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La lombalgia in palestra

Dossier

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Come deve comportarsi il trainer di fronte ad una persona affetta da lombalgia? Quali azioni deve adottare e a quali altri specialisti deve indirizzare il cliente?

In breve

  • La lombalgia è un dolore lombare di origine multifattoriale, nella maggior parte dei casi riconducibile a uno stiramento lombare senza sofferenza radicolare.
  • Il trainer deve discernere elementi patologici, indirizzare il cliente a uno specialista quando necessario e, in assenza di indicazione medica, eseguire test valutativi e uno screening anamnestico.
  • Francesco Barbato consiglia esercizi funzionali e progressivi (corpo libero, elastici, piccoli sovraccarichi) e avverte di non allenarsi durante la fase acuta o in caso di raffreddore.
  • Il programma dovrebbe mirare a riequilibrare pelvi e rachide: allungare flessori, piriforme e ischiocrurali e rinforzare grande gluteo, quadricipiti, addominali ed erettori spinali.

La lombalgia viene generalmente intesa come manifestazione dolorosa a carico lombare ad origine multifattoriale. Il dolore muscoloscheletrico tipico della lombalgia può essere dovuto ad alterazioni della fascia, dei muscoli, dei legamenti, del periostio, delle articolazioni, del disco o delle strutture epidurali. La casistica più frequente è rappresentata da uno stiramento lombare senza sofferenza radicolare, causato da una ecchimosi da sforzo dei muscoli lombosacrali o delle articolazioni intertrasversarie. Tale invalidante condizione, anche provocata dall’assenza o dalla scarsa attività fisica, cagiona dolori intollerabili finanche ai minimi movimenti (starnuti, tosse, ecc.). Non vi è alcun interessamento delle radici spinali.

Questa sindrome non va confusa con la lombosciatalgia, nella cui può degenerare qualora intervengano altri fattori e che si manifesta nelle modalità seguenti: dolore con forte irradiazione alla gamba, con reale incapacità di movimento, l’arto inferiore può essere sede di formicolii e parestesie. Altrettanto spesso accade che tale sintomatologia sia cagionata da una disfunzione dell’articolazione sacroiliaca, e dei muscoli ad essa correlati, dei rotatori esterno del femore, piriforme in particolare, dei flessori dell’anca, psoas-iliaco principalmente, e dei visceri, intestino in primis.

Sarà compito del trainer, in mancanza di un referto medico, capire l’origine di tale algia, ed intervenire ove possibile.


Compiti del trainer

Egli deve avere necessariamente le competenze tese a discernere quanto di patologico interessi il cliente. In tal caso dovrà indirizzarlo presso uno specialista, sulle cui indicazioni, dovrà poi sviluppare un programma adeguato. Nel caso in cui non risulti necessaria una indicazione medica, il trainer potrà eseguire dei semplici test valutativi.

Ovviamente tali test vanno eseguiti da personale esperto, e con il benestare del cliente, cercando quanto di fisiologico risulti alterato e a seguito di uno screening personale, ove si ricercheranno informazioni precise inerenti:

  • età
  • professione
  • attività ludiche
  • abitudini in genere
  • dieta
  • sport praticati
  • traumi regressi
  • interventi chirurgici
  • disfunzioni gastro-intestinali
  • eventuali cause scatenanti
  • stato emotivo
  • regolarità mestruale (se donna).

TEST BASE

  • osservazione posturometrica
  • appoggio podalico
  • atteggiamento della coxofemorale
  • atteggiamento del pube
  • atteggiamento delle ali iliache
  • verso del sacro
  • eventuale andamento dismetrico della colonna lombare da antalgia
  • atteggiamento bisacrominale cervicale e mandibolare
  • propriocettività statico-dinamica.

IPOMOBILITA’ A SEGNALE ANTALGICO

  • flessione
  • estensione
  • lateroflessione
  • rotazione

TRIGGER POINT

TEST MUSCOLARI SU:

  • quadrato dei lombi
  • retto addominale
  • obliqui interni\esterni
  • flessori dell’anca
  • rotatori\adduttori\abduttori del femore
  • ischioperoneotibiali

Il trainer potrà sviluppare un programma di recupero funzionale teso a ristabilire un corretto equilibrio pelvicorachideo- lombare, a seguito del quale potranno essere inseriti anche programmi tendenti ad esaudire le richieste specifiche del cliente, come tono muscolare e diminuzione della FM.

