Il Nordic walking è una camminata nella quale bastoncini specifici vengono usati attivamente per accompagnare la spinta, mantenendo il passo naturale e coordinando braccio e gamba opposti. La fine di settembre è un buon momento per provarlo: le temperature italiane diventano spesso più miti, ma sentieri umidi, luce in diminuzione e terreni irregolari richiedono una partenza prudente. Per iniziare non serve camminare velocemente né affrontare subito lunghe distanze. Sono più utili una prima lezione tecnica, un percorso pianeggiante e una progressione di poche settimane che lasci il tempo di imparare appoggio, oscillazione delle braccia e uso delle dragonere.
In breve
- Il Nordic walking non consiste nel portare due bastoncini: richiede una spinta coordinata con il passo.
- Per la prima esperienza sono preferibili un istruttore qualificato, un fondo regolare e una seduta di 40-50 minuti.
- I bastoncini devono essere specifici, della misura corretta e dotati di dragonere ben regolate.
- All’inizio contano fluidità e alternanza, non velocità, chilometri o forza applicata.
- A fine settembre controlla luce disponibile, fondo bagnato, temperatura e previsioni prima di uscire.
Che cosa distingue il Nordic walking da una camminata con bastoncini?
Nella normale camminata i bastoncini possono essere trasportati, appoggiati occasionalmente o usati soprattutto per cercare stabilità. Nel Nordic walking diventano invece parte del gesto propulsivo. La International Nordic Walking Federation descrive la disciplina come un’estensione della camminata naturale: il bastoncino viene posizionato diagonalmente dietro al corpo, mentre braccia e gambe si muovono in opposizione.
Questo significa che il braccio destro avanza con la gamba sinistra e viceversa. Dopo il contatto con il terreno, il bastoncino viene spinto indietro senza sollevare le spalle o irrigidire il gomito. La mano può aprirsi nella fase finale perché la dragonera mantiene il collegamento con l’impugnatura.
Una revisione dedicata alla biomeccanica del Nordic walking ha rilevato modifiche nell’attivazione muscolare, nell’ampiezza dei movimenti e in alcuni parametri del passo rispetto alla camminata comune. Non significa che ogni uscita produca automaticamente risultati superiori: qualità della tecnica, intensità, continuità ed esperienza individuale restano determinanti. Lo studio è consultabile su PubMed.
Quali bastoncini servono per la prima lezione?
I bastoncini da Nordic walking non sono identici a quelli da trekking. Hanno normalmente un’impugnatura relativamente sottile e una dragonera sagomata che permette di trasmettere la spinta anche quando la mano si apre dietro al corpo. I modelli regolabili sono pratici durante le prime lezioni, perché consentono all’istruttore di correggere l’altezza e provare piccole variazioni.
Non è indispensabile acquistare subito un’attrezzatura definitiva. Molti corsi introduttivi mettono a disposizione bastoncini di prova: è un’opportunità utile per confrontare impugnatura, peso, sistema di regolazione e facilità di sgancio della dragonera.
La misura non dovrebbe essere scelta soltanto attraverso una formula matematica. Altezza, proporzioni corporee, mobilità delle spalle, esperienza e tipo di terreno possono modificare la regolazione più comoda. Per un principiante è preferibile partire con un assetto che consenta movimenti naturali, senza costringere a sollevare le spalle o a piegare eccessivamente i gomiti.
Come si svolge una prima seduta di 45 minuti?
La prima uscita dovrebbe essere una lezione di coordinazione, non un test di resistenza. La stessa INWA utilizza un metodo didattico progressivo in dieci passaggi, illustrato nella pagina dedicata alla sua formazione tecnica. Una seduta introduttiva può essere organizzata in cinque blocchi.
1. Camminata naturale per 8 minuti
Inizia senza usare attivamente i bastoncini. Cammina con passo comodo, sguardo rivolto avanti, spalle rilassate e braccia libere. L’obiettivo è osservare il ritmo spontaneo prima di aggiungere un compito coordinativo.
2. Bastoncini trascinati per 7 minuti
Indossa correttamente le dragonere e lascia scorrere le punte dietro di te, senza piantarle con forza. Continua a muovere le braccia come durante una camminata normale. Questo esercizio aiuta a riconoscere l’alternanza senza trasformare subito il gesto in una sequenza rigida.
