Claudia Fink, fondatrice di Pilates Italia®, riflette sull’evoluzione del Pilates nei centri fitness: tra opportunità e rischi, richiama l’attenzione su formazione, sicurezza e autenticità del metodo. Un’analisi chiara su cosa significhi davvero insegnare Pilates oggi.
Chi è Claudia Fink e la Pilates Italia®?
Ho fondato Pilates Italia® con l’obiettivo di offrire un punto di riferimento concreto, competente e continuativo per i professionisti del movimento, non solo insegnanti di Pilates, ma anche personal trainer, preparatori atletici, fisioterapisti, centri fitness e medici, SPA e strutture ricettive che desiderano attrezzature di altissima qualità e percorsi formativi seri e strutturati.
Procuriamo la fornitura di macchinari Pilates e piccoli attrezzi Matwork, grazie alla partnership con Merrithew®, offrendo un sistema integrato di attrezzatura e formazione conosciuto a livello internazionale. Mi occupo della direzione commerciale e dello sviluppo delle formazioni professionali.
Parallelamente, opero anche come Osteopata presso il mio centro THE Studio, a Milano, dove seguo clienti con disfunzioni muscolo-scheletriche attraverso un approccio integrato che include kinesiologia applicata e una visione globale della salute.
Da oltre 25 anni opero nel mondo del Pilates, dell’esercizio clinico e della formazione professionale, con l’obiettivo di elevare la qualità dell’insegnamento e della comprensione del movimento umano, andando ben oltre i limiti dell’anatomia descrittiva o delle routine preconfezionate.
Come fondatrice di Pilates Italia e Lead Instructor Trainer per STOTT PILATES®, ho formato migliaia di insegnanti con un approccio critico e scientifico che integra anatomia applicata, biomeccanica e protocolli post-riabilitativi, con un’attenzione particolare alla salute della donna, alla sclerosi multipla e alla riabilitazione oncologica.
Non insegno per seguire le mode, ma per far pensare. Il mio scopo è sfidare le convinzioni consolidate, decostruire le semplificazioni diffuse nel mondo del fitness e guidare i professionisti verso una comprensione più profonda del cosa, come e perché del movimento. Aiuto coloro che desiderano espandere l’offerta con contenuti di reale valore. Offro anche consulenze in sviluppo business, formazione di insegnanti e scelta di attrezzi, in particolare come rivenditrice ufficiale Merrithew® in Italia.
Un tempo svolto in ambienti raccolti e silenziosi, il Pilates si è fatto strada anche nei grandi centri fitness, diventando protagonista della scena wellness contemporanea. La pratica nata all’insegna del controllo e della consapevolezza oggi viene svolta in sale affollate, spesso lontane dal rigore e dalla cura individuale che ne contraddistinguono le origini. Cosa ne pensa Claudia Fink di questo trend?
Questo ampliamento dell’offerta, se da una parte testimonia il crescente interesse verso la disciplina, dall’altra solleva interrogativi non trascurabili: cosa accade quando a guidare le classi numerose sono istruttori preparati alla svelta, su attrezzature che richiedono competenza e supervisione costante?
L’entusiasmo rischia di trasformarsi in superficialità, e con essa aumenta anche il margine di rischio per chi pratica. Soprattutto visto che il trend viene applicato nello specifico al Reformer, una macchina che attira clienti di vario tipo, ma che potrebbe comportare anche dei rischi di cadute e infortuni se non si è abbastanza competenti nel gestire gruppi.
Siamo di fronte a una naturale evoluzione del metodo o a una trasformazione che ne compromette l’autenticità?
È questo il dubbio che condividiamo in molti. Un’espansione che, secondo alcuni, lo ha progressivamente allontanato dalle sue radici più “danzerecce” per avvicinarlo a un ibrido tra high impact low intensity e fitness, più compatibile con i ritmi e i movimenti tipici dell’ambiente palestra che non con l’eleganza e la fluidità ispirate dalla danza.
Meno attenzione al dettaglio, alla postura, al controllo: tutto ciò per cui il Pilates si è fatto strada negli anni in tutto il mondo. Diciamo che vicino al metodo originale è rimasto ormai solo il nome, Pilates, termine abbastanza inflazionato. Il nome Pilates oggi, è sempre più associato a proposte molto distanti dal metodo originale.
È un peccato, perché spesso si ha la sensazione che venga utilizzato più come etichetta di marketing che come riferimento a un approccio autentico. Se è giusto dare spazio alla creatività, tutto può funzionare, a patto che restino alcuni capisaldi: attenzione costante, sicurezza, esperienza tecnica e supervisione reale, precisione e attenzione al dettaglio, progressioni e/o regressioni quando necessarie. Se c’è controllo sulle persone, sui macchinari, e soprattutto sulla qualità del lavoro allora sì, anche questa evoluzione può essere accolta come una nuova opportunità, anche se tradisce decisamente l’essenza del metodo. Purtroppo nella mia esperienza di formatrice, non vedo queste caratteristiche nell’ormai inflazionato mondo del Pilates. Il problema è più grave nel momento in cui viene consigliata questa disciplina a persone che hanno patologie spinali o di altro tipo.
