HIIT in palestra attività utile e dilettevole - La Palestra

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Gestione

HIIT in palestra attività utile e dilettevole

L’HIIT è sempre più richiesto nelle palestre, analizziamo in che modo può essere determinante per il successo del centro.

In palestra, da alcuni anni, è aumentata la richiesta di corsi di HIIT, definito impropriamente “l’allenamento brucia-grassi”. I gestori più attenti sono molto sensibili a spiegare che l’HIIT non è quello, ma che comporta una grande professionalità da parte dei tecnici e che i benefici non si fermano al solo dimagrimento. Ma, alle volte, perdersi in tecnicismi con retrogusto scientifico porta a dedicare troppo tempo (nd, perderlo) e si preferisce “annuire” alla magia del brucia grassi. Ma come fare invece a spiegare davvero l’HIIT senza correre il rischio di dover avere la responsabile della reception china a studiare libri e studi scientifici? “Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna”.
Ecco, facciamo come consigliava Albert Einstein che spiegava in maniera semplice, anche le cose più complesse. È questo il modo per catturare l’attenzione e la curiosità di un pubblico sempre più ampio.

HIIT in due parole

L’allenamento intervallato ad alta intensità (high intensity interval training: HIIT) alterna periodi di intenso esercizio fisico a periodi di recupero, completo o parziale. Per gli effetti che comporta alle prestazioni e agli adattamenti fisiologici viene spesso confrontato con l’allenamento continuo ad intensità moderata (moderate-intensity continuous training: MICT).
L’HIIT è definito un protocollo a basso volume, e ciò significa non stabilire più il proprio allenamento in ore o chilometri ma focalizzarsi sull’intensità, per esempio lavorare 10 minuti ad alte intensità, in 15 minuti nella red-zone (sforzo ad alta intensità), oppure arrivare a bruciare 600 kcal.
In Palestra ci sono le condizioni per farlo diventare una opzione decisamente ideale.
L’allenamento intervallato ad alta intensità è diventato un caso di successo in tempi rapidi, anche se nel 99% dei casi non sono noti i contenuti scientifici.
Nonostante questo, i praticanti non hanno avvertito l’esigenza di approfondire l’argomento. Perché? Semplice: l’HIIT è motivante.
Nell’evoluzione dei programmi di allenamento degli ultimi cento anni una grande attenzione è stata volta alle metodiche, valutando i carichi, le ripetizioni, le serie, i recuperi. Sono state assegnate tabelle precise fin nel minimo dettaglio, e monitorate con strumenti di valutazione sofisticati, che però non sono utili a dare una risposta a ogni domanda. Neanche l’HIIT consente di rispondere a tutte le domande, ma limita l’incertezza, e offre una via più chiara da seguire restringendo le opzioni disponibili ed eliminando le strade non più efficaci.

Spiega bene, ma spiega semplice

L’idea di rendere facile un concetto difficile la condivido pienamente, perché se una persona vuole acquisire una grande conoscenza non deve incontrare alcuna barriera difficile da superare.
Anche la Palestra, fin dal front office, dovrebbe avere questo approccio: informazioni corrette ma semplici, che arrivino a tutti. Anche l’HIIT ha bisogno di essere spiegato perché l’abbinamento con i grassi (che bruciano) è proprio quello meno corretto. L’HIIT, infatti, è Il risultato di oltre cento anni di applicazione nel campo e nella ricerca, e la descrizione di tante prove e anche degli errori che molti, tecnici e scienziati, hanno compiuto. Capire perché è nato e in base a quali specifiche esigenze, consente di ragionare sul motivo che ha portato l’allenatore, e poi il ricercatore, a sviluppare un protocollo con una manipolazione precisa dei vari parametri con risultati davvero importanti.

La palestra, l’ultima spiaggia

È un dato di fatto che le persone ormai vivono e lavorano sempre più in una posizione seduta e inattiva, e meno attività fisica significa meno calorie bruciate. Le diete per l’uomo sono cambiate considerevolmente nel corso degli ultimi diecimila anni dall’avvento dell’agricoltura, con sempre più alimenti trasformati che, mancando di valore nutrizionale, portano a consumare più sodio, zucchero e grassi.
Questi cibi ipercalorici e disadattivi, carenti di sostanze nutritive, fanno sì che le persone assumano più calorie di quelle che bruciano. Il fast food, combinato con una diminuzione dell’attività fisica, porta il metabolismo, che un tempo avvantaggiava i nostri antenati, a funzionare ora contro di noi, favorendo sovrappeso e obesità.
L’obesità è uno dei fattori di rischio che porta alla “sindrome metabolica”, associata anche ad altri problemi di salute, inclusa l’insulino-resistenza, che può portare al diabete di tipo 2.
Quando ci alleniamo ad alta intensità, con l’HIIT, andiamo a ricercare una energia immediatamente disponibile, questa energia arriva evidentemente dall’apporto nutrizionale che noi abbiamo messo in atto per rispondere a questa esigenza. L’utente medio della Palestra sente che il suo corpo “urla” movimento e pensa di rispondere in maniera efficace facendo l’abbonamento annuale. Purtroppo, non sempre la costanza lo premierà e la fatidica “prova costume” anche quest’anno la sposterà al prossimo anno.

HIIT in Palestra, è davvero un viaggio diverso?

L’HIIT non si differenzia dalle altre modalità di esercizio fisico nelle esigenze di richiesta energetica, attivando i nostri sistemi energetici. Chiamati anche metabolismi energetici, sono la via metabolica attraverso la quale il muscolo scheletrico riesce a ricavare energia per l’attività fisica, rispondendo allo stimolo del sistema nervoso centrale.
Quando iniziamo l’HIIT dobbiamo pensare al nostro percorso come fosse un viaggio guardando al risultato; nel farlo dobbiamo porci qualche domanda: cosa succederà quando sarò arrivato a destinazione? Come mi sentirò nel corpo e nella mente? Sarò soddisfatto del risultato? Potrò ambire a nuove prestazioