Dopo 25 anni nel settore e 10 anni dalla prima apertura, Cristian Valente ed Elisa Granetto raccontano il percorso che li ha portati a inaugurare una seconda sede.
In breve
Cristian Valente ed Elisa Granetto raccontano come sono arrivati ad aprire una seconda boutique gym dopo dieci anni dalla prima apertura, con un investimento di circa 40.000 euro per sede. Alla base della crescita: un metodo replicabile, formazione continua, selezione del team e controllo degli indicatori economici. Il nuovo studio è dedicato esclusivamente al Pilates Reformer.

Doppia boutique gym: 10 anni di scelte, numeri ed errori che rifaremmo (quasi) tutti
Aprire una seconda sede non è una questione di metri quadri o di attrezzature. È il risultato di un percorso fatto di studio, gavetta, formazione continua e scelte spesso controcorrente. Dopo 25 anni nel settore e 10 anni dalla prima apertura, raccontiamo cosa c’è davvero dietro la crescita di una boutique gym: numeri realistici, decisioni strategiche, errori commessi e indicazioni pratiche per chi ambisce a trasformare una professione in un’impresa.
Qual è stata l’idea iniziale e che problema volevate risolvere per il cliente?
Il nostro percorso inizia nel 1999, con gli studi universitari e la formazione specialistica. La gavetta come istruttori e personal trainer (quella che, purtroppo, oggi non esiste piùÉ) ci ha permesso di scoprire le potenzialità di questo settore e anche di vedere dall’interno i limiti di molti modelli tradizionali: grandi numeri, poca personalizzazione e clienti spesso lasciati soli.
Quando nel 2015 abbiamo iniziato a progettare il primo studio, l’idea era semplice e ambiziosa allo stesso tempo: fare l’opposto. Allenamenti in small group di yoga, mat pilates, allenamento funzionale, oltre al personal training: quindi massima cura della persona, alta preparazione tecnica e professionalità. Il cliente non doveva “venire ad allenarsi”, ma vivere un’esperienza costruita su misura.
Fin dall’inizio abbiamo introdotto anche proposte meno convenzionali, come Aerial Yoga e Yoga Wall, per offrire esperienze diverse e mantenere viva la ricerca. Innovare, per noi, non significa inseguire mode, ma proporre stimoli diversi coerenti con il nostro metodo. Adesso il nuovo studio offre esclusivamente allenamenti di Pilates Reformer.
Quali sono stati i passaggi chiave che vi hanno permesso di arrivare alla seconda apertura, a distanza di 10 anni?
Il primo passaggio è stato un cambio di mentalità: da tecnici a imprenditori. Essere bravi professionisti è il punto di partenza, non il traguardo. Il secondo è stato costruire un metodo. Ogni processo, dall’accoglienza alla valutazione iniziale, dalla programmazione al follow-up, è stato codificato, migliorato e reso replicabile. Il terzo è stata la pazienza. La seconda sede non è arrivata per entusiasmo, ma per maturità del modello. Se c’è un messaggio per chi sogna di diventare imprenditore, è questo: non abbiate fretta di aprire, abbiate fretta di costruire solide fondamenta.
Che investimento avete sostenuto e come avete pianificato i costi?
L’investimento per ciascuna sede è stato intorno ai 40.000 euro. Un numero che può sembrare contenuto, ma che racconta bene il lavoro dietro le quinte: ricerca ostinata delle soluzioni migliori per il nostro budget iniziale, valutando ogni scelta da più prospettive. Non è una questione di spendere tanto, ma di spendere con intelligenza. Questo significa tempo, studio e anche viaggi. Andare in giro per il mondo, visitare fiere di settore, osservare altre realtà e altre culture del fitness fa parte del nostro lavoro. L’ispirazione spesso arriva da fuori, non dal centro concorrente sotto casa.
Quanto conta la formazione e la scelta del team?
Dal nostro punto di vista conta più dell’attrezzatura. Investiamo ogni anno cifre importanti in formazione continua. Solo come esempio: negli ultimi anni Cristian si è specializzato in marketing, mentre Elisa ha approfondito tematiche tecniche, laureandosi anche in nutrizione sportiva. Crediamo che la competenza non sia un punto di arrivo, ma un processo permanente.
