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CCNL lavoratori sportivi dilettantistici

Interviste

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Intervista a Luca Bendel Iaia, ideatore del CCNL per i Lavoratori Sportivi Dilettantistici, sulla nascita, la struttura e i benefici del contratto allineato alla riforma dello Sport: criteri SNaQ, ruoli e livelli, flessibilità e impatti su ASD/SSD.

In breve

  • Luca Bendel Iaia è l’ideatore del CCNL per i Lavoratori Sportivi Dilettantistici e lavora in management sportivo con FitFit e ruolo in ACSI.
  • Il CCNL, basato sulle linee guida SNaQ, definisce tre categorie (Tecnico, Esperto in preparazione fisica, Manager Sportivo) e un percorso di livelli per il manager sportivo.
  • Il CCNL è pensato per contesti profit e no profit ed è utilizzabile da ASD, SSD e s.r.l.; il testo è frutto di oltre un anno di incontri con le realtà del settore e con Fedimi, Federprofessioni Intellettuali, USFAB, Fisalp Confsal e Confsal nazionale.
  • Il progetto è durato 5 anni e 4 mesi; la riforma dello Sport è al 50% (articolo del 26/09/2025) e secondo l’articolo sarà pienamente efficace in due anni, con vantaggi potenziali come asseverazione, fondi interprofessionali, costi TFR e accesso ad agevolazioni.
CCNL lavoratori sportivi dilettantistici

Ciao Luca, parlaci un po’ di te

Sono di origine americana (Bendel) e, prima che il nuovo codice di famiglia abolisse la filiazione, ho ereditato il secondo cognome (Iaia) dal mio secondo padre.

Mi occupo di management per centri fitness, sportivi e sportivi da 25 anni attraverso la mia società di consulenza FitFit. La passione per questo settore mi ha portato a realizzare un corso riconosciuto sia dal CONI che dalle principali accademie di formazione, il MACEFIS (acronimo di Management Centri Fitness e Sportivi).

Che percorso di studi hai seguito?

Ho una laurea in Scienze politiche presso La Sapienza, indirizzo amministrativo, tesi di laurea in diritto del lavoro, un Master ASFOR di Management Distributivo, ho seguito la scuola per coach NLP Italy, un dottorato di ricerca in fitness & management presso Tor Vergata e sono formatore olimpico.

Ti sei occupato sempre e solo di consulenza?

No, ho lavorato per 10 anni nella grande distribuzione, Metro Cash & Carry, per poi entrare nel settore sportivo. Ho poi avuto due importanti esperienze con realtà internazionali: la prima con Anytime Fitness, per la quale ho assunto il ruolo di Head of Operations Manager; la seconda con Urban Sports Club, con la quale ho assunto il ruolo di Senior Partner Manager. Inoltre sono attualmente il coordinatore nazionale del settore manageriale sportivo dell’Ente di Promozione Sportiva ACSI, occupandomi della parte formativa, marketing e di sviluppo sia dei comitati che delle società affiliate, attraverso formazione online e on-demand grazie a una piattaforma dedicata.

Come nasce l’idea del CCNL – Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro?

Durante il Covid. La situazione dei centri sportivi era al collasso, questo principalmente per due motivi: il primo era l’ampio uso di un contratto incapace di tutelare sia i lavoratori che i datori di lavoro stessi (dalla cassa integrazione agli aiuti per il settore); il secondo, che i contratti collettivi esistenti potevano tutelare solo i “dipendenti” con un minimo di 20 ore settimanali, escludendo una considerevole parte dei lavoratori sportivi. Di qui l’idea.

contratto Collettivo Nazionale del Lavoro

Quanto tempo hai impiegato per realizzare questo progetto?

5 anni e 4 mesi.

Quali sono le caratteristiche di questo CCNL per Lavoratori Sportivi Dilettantistici?

Le peculiarità e le caratteristiche del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro per lavoratori sportivi sono molteplici:

Il criterio adottato.

Il CCNL per lavoratori sportivi trae spunto dalle linee guida impartite dallo SNaQ (Sistema Nazionale di Qualificazione degli operatori sportivi), individuando tre categorie principali declinate su diversi livelli:

1. Il Tecnico

2. L’espert in preparazione fisica

3. Il Manager Sportivo

La disciplina della figura del manager sportivo in tutti i suoi livelli.

Così come il tecnico, attraverso la formazione e l’aggiornamento nel corso degli anni può assumere incarichi e livelli sempre più alti, con questo CCNL il percorso del manager sportivo è stato delineato dall’accoglienza (per dare informazioni di natura commerciale alle telefonate per coinvolgere soci o potenziali) fino a una responsabilità gestionale.

La flessibilità.

