Il 21 ottobre 2026 la rivista scientifica Societies ha pubblicato un contributo di ricercatori italiani che propone di integrare il chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate (AMPA) nei percorsi nazionali di Attività Fisica Adattata ed Esercizio Fisico Strutturato. Non è una nuova legge né un protocollo già operativo: è un modello organizzativo che prova a collegare sanità, servizi territoriali e strutture motorie qualificate. Per palestre e centri fitness italiani la conseguenza concreta è chiara: per entrare stabilmente nei percorsi di prevenzione e gestione delle cronicità serviranno professionisti riconoscibili, procedure di invio, standard di servizio e capacità di documentare gli esiti.
In breve
- Lo studio è stato pubblicato il 21 ottobre 2026 e propone un percorso nazionale intersettoriale.
- Il chinesiologo AMPA è una figura riconosciuta dall’articolo 41 del decreto legislativo 36/2021.
- Il modello punta a chiarire invio, accesso, responsabilità, standard di erogazione e finanziamento.
- Per le palestre l’opportunità riguarda programmi strutturati per persone con condizioni croniche o limitazioni funzionali.
- La proposta è scientifica e organizzativa: non crea da sola obblighi, rimborsi o accreditamenti.
Che cosa propone il nuovo modello italiano?
Il lavoro, firmato da Gianpiero Greco, Pasqualina Buono, Mario Lipoma, Rosario Lordi, Nicola Lovecchio, Attilio Parisi, Massimo Sacchetti, Federico Schena e Francesco Fischetti, descrive una possibile architettura nazionale per rendere più coerenti i percorsi di Attività Fisica Adattata (AFA) ed Esercizio Fisico Strutturato (EFS). Gli autori individuano come nodi centrali la definizione delle responsabilità professionali, le modalità di accesso e invio, gli standard di erogazione, la governance e la sostenibilità economica.
Il punto rilevante per il settore è il passaggio da iniziative locali spesso eterogenee a una filiera più leggibile: valutazione clinica quando necessaria, prescrizione o indicazione del percorso, presa in carico motoria, monitoraggio e ritorno informativo. La pubblicazione su Societies presenta questa architettura come proposta di policy, non come disciplina già approvata.
Qual è il quadro normativo del chinesiologo AMPA?
L’articolo 41 del decreto legislativo 36/2021 riconosce le figure del chinesiologo di base, del chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate, del chinesiologo sportivo e del manager dello sport. Il riconoscimento professionale, tuttavia, non equivale automaticamente a una rete nazionale uniforme di invio e remunerazione.
Anche le linee di indirizzo del Ministero della Salute sull’attività fisica sottolineano la personalizzazione dei programmi e l’integrazione tra competenze professionali e organizzative. La proposta degli autori prova a trasformare questi principi in un percorso più operativo.
Dove può entrare una palestra qualificata?
Una palestra non diventa un presidio sanitario per semplice dichiarazione. Può però essere un luogo di erogazione motoria qualificata quando il programma, il personale e la gestione del rischio sono coerenti con il profilo dell’utente e con le regole territoriali. Esperienze come la rete regionale delle Palestre che promuovono Salute in Emilia-Romagna mostrano che il dialogo tra sanità e strutture motorie è possibile, ma richiede requisiti, formazione e procedure verificabili.
Per un club, le aree da progettare sono almeno quattro: selezione e responsabilità dei professionisti, protocollo di accoglienza, tracciamento di frequenza e progressi, comunicazione sicura con gli altri soggetti del percorso. Questa è una valutazione editoriale coerente con il modello proposto; non è un nuovo obbligo nazionale.
Che cosa dovrebbero preparare oggi gestori e operatori?
- Mappa delle competenze: distinguere chiaramente chinesiologi AMPA, tecnici, personal trainer e professionisti sanitari.
- Procedura di ingresso: raccogliere anamnesi motoria, documentazione disponibile, consenso e segnali che richiedono rinvio medico.
- Programma misurabile: definire obiettivi, frequenza, progressione, indicatori funzionali e criteri di sospensione.
- Gestione dei dati: limitare la raccolta alle informazioni necessarie, con ruoli e accessi coerenti con la normativa sulla privacy.
- Rete territoriale: costruire relazioni trasparenti con medici, enti locali, associazioni e servizi di prevenzione senza promettere rimborsi non esistenti.
Quali rischi vanno evitati?
Il primo rischio è comunicativo: trasformare una proposta scientifica in un annuncio di accreditamento già disponibile. Il secondo è operativo: accogliere utenti complessi senza competenze, procedure di emergenza e confini professionali chiari. Il terzo è economico: investire in un servizio senza aver definito domanda locale, costi, capacità produttiva e possibili interlocutori.
La prospettiva più prudente è costruire gradualmente un’offerta verificabile. Se il quadro nazionale evolverà, i club che sapranno documentare qualità, sicurezza e risultati partiranno da una posizione migliore.
Domande frequenti
La proposta è già una legge?
No. È un contributo scientifico pubblicato il 21 ottobre 2026. Il riconoscimento delle figure professionali deriva invece dal decreto legislativo 36/2021.
Ogni palestra può offrire esercizio fisico strutturato?
Non automaticamente. Servono competenze coerenti, valutazione del rischio, protocolli e rispetto delle eventuali regole regionali o dei percorsi di invio.
Qual è il primo passo utile per un gestore?
Verificare le qualifiche del team e formalizzare un percorso di accoglienza, programmazione, monitoraggio e rinvio dei casi non appropriati.







