Selezioniamo le candidature come si faceva un tempo: colloqui approfonditi, prove pratiche e valutazione della visione professionale. La cura del cliente passa anche e soprattutto da chi si interfaccia con lui ogni giorno. Non inseriamo una persona nel team solo perché “sa fare”. Deve condividere valori, metodo e responsabilità: ogni professionista rappresenta l’identità dello studio.
Quali indicatori monitorate ogni mese?
Con il tempo abbiamo imparato a concentrarci su pochi numeri chiave:
- retention e rinnovi
- saturazione dell’agenda
- ticket medio
- lead qualificati e conversioni
- fatturato per ora lavorata
L’imprenditore del fitness non può permettersi di navigare a sensazione. I numeri raccontano la verità prima delle percezioni.
Qual è stato l’errore più costoso?
Pensare che il nostro “saperci fare” fosse sufficiente. La competenza tecnica è fondamentale, ma da sola non basta. Se si crede che essere bravi allenatori sia sufficiente per battere la concorrenza, difficilmente si va lontano. Serve visione, gestione e capacità di leggere il mercato.
Che ruolo hanno avuto posizionamento, prezzo e servizio?
Un ruolo centrale. Abbiamo scelto di non essere per tutti, di lavorare a numero chiuso e di mantenere prezzi coerenti con il servizio offerto: questo ci ha permesso di attirare clienti più consapevoli, fedeli e in target con il nostro focus.
Operando in provincia e non in una metropoli, l’inizio non fu facile, ma col tempo i fatti ci hanno dato ragione e il pubblico ci ha capito: in questo modello, la cura dei dettagli fa davvero la differenza.
Se uno partisse oggi da zero, quali sarebbero le 3 priorità nei primi 90 giorni?
1. È fondamentale definire subito il tipo di cliente che si vuole servire, trovare la propria “nicchia”, chiarire il proprio posizionamento sul mercato;
2. Investire subito in formazione e visione imprenditoriale, non solo tecnica.
3. Costruire un servizio semplice, misurabile e sostenibile, monitorando i numeri fin dal primo mese.
Diventare imprenditori nel fitness non significa aprire una palestra. Significa assumersi la responsabilità di un modello, di un team e di un’esperienza che deve funzionare nel tempo. La seconda apertura non è stata un punto di arrivo, ma la naturale evoluzione di un percorso iniziato 25 anni fa con lo studio e la passione per questa professione.
In un settore che spesso rincorre i grandi numeri, continuiamo a credere che la differenza la facciano le persone. Perché prima di essere imprenditori, siamo professionisti. Perché le attrezzature si possono comprare. Gli spazi si possono replicare. Ma la cultura, la visione e la professionalità no.
Ed è da lì che nasce un’impresa destinata a durare.
Cristian Valente e Elisa Granetto
Professionisti del settore dal 1999
www.nextgymstudio.com
Domande e risposte
Quanto costa aprire una boutique gym?
Nell’esperienza raccontata da Cristian Valente ed Elisa Granetto, l’investimento è stato di circa 40.000 euro per ciascuna sede. Si tratta del loro caso specifico, non di un costo standard applicabile a ogni apertura.
Quando è il momento di aprire una seconda boutique gym?
Per i due fondatori, la seconda apertura è arrivata quando il modello della prima sede era sufficientemente maturo e replicabile. I passaggi decisivi sono stati codificare i processi, consolidare il servizio e sviluppare competenze imprenditoriali.
Quali numeri bisogna controllare nella gestione di una boutique gym?
Gli indicatori monitorati sono fidelizzazione e rinnovi, saturazione dell’agenda, ticket medio, contatti qualificati e conversioni, fatturato per ora lavorata. Questi dati aiutano a valutare l’andamento dell’attività e a orientare le decisioni.
Qual è un errore da evitare quando si apre una seconda palestra?
Pensare che la sola competenza tecnica sia sufficiente. L’esperienza dei fondatori evidenzia la necessità di affiancare alla qualità dell’allenamento capacità di gestione, marketing, lettura del mercato e organizzazione del team.
Come si differenzia una boutique gym sul mercato?
Nel modello descritto, la differenziazione si basa su personalizzazione, numero chiuso, preparazione dei professionisti e prezzi coerenti con il servizio. La seconda sede si concentra su una proposta specifica: il Pilates Reformer.








