3. Contatto leggero e passo alternato per 10 minuti
Comincia ad appoggiare il bastoncino in corrispondenza del passo opposto. Il contatto resta leggero e avviene vicino al corpo, non molto avanti rispetto ai piedi. Se la coordinazione si perde, torna per qualche metro al trascinamento.
4. Spinta controllata per 12 minuti
Quando l’alternanza è stabile, prolunga il movimento del braccio dietro al busto. Non stringere continuamente l’impugnatura e non cercare una spinta massima. Il ritmo dovrebbe permettere di parlare con frasi complete, soprattutto nelle prime uscite.
5. Ritorno alla calma per 8 minuti
Riduci gradualmente il passo, lascia diminuire l’uso dei bastoncini e termina con movimenti dolci di caviglie, spalle e mani. Il defaticamento non richiede allungamenti estremi né lunghe soste sul terreno freddo.
Quale percorso scegliere a fine settembre?
Un viale pianeggiante, una pista ciclopedonale poco affollata o una strada sterrata compatta permettono di concentrarsi sulla tecnica. Salite ripide, gradini, fango, foglie bagnate e sentieri stretti aggiungono difficoltà che possono essere affrontate in seguito.
Chi desidera passare gradualmente a percorsi collinari può consultare la guida di LA PALESTRA su come prepararsi alle camminate tra vigne e colline. Per la prima prova, invece, è utile scegliere un anello breve dal quale sia facile rientrare.
Calcola anche l’orario del tramonto e termina con un margine di luce. Dopo la pioggia evita pavimentazioni lucide, passerelle di legno, tombini e accumuli di foglie. Se il percorso attraversa strade o piste condivise, mantieni i bastoncini vicini al corpo per non intralciare altre persone.
Come vestirsi nel clima variabile di inizio autunno?
Con mattine fresche e pomeriggi ancora miti funzionano strati leggeri e facilmente rimovibili. Una maglia traspirante, un capo esterno sottile e pantaloni che non interferiscano con le mani sono generalmente più pratici di un’unica giacca pesante.
Le scarpe devono essere già provate, stabili e adatte al fondo scelto. Chi sta tornando alle calzature chiuse dopo l’estate può seguire i suggerimenti sulla transizione per piedi e caviglie, evitando di inaugurare scarpe nuove durante una lunga lezione.
Porta acqua anche quando la temperatura è più bassa: il fresco può rendere la sete meno evidente. La guida sull’idratazione di inizio autunno spiega come adattare la borraccia a durata, intensità e sudorazione.
Come progredire nelle prime tre settimane?
- Settimana 1: una lezione tecnica di 40-50 minuti e una camminata autonoma di 20 minuti su fondo facile.
- Settimana 2: due uscite di 25-35 minuti, alternando cinque minuti di tecnica attiva e due minuti di cammino rilassato.
- Settimana 3: due uscite di 35-45 minuti, inserendo soltanto brevi tratti in lieve salita se la coordinazione resta fluida.
Dolore crescente a polsi, gomiti, spalle o mani non è un requisito dell’apprendimento. Controlla dragonere, altezza dei bastoncini e forza della presa; se il fastidio persiste, sospendi e chiedi una valutazione competente. Le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ricordano che l’attività fisica può essere accumulata gradualmente: non è necessario trasformare subito ogni camminata in una seduta lunga e intensa.
Domande frequenti
Posso imparare il Nordic walking da solo?
Puoi familiarizzare con i bastoncini, ma una lezione iniziale con un istruttore permette di correggere misura, dragonere, alternanza e posizione dell’appoggio prima che gesti poco efficienti diventino abituali.
I bastoncini da trekking vanno bene?
Sono progettati soprattutto per appoggio e stabilità. Per apprendere la tecnica completa sono preferibili bastoncini da Nordic walking con dragonere sagomate, impugnatura adatta e puntali compatibili con il terreno.
Bisogna camminare molto velocemente?
No. All’inizio è meglio un passo moderato che consenta di coordinare braccia, gambe e respirazione. La velocità può aumentare soltanto quando il gesto rimane naturale e controllato.












