Il 21 ottobre 2026 è stato pubblicato “Fabbrica – Spazi Civici per la Gioventù”, programma nazionale da 27 milioni di euro promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani e attuato dal Dipartimento per le Politiche Giovanili con Sport e Salute. Dal 4 novembre al 18 dicembre 2026 ASD, SSD ed enti del Terzo Settore potranno candidare progetti gratuiti rivolti ai giovani tra 14 e 35 anni. Per palestre e operatori sportivi la conseguenza concreta è la possibilità di trasformare un impianto o uno spazio di comunità in un presidio stabile, ma solo attraverso un partenariato, un piano di attività di 18-24 mesi e una gestione documentata.
In breve
- La dotazione complessiva del programma è di 27 milioni di euro.
- Le candidature aprono il 4 novembre 2026 alle ore 12:00 e chiudono il 18 dicembre 2026 alle ore 12:00.
- Possono essere capofila ASD e SSD iscritte al RASD ed enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS in forma di associazione o fondazione.
- Ogni progetto deve durare da 18 a 24 mesi, essere gratuito e chiedere un finanziamento compreso tra 150.000 e 250.000 euro.
- Sport e attività extrasportive devono essere collegate in modo chiaro e realizzate da un partenariato con competenze sportive e sociali.
Che cos’è il programma Fabbrica?
Secondo la comunicazione ufficiale del Dipartimento per le Politiche Giovanili, Fabbrica nasce per creare, consolidare o sviluppare spazi aperti, accessibili e multifunzionali dedicati ai giovani. Lo sport è definito come leva educativa e sociale, accanto ad attività culturali, formative, artistiche e di orientamento.
Il testo integrale dell’avviso individua tre linee principali: benessere e inclusione sociale; partecipazione e protagonismo giovanile; formazione e competenze. La proposta può integrare più linee, ma deve indicarne una prevalente e dimostrare coerenza tra bisogni del territorio, destinatari, attività, partner e piano finanziario.
Chi può presentare la candidatura?
Il capofila può essere un’associazione sportiva dilettantistica o una società sportiva dilettantistica iscritta al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche, oppure un ente del Terzo Settore iscritto al Registro unico nazionale del Terzo Settore e costituito come associazione o fondazione.
La candidatura individuale non è ammessa: il capofila deve costituire un partenariato. L’avviso richiede che nel progetto siano presenti insieme una componente sportiva e una componente sociale. Ogni partner deve accettare digitalmente l’accordo attraverso la piattaforma, con ruoli e impegni già definiti.
Per una palestra commerciale non qualificata come ASD, SSD o ETS il ruolo possibile è diverso: può contribuire come partner o soggetto di supporto, se compatibile con le categorie ammesse e con le regole dell’avviso. La struttura precisa va verificata sul testo ufficiale prima di assumere impegni.
Quanto finanzia e quali attività sono ammesse?
Ogni proposta deve chiedere tra 150.000 e 250.000 euro e avere una durata compresa tra 18 e 24 mesi. Tutte le attività rivolte ai partecipanti devono essere gratuite, senza quote, rette o corrispettivi neppure per servizi accessori. Lo Spazio Civico deve rimanere operativo durante tutto l’anno e il soggetto proponente deve garantirne la disponibilità per l’intera durata del progetto.
Lo spazio può coincidere con un impianto sportivo, un immobile, una porzione di edificio, un parco, una piazza o un’area verde, purché sia sicuro, accessibile e funzionale. Non basta indicare un luogo: bisogna descriverne gestione, accessibilità e sostenibilità oltre la fine del finanziamento.
Il piano economico può includere risorse umane, beni e servizi. All’interno della macrocategoria beni e servizi, l’avviso pone limiti specifici: attrezzature sportive fino al 25%, arredi fino al 5% e adeguamento dei locali fino al 10%. Non sono ammesse spese di ristrutturazione. La polizza fideiussoria richiesta per l’anticipazione deve essere prevista nel piano, altrimenti la proposta è esclusa.
Perché il progetto deve partire dai giovani e non dal calendario dei corsi?
Fabbrica non finanzia un semplice palinsesto aggiuntivo. La valutazione considera il protagonismo dei giovani, l’analisi dei bisogni, l’inclusione delle persone più vulnerabili, il collegamento tra attività sportive ed extrasportive e la capacità di produrre risultati osservabili per la comunità.
La differenza pratica è nel metodo. Prima di definire corsi, orari e attrezzature, il partenariato dovrebbe coinvolgere un gruppo di giovani nella lettura del territorio: chi non frequenta gli spazi esistenti, quali barriere incontra, quali competenze desidera sviluppare e quali responsabilità è disposto ad assumere.
La logica si collega al tema delle palestre scolastiche aperte ad ASD e SSD: un’infrastruttura crea valore quando orari, governance e obiettivi sociali vengono progettati insieme, non quando lo spazio viene soltanto riempito.
Quali decisioni devono prendere subito ASD, SSD e gestori?
- Scegliere la linea prevalente: benessere, partecipazione o competenze deve guidare obiettivi e indicatori.
- Costruire il partenariato: servono soggetti complementari e responsabilità concrete, non semplici lettere di sostegno.
- Verificare lo spazio: disponibilità, accessibilità, sicurezza e continuità per almeno 18 mesi devono essere documentabili.
- Separare attività e investimenti: l’avviso finanzia soprattutto programmi continuativi; attrezzature e adeguamenti hanno tetti precisi.
- Preparare il monitoraggio: partecipanti, frequenza, progressi, inclusione e risultati di comunità devono essere misurabili.
- Pianificare il dopo: il progetto deve spiegare come lo Spazio Civico potrà restare utile oltre il finanziamento.
La pagina di Sport e Salute dedicata a Fabbrica indica che la registrazione alla piattaforma è già possibile, mentre l’invio delle candidature partirà il 4 novembre. Questo margine consente di preparare il progetto prima dell’apertura senza trasformare la domanda in una corsa dell’ultimo giorno.
Qual è l’impatto pratico per il settore fitness italiano?
Il bando offre a palestre, associazioni e professionisti un’occasione per mettere competenze motorie al servizio di obiettivi educativi e sociali. Non è però un canale per finanziare una normale attività commerciale o rinnovare genericamente una sala attrezzi. Il progetto deve produrre un servizio gratuito, multidisciplinare e aperto ai giovani.
La valutazione editoriale è che i partenariati più credibili saranno quelli capaci di integrare tre competenze: gestione sportiva, lavoro educativo e amministrazione di un progetto pubblico. Per i gestori significa chiarire chi conduce le attività, chi intercetta le fragilità, chi raccoglie i dati e chi controlla spese e rendicontazione.
Domande frequenti
Quando si possono presentare le domande?
La piattaforma accetta candidature dalle ore 12:00 del 4 novembre 2026 alle ore 12:00 del 18 dicembre 2026.
Una palestra privata può candidarsi da sola?
No. Il capofila deve essere una ASD o SSD iscritta al RASD oppure un ETS ammesso, e deve presentare il progetto attraverso un partenariato.
Il contributo può finanziare una ristrutturazione?
No. Sono ammessi adeguamenti dei locali entro il limite previsto, ma l’avviso esclude le spese di ristrutturazione.







































