenti fasciali (componenti elastiche, fibre collagene, tendini). La comprensione di ciò può e deve rivoluzionare la nostra idea di fitness.

Un allenamento che integra

L’allenamento mio-fasciale non sostituisce le altre tipologie di allenamento, ma le arricchisce;
è l’anello mancante tra l’olistico e l’allenamento funzionale, come spiego spesso.

Il FReE è dunque un allenamento integrante e deve far parte di un programma di forza, cardiovascolare e coordinativo. Vi permetterà di completare il vostro programma di allenamento a 360°.

Questo vale sia per gli atleti, professionisti o amatoriali, che intendono massimizzare le prestazioni, prevenire gli infortuni e migliorare il recupero post-infortunio, sia per chi vuole stare bene nel proprio corpo, alzarsi al mattino e sentirsi al meglio, affrontare le routine quotidiana senza problemi, o semplicemente sentirsi giovane.

Bastano una o due sessioni di allenamento mio-fasciale alla settimana, eseguite intensamente e correttamente, per far sì che nelle seguenti settantadue ore la fascia riproduca tessuto di collagene nuovo, fresco ed elastico. In alternativa alle due sessioni, si possono inserire singoli esercizi durante l’arco della giornata.

In un prossimo articolo parleremo delle funzioni della fascia e di allenamento specifico, per il momento vi lascio con lo slogan del FReE. IL MOVIMENTO INTELLIGENTE NUTRE LA MENTE.

Ester Albini
Ester Albini, foto di Giorgio Salvatori

La fascia in breve

Il tessuto Fasciale è una rete quadrimensionale, che avvolge e separa ogni parte del corpo, creando una continuità strutturale che dà forma e funzione ad ogni tessuto e organo.

Definisco la Fascia come struttura quadrimensionale, in quanto oltre ad estendersi lungo le tre dimensioni “fisiche” (base, altezza e profondità) include una ulteriore dimensione “neurale” o “sensoriale” che include la sua stretta connessione col Sistema Nervoso centrale.

Potremmo paragonare la Fascia ad un Sistema nervoso Esterno. Se potessimo isolare e visualizzare la Struttura fasciale dal resto del corpo, vedremmo una ragnatela quadrimensionale fittissima, senza inizio né fine, che separa, collega e dà forma al tutto. Una rete semitrasparente che parte dalla cute, per inspessirsi nel tessuto fibroso che riveste muscoli, ossa e organi interni: un sistema continuo che riveste e attraversa il nostro corpo e che ne rappresenta il 20 % del peso.

Per informazioni: www.functionaltrainingschool.com

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