Per flessibilità si intende la possibilità che questo CCNL possa essere utilizzato sia in contesti profit che no profit, sia per quanto riguarda la parte dell’accoglienza, così come delineato nel punto B, sia nella parte tecnica. A tal riguardo, infatti, con questo CCNL sarà possibile coinvolgere tecnici anche per un volume di ore settimanali lavorate inferiori a 20.

Questa è un’importante innovazione, introdotta per garantire anche a figure che operano in maniera “saltuaria” di poter godere delle stesse garanzie di un lavoratore “ordinario”.

Il criterio.

La suddivisione e i criteri attraverso i quali si sviluppano i livelli rappresentano un’ulteriore novità. Infatti, il passaggio di livello è dettato da due componenti: le norme previste dalla riforma dello Sport, i criteri di sicurezza sul lavoro e, soprattutto, oltre all’esperienza intesa come anzianità di servizio, la competenza territoriale e la preparazione/aggiornamento professionale.

Aggiornamento e modernità.

Per aggiornamento e modernità si intende che il CCNL per lavoratori sportivi è l’unico in piena e diretta applicazione a tutte le norme previste dalla riforma dello Sport, alle linee guida relative alla sicurezza sul lavoro e alle opportunità relative ai fringe e flex benefits.

Chi può utilizzare il tuo CCNL?

Tutte le organizzazioni sportive, dalle ASD alle SSD, alle s.r.l. È importante sottolineare che è stato fatto uno studio di oltre un anno che ha coinvolto incontri e meeting con tutte le realtà del settore, dalla piccola palestrina alla super catena nazionale o internazionale.

La cosa interessante è scoprire che sono molto più le affinità che le divergenze; lavorando sulle affinità siamo riusciti a realizzare un documento molto importante per gli operatori e i lavoratori.

Tengo a sottolineare che è stato un grande lavoro di squadra: a livello datoriale Fedimi, Federprofessioni Intellettuali e l’Associazione Datoriale Sportiva di cui sono presidente USFAB (Unione Sport Acqua Fitness Benessere); per la parte lavoratori Fisalp Confsal e Confsal nazionale.

Si parla tanto dei costi di gestione, in particolare del personale

È vero, il legislatore ha deciso di intraprendere questo percorso che ha stravolto il pensiero comune dello sport dilettantistico. Da questo percorso non si può tornare indietro; ciò che si può fare è applicare al meglio i criteri della riforma stessa, che è ancora al 50%. Tra due anni la riforma produrrà i suoi effetti al 100% e il settore necessita di essere pronto a recepirla.

Ci sono diversi vantaggi che non tutti conoscono e che potrebbero compensare l’aumento dei costi (asseverazione, fondi interprofessionali, costi del TFR, accesso ad agevolazioni).

Come datoriale avete altri obiettivi?

Sì, portare l’IVA al 10% per il settore sportivo.

Maggiori dettagli e il testo integrale sono disponibili al link:

www.usfab.it/ccnl

Luca Bendel Iaia
Manager Sportivi e Formatore in Fitness & Sport Management. Laurea in Sc. Politiche Ph.D in Fitness & Management. Formatore Olimpico. Membro della commissione di indirizzo di Scienze Motorie dell’Università telematica Unimarconi. Coordinatore Nazionale dell’Area Manageriale Sportiva dell’Ente di Promozione Sportiva riconosciuta dal coni ACSI

www.fitfit.it

luca@fitfit.it


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Domande e risposte

Cosa prevede il CCNL per quanto riguarda le categorie professionali?

Il CCNL individua tre categorie principali ispirate alle linee guida SNaQ: il Tecnico, l’Esperto in preparazione fisica e il Manager Sportivo, con un percorso di livelli che consente progressioni in base a formazione, aggiornamento e responsabilità.

Chi può utilizzare questo CCNL?

Può essere adottato da tutte le organizzazioni sportive, dalle ASD alle SSD fino alle s.r.l.; il testo è stato elaborato dopo oltre un anno di incontri con realtà del settore e sindacati/datoriali (tra cui Fedimi, Federprofessioni Intellettuali, USFAB, Fisalp Confsal e Confsal nazionale).

In che modo il CCNL affronta la flessibilità e i lavoratori con poche ore settimanali?

Il CCNL è pensato per contesti profit e no profit e consente di inquadrare anche tecnici con volume di ore inferiore a 20 settimanali, garantendo loro tutele analoghe a lavoratori ordinari.

Qual è il rapporto del CCNL con la riforma dello Sport?

Il CCNL è dichiarato in piena e diretta applicazione alle norme della riforma dello Sport e alle linee guida sulla sicurezza; l’articolo indica che la riforma è al 50% e che produrrà pienamente i suoi effetti in due anni.

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