C’è confusione su cosa sia il Pilates? E in quanti saprebbero rispondere a questa domanda?
Di solito si ottiene una spiegazione benintenzionata ma vaga su allungamento, respirazione, rafforzamento o “lavoro sul core”. Un insegnante di Pilates dovrebbe riuscire facilmente a spiegare cosa sia il Pilates, altrimenti come può sperare che l’ascoltatore curioso lo capisca e lo valorizzi? Non è solo una questione di parole, si tratta di identità professionale, e a tal proposito molti si identificano come tali, senza sapere chi fosse Joseph H. Pilates e perché oggi è possibile utilizzare questo nome. Molti lo approcciano come sport quando non lo è, e molti giovani con l’ambizione di insegnarlo, non sanno neanche che J.H. Pilates è il nome di una persona, non di un metodo, infatti l’originale si chiamava Contrology.
Oggi queste stesse persone che hanno scoperto il metodo da pochissimo, si presentano come esperti, ovunque guardi c’è un altro esperto che propone un esercizio con qualche consiglio per il mal di schiena.
Il Pilates non è una disciplina “taglia unica”. La bellezza del metodo sta proprio nella sua ampia applicabilità: quindi è naturale che anche la descrizione si adatti di conseguenza.
- Per un cliente che non ha mai fatto esercizio: è gentile ma efficace ti aiuta a muoverti meglio e a sentirti più forte, seguendo i tuoi ritmi.
- Per un fisioterapista: ripristina il movimento funzionale attraverso esercizi controllati basati sul respiro ideale nella post-riabilitazione e per condizioni croniche.
- Per un amico sportivo: affina il movimento, sviluppa forza equilibrata e migliora la performance.
- Per un adulto più anziano: è modificabile per non evitare danni sulle articolazioni perfetto per restare mobili, forti e stabili.
Io dico che il Pilates è un metodo di movimento che coinvolge tutto il corpo e sviluppa forza, controllo e flessibilità, dedicandosi ad allineamento, respiro, concentrazione e precisione. Utilizza sia il tappetino che attrezzature e accessori specifici per migliorare il modo in cui le persone si muovono nella vita quotidiana.
Con il suo focus sulla coordinazione mente-corpo, la sequenza evolutiva degli esercizi, l’uso di attrezzi a resistenza elastica e l’integrazione funzionale dell’intero corpo, il Pilates offre un percorso unico e intenzionale verso la forza, il controllo e la libertà di movimento. Mi chiedo se non sia un peccato trasformarlo in una disciplina snaturata nella sua filosofia, adattandolo ai grandi numeri delle palestre, spesso senza un’adeguata supervisione sull’esecuzione degli esercizi. Questo non significa che il metodo non possa evolversi o integrare elementi del fitness contemporaneo, ma dovrebbe farlo restando fedele ai suoi principi: qualità, attenzione e consapevolezza al centro della pratica.
Ma cosa serve per diventare un insegnante di Pilates che sia centrato sulle necessità del cliente?
Bisogna andare oltre l’insegnamento della coreografia. L’attuale formazione spesso non riesce a preparare gli istruttori per la popolazione diversificata di oggi. È fondamentale offrire un approccio incentrato sulla valutazione, sull’empatia e sul Pilates per persone reali. Oggi più che mai è necessario offrire benessere psico-fisico.
In un mondo ideale, ogni insegnante di Pilates dovrebbe avere la capacità di valutare il cliente con sicurezza, di capire e adattare il movimento per servire clienti reali. Nell’industria di oggi, molti insegnanti invece si trovano impreparati rispetto ai clienti che frequentano le classi. Sono persone rigide, anziane, pre o post interventi chirurgici, artritiche, con patologie della colonna, anche, spalle e ginocchia.
La realtà è che oggi molto della formazione di Pilates è robotica, riduttiva, superficiale e rimossa dalla realtà del quotidiano.
Ed infine la domanda da un milione di dollari: il Pilates fa dimagrire?
Praticare movimento sicuramente stimola il metabolismo, attiva le cellule e migliora la salute generale rassodando il corpo e rendendolo più equilibrato. È ovvio che per ottenere un vero e proprio dimagrimento bisogna seguire un regime alimentare corretto, salutare e bilanciato.

Per contattare Claudia Fink:
Pilates Italia srl
Via Conca del Naviglio 18,
20123 Milano
02 89451369
IG pilatesitalia_




