Technogym ha comunicato il 28 ottobre 2026 ricavi per 752 milioni di euro nei primi nove mesi dell’anno, in aumento del 6,1% rispetto allo stesso periodo del 2025 e del 6,9% a cambi costanti. Il canale B2B è cresciuto del 7,1%, l’Europa del 9,7% e l’Italia del 7%. Per palestre, studi e operatori italiani il dato non prova che tutto il mercato stia avanzando allo stesso ritmo, ma conferma che attrezzature connesse, servizi e progetti per il benessere continuano ad attirare investimenti. La conseguenza concreta è valutare ogni innovazione con un caso economico misurabile, non soltanto con l’effetto novità.
In breve
- Technogym ha registrato 752 milioni di euro di ricavi nei primi nove mesi del 2026.
- La crescita è stata del 6,1% a cambi correnti e del 6,9% a cambi costanti.
- Il B2B è aumentato del 7,1%; l’Europa del 9,7% e l’Italia del 7%.
- La società indica investimenti in capacità produttiva, intelligenza artificiale e Healthness Lab.
- Per i club il punto è collegare tecnologia, utilizzo, ricavi e qualità del servizio con indicatori verificabili.
Che cosa dicono i risultati dei primi nove mesi 2026?
Secondo la comunicazione finanziaria diffusa da Technogym e ripresa da Borsa Italiana, i ricavi al 30 settembre 2026 sono arrivati a 752 milioni di euro. L’incremento è pari al 6,1% su base riportata e al 6,9% eliminando l’effetto dei cambi.
Il canale business-to-business, cioè le vendite rivolte a operatori professionali come club, hotel, centri sanitari e aziende, è cresciuto del 7,1%. L’Europa ha segnato un +9,7%, l’area Medio Oriente, India e Africa un +5,5%, le Americhe un +2,2% e l’Asia-Pacifico un -1,3%. L’Italia, considerata separatamente nella nota, è avanzata del 7%.
Questi numeri descrivono Technogym, non l’intero settore. Un produttore globale può crescere per mix geografico, nuovi prodotti, vendite corporate o sostituzione del parco installato anche mentre singoli club affrontano dinamiche diverse. La lettura corretta è quindi quella di un indicatore industriale, non di una fotografia automatica della redditività media delle palestre italiane.
Perché il B2B è il segnale più utile per i gestori?
La crescita più marcata del B2B suggerisce che gli operatori professionali continuano a investire. Nerio Alessandri, presidente e amministratore delegato, ha collegato i risultati alla domanda per soluzioni come Technogym Checkup, Sand Stone e Technogym Reform, oltre alla strategia che l’azienda definisce “Healthness”. I documenti ufficiali sono raccolti nell’area Investor Relations di Technogym.
La valutazione editoriale è che il segnale non debba trasformarsi in una corsa all’acquisto. Per un club, una nuova macchina o una piattaforma crea valore soltanto se risolve un bisogno riconosciuto, viene utilizzata con continuità e migliora almeno uno tra ricavi, fidelizzazione, capacità operativa o qualità del percorso cliente.
Il precedente approfondimento di LA PALESTRA sui risultati del primo semestre e i segnali per i club metteva già in evidenza digitale, Pilates e format. Il dato dei nove mesi aggiunge un elemento sostanziale: la tenuta della crescita italiana e la maggiore velocità del canale professionale.
Quali investimenti sta preparando Technogym?
La società definisce il 2026 un anno di transizione verso la propria Vision 2031. Ha indicato come priorità la creazione dell’Healthness Lab al Technogym Village, l’aumento della capacità produttiva, lo sviluppo e l’integrazione dell’intelligenza artificiale e il rafforzamento del team.
Si tratta di programmi aziendali dichiarati da Technogym. Per i gestori la possibile conseguenza è un’offerta più integrata tra attrezzature, valutazione, software e assistenza. Tuttavia, maggiore integrazione può anche aumentare dipendenza da un ecosistema, complessità contrattuale e costi ricorrenti. Prima di scegliere, è opportuno verificare interoperabilità, esportazione dei dati, livelli di servizio, tempi di assistenza e costi lungo l’intero ciclo di vita.
Come trasformare il segnale di mercato in una decisione operativa?
Un club può impostare una valutazione in quattro passaggi:
- Definire il problema. Stabilire se l’obiettivo è aumentare capacità, ridurre attese, migliorare l’assessment, introdurre Pilates, abbassare i fermi macchina o sostenere un posizionamento premium.
- Costruire la base dati. Misurare utilizzo per fascia oraria, ricavi per metro quadrato, manutenzione, permanenza media e tasso di rinnovo prima dell’investimento.
- Testare su scala limitata. Avviare un pilota con durata, target e criteri di successo scritti. Una prova senza soglia decisionale rischia di diventare un acquisto permanente non valutato.
- Calcolare il costo totale. Includere installazione, formazione, abbonamenti software, assistenza, energia, spazio, fermo operativo e possibile sostituzione anticipata.
Questa disciplina permette di distinguere una soluzione utile da una tecnologia interessante ma poco adatta al modello del club.
Quali implicazioni pratiche emergono per il settore italiano?
La prima implicazione riguarda le competenze: macchine connesse e strumenti di valutazione richiedono trainer capaci di interpretare i dati e di restituirli al cliente in modo comprensibile. La seconda riguarda il servizio: l’hardware da solo non genera aderenza se onboarding, programmazione e follow-up restano deboli.
La terza riguarda i fornitori. Con una crescita B2B superiore alla media aziendale, i club hanno interesse a negoziare non soltanto il prezzo, ma anche tempi di intervento, formazione continua, disponibilità dei ricambi, proprietà dei dati e KPI di funzionamento. La quarta riguarda la prudenza finanziaria: un mercato dinamico non giustifica un investimento che non regge ai numeri specifici della struttura.
Domande frequenti
Il +7% dell’Italia significa che tutte le palestre italiane stanno crescendo?
No. È il dato dei ricavi Technogym nel mercato italiano. Non misura direttamente fatturato, margini o numero di iscritti dell’intero settore.
Che cosa significa B2B in questo contesto?
Indica le vendite a clienti professionali e organizzazioni, tra cui fitness club, hotel, aziende e strutture sanitarie, distinte dal canale rivolto direttamente ai consumatori.
Qual è il primo indicatore da controllare prima di rinnovare le attrezzature?
Il tasso di utilizzo reale, letto insieme a costo totale, ricavi incrementali e impatto sul servizio. Nessun singolo KPI è sufficiente da solo.







































