Il Rapporto Sport 2025, presentato nel 2026 da Sport e Salute e dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, attribuisce alla filiera sportiva italiana 32 miliardi di euro di valore aggiunto, pari all’1,5% del PIL, e 421.000 occupati. L’export di beni sportivi raggiunge 4,7 miliardi di euro. I dati descrivono un comparto che cresce oltre il perimetro degli impianti: servizi, produzione, commercio e turismo contribuiscono al risultato. Per palestre, gestori e aziende italiane la conseguenza concreta è la necessità di misurare meglio margini, occupazione, investimenti e capacità di collaborare con il resto della filiera.
In breve
- La filiera sportiva italiana genera 32 miliardi di euro di valore aggiunto.
- Il settore vale l’1,5% del PIL e sostiene 421.000 posti di lavoro.
- L’export italiano di beni sportivi raggiunge 4,7 miliardi di euro.
- I servizi sportivi crescono, ma sostenibilità economica e accessibilità restano decisive.
- Per i club conta trasformare la crescita del mercato in margini, continuità e investimenti misurabili.
Quanto vale oggi lo sport nell’economia italiana?
Secondo il Rapporto Sport 2025 pubblicato da Sport e Salute, il comparto genera 32 miliardi di euro di valore aggiunto, l’1,5% del prodotto interno lordo italiano. Gli occupati sono 421.000 e l’export di beni sportivi vale 4,7 miliardi di euro.
Il valore non deriva soltanto da palestre, piscine e associazioni. La filiera comprende industria, commercio, turismo, trasporti, servizi professionali e tecnologie. Per questo i numeri nazionali non coincidono automaticamente con la redditività dei singoli club.
Perché la crescita del settore non garantisce il margine delle palestre?
Un mercato in espansione può convivere con centri che soffrono l’aumento dei costi energetici, del personale, degli affitti e della manutenzione. Fatturato e numero di iscritti devono quindi essere letti insieme a margine operativo, durata media degli abbonamenti, frequenza, tasso di rinnovo e ricavo per metro quadrato.
La valutazione editoriale è che il dato macroeconomico sia un segnale positivo, ma non una scorciatoia. Ogni gestore deve verificare se i nuovi ricavi compensano realmente i costi necessari per generarli.
Quali opportunità emergono per aziende e fornitori?
L’export da 4,7 miliardi di euro conferma il ruolo delle imprese italiane nella produzione di attrezzature, componenti, abbigliamento e altri beni collegati allo sport. Per i fornitori significa poter lavorare sia con il mercato interno sia con clienti internazionali, ma servono assistenza, certificazioni, distribuzione e capacità di documentare i risultati.
Per le palestre, il rapporto con i fornitori dovrebbe spostarsi dal semplice acquisto alla valutazione del costo totale: prezzo iniziale, manutenzione, consumi, formazione, ricambi, tempi di fermo e durata prevista.
Che cosa possono fare subito i gestori?
- confrontare fatturato, margine e cassa degli ultimi dodici mesi;
- misurare rinnovi, abbandoni, frequenza e utilizzo effettivo degli spazi;
- separare i ricavi ricorrenti da quelli occasionali;
- valutare ogni investimento con costi iniziali e ricorrenti;
- costruire collaborazioni con aziende, enti locali e professionisti qualificati;
- comunicare risultati verificabili senza promesse sanitarie improprie.
Il mercato può crescere ampliando l’accesso?
Il Rapporto Sport evidenzia anche il ruolo dell’attività fisica nella società italiana. La crescita futura dipende dalla capacità di coinvolgere persone sedentarie, anziani, giovani, famiglie e utenti con bisogni specifici, attraverso servizi sostenibili e accessibili.
Per un club significa progettare ingressi graduali, valutazioni iniziali, piccoli gruppi, programmi per aziende e percorsi adatti a differenti livelli di autonomia. L’inclusione deve tradursi in procedure, competenze e indicatori, non soltanto in comunicazione.
Domande frequenti
Quanto vale la filiera sportiva italiana?
Il Rapporto Sport 2025 indica 32 miliardi di euro di valore aggiunto, equivalenti all’1,5% del PIL.
Quanti occupati sostiene il settore?
Il rapporto attribuisce alla filiera sportiva italiana 421.000 occupati.
Qual è il dato più utile per una palestra?
Oltre alla crescita del mercato, il gestore deve controllare margine, cassa, rinnovi, frequenza e rendimento degli investimenti.
Fonti
Sport e Salute, Rapporto Sport 2025; Osservatorio Valore Sport 2026, rapporto completo.
I.A.












