Il nuovo Palasport “Giorgio Guidetti” di Castelnovo ne’ Monti, nell’Appennino reggiano, è un caso interessante non soltanto per ciò che ospita, ma per il modo in cui è stato pensato. La struttura è sede nazionale della Federazione Sport Sordi Italia e, nello stesso tempo, serve scuole, associazioni sportive e comunità locale. Il progetto mette insieme inclusione, flessibilità d’uso e attenzione ai costi di esercizio: tre obiettivi che spesso vengono affrontati separatamente.
L’impianto è stato inaugurato il 29 maggio 2026. Un approfondimento tecnico pubblicato il 2 settembre da Sport&Impianti ne ha descritto configurazione e scelte progettuali. Il Comune di Castelnovo ne’ Monti lo presenta come una delle opere pubbliche più importanti realizzate negli ultimi anni nel territorio.
Un solo edificio, pubblici e funzioni differenti
Il palazzetto nasce dalla necessità di sostituire una palestra scolastica e dall’opportunità di creare un centro tecnico per la Federazione Sport Sordi Italia. La soluzione adottata amplia però il perimetro: attività federale, sport scolastico, associazioni, eventi e pubblico spettacolo condividono la stessa infrastruttura.
Questo punto è decisivo dal punto di vista gestionale. Un impianto che dipende da una sola funzione rischia di avere molte ore vuote e ricavi o utilità sociale concentrati in pochi momenti. La compresenza di più utilizzatori può aumentare il tasso di occupazione, ma richiede calendari, responsabilità, accessi e costi chiaramente attribuiti. La flessibilità architettonica produce valore solo quando è accompagnata da regole operative altrettanto flessibili e precise.
Tribune separabili per non utilizzare sempre tutto
La configurazione ad arena comprende due tribune principali, da 444 e 695 posti, una tribuna mobile da 119 posti e una zona che può accogliere pubblico in piedi. La capienza complessiva indicata è di 1.328 persone. Per gli eventi minori è possibile usare una sola parte delle tribune e separare i percorsi.
Qui emerge una lezione utile anche per impianti molto più piccoli: non tutte le attività hanno bisogno dello stesso volume, degli stessi accessi e dello stesso livello di servizio. Poter chiudere porzioni dell’edificio consente di ridurre illuminazione, climatizzazione, pulizia, sorveglianza e personale. Il risparmio non dipende quindi soltanto dall’efficienza degli impianti tecnici, ma anche dalla possibilità di adattare lo spazio alla domanda reale. Sul tema, l’approfondimento de La Palestra sul risparmio energetico ricorda quanto i consumi incidano sui conti delle strutture sportive.
Inclusione oltre l’eliminazione delle barriere
La destinazione federale per lo sport dei sordi ha orientato l’attenzione verso comfort acustico, visibilità e qualità della comunicazione ambientale. Il progetto impiega materiali ad alto potere fonoisolante e assorbente e presta attenzione alla fruizione degli spazi. Non basta, però, attribuire automaticamente all’edificio caratteristiche che non sono documentate: la vera accessibilità va verificata nell’esperienza quotidiana, dagli ingressi alle emergenze, dalla segnaletica ai protocolli dello staff.
Per i gestori il principio è chiaro: l’inclusione è un sistema composto da spazio, procedure, formazione e comunicazione. L’articolo di La Palestra sul fitness inclusivo sottolinea proprio la necessità di integrare attrezzature, personale e informazioni accessibili, senza ridurre tutto alla presenza di una rampa.
Servizi complementari e ricavi possibili
Il palazzetto comprende una palestra boulder interna lunga 20 metri e alta 4, una palestra per fisioterapia e una parete di arrampicata esterna alta 16 metri. Queste dotazioni ampliano l’uso dell’edificio oltre la singola competizione. Possono sostenere corsi, preparazione, recupero e attività continuative, purché siano definiti competenze professionali, tariffe, responsabilità e capacità operativa.
La valutazione economica non deve partire dal numero di spazi, ma dal loro utilizzo realistico. Ogni area dovrebbe avere un piano di occupazione, un costo diretto, un responsabile e indicatori di risultato. In caso contrario, la multifunzionalità può trasformarsi in complessità non governata.
Cinque indicazioni per i gestori italiani
- progettare zone attivabili separatamente, con consumi e personale proporzionati all’affluenza;
- definire un calendario che bilanci scuole, associazioni, federazioni, corsi ed eventi;
- misurare il costo per ora e per area, non soltanto il consumo complessivo dell’edificio;
- verificare l’accessibilità lungo l’intero percorso dell’utente e nelle procedure di emergenza;
- assegnare a ogni servizio complementare obiettivi, responsabilità e indicatori economici o sociali.
Il valore del progetto sta nell’integrazione
I fatti documentati descrivono un impianto finanziato anche con risorse PNRR, destinato alla FSSI e aperto a più utilizzatori, con spazi separabili e dotazioni complementari. La valutazione editoriale è che il suo interesse per il settore vada oltre le dimensioni e l’investimento: Castelnovo ne’ Monti mostra come inclusione, efficienza e multifunzionalità possano essere affrontate nello stesso disegno. La sostenibilità gestionale, tuttavia, dipenderà dall’uso effettivo, dai costi reali e dalla capacità di coordinare soggetti diversi nel tempo.