Principali rotatori esterni del femore

Una eccessiva tensione a queste delicate strutture può ripercuotersi sul corretto posizionamento delle vertebre lombari, e, di conseguenza, sulla fisiologica biomeccanica, causando limitazioni di movimento e dolore. Particolare attenzione deve essere prestata al m. piriforme al di sotto del quale, e spesso all’interno, decorre il nervo sciatico.

La pratica

Gli esercizi da somministrare devono avere carattere funzionale, ovvero simulare movimenti direttamente riconducibili alla vita quotidiana. Il trainer dovrà insegnare la corretta tecnica di esecuzione. L’allenamento dovrà essere finalizzato allo sviluppo del movimento globale, non del singolo distretto muscolare. Lo stretching andrà eseguito nel rispetto dei limiti articolari fisiologici, mentre gli esercizi di tonificazione andranno sviluppati gradualmente.
In primis sarà l’allenamento a corpo libero, nel rispetto dei carichi naturali ed antigravitari. L’ausilio di elastici per un lavoro auxotonico è il secondo passo. Terzo step potrà essere l’utilizzo di piccoli sovraccarichi, eccetto per addominali ed erettori spinali. Importante sarà inoltre motivare il soggetto nell’eseguire esercizi e posture a volte monotone prospettandogli il lavoro che seguirà a problematica risolta.
Da precisare è che per alcuna ragione bisognerà allenarsi durante una fase acuta, o quando si è raffreddati, in quanto tali presupposti potrebbero incidere negativamente sull’evolversi della condizione lombalgica. Da eliminare saranno tutti gli esercizi a carico diretto sul rachide (da evidenziare è che lo stare seduti, e, quindi, lo svolgervi esercizi rappresenta un aumento del carico lombare, contrariamente a quanto generalmente si crede), le torsioni comportanti un compenso del bacino e le eccessive estensioni della colonna. Potrebbe essere necessario, in alcuni casi, un lavoro asimmetrico dovuto a particolari condizioni posturali, o a prolungati atteggiamenti antalgici. Utili saranno infine esercizi propriocettivi da destabilizzazione e training respiratori tesi alla mobilizzazione dei diaframmi.

MUSCOLI DA ALLUNGARE

  • flessori delle dita dei piedi e peronieri
  • bicipiti femorali, semitendinoso, semimembranoso
  • piccolo e medio (fibre anteriori e posteriori grande gluteo)
  • piriforme
  • flessori dell’anca
  • adduttori
  • tensore fascia lata
  • sartorio
  • quadrato dei lombi
  • erettori spinali
  • retto addominale ed obliqui

MUSCOLI DA RINFORZARE

  • grande gluteo
  • flessori dell’anca (ove necessario)
  • IPT
  • quadricipiti
  • retto addominale ed obliqui
  • erettori spinali


Francesco Barbato

Domande e risposte

Quando il trainer deve indirizzare il cliente a uno specialista?

Il trainer deve discernere elementi patologici; se emergono segni di patologia o difficoltà fuori dal suo ambito, deve indirizzare il cliente a uno specialista e poi sviluppare il programma sulle sue indicazioni.

Quali informazioni raccogliere nello screening anamnestico?

Bisogna ricercare età, professione, attività ludiche, abitudini, dieta, sport praticati, traumi passati, interventi chirurgici, disfunzioni gastro-intestinali, eventuali cause scatenanti, stato emotivo e regolarità mestruale (se donna).

Quali test base può eseguire il trainer in assenza di indicazione medica?

Può effettuare osservazione posturometrica, controllo dell’appoggio podalico, atteggiamenti di coxofemorale, pube, ali iliache, verso del sacro, eventuale andamento dismetrico per antalgia, atteggiamento bisacrominale cervicale e mandibolare e valutare la propriocettività statico-dinamica.

Quali esercizi vanno evitati e quali principi seguire nella pratica?

Non allenarsi durante la fase acuta o quando si è raffreddati; evitare esercizi a carico diretto sul rachide, torsioni che compensano il bacino e eccessive estensioni della colonna. Preferire esercizi funzionali, progressivi (corpo libero, elastici, piccoli sovraccarichi), stretching nei limiti fisiologici ed esercizi propriocettivi e respiratori.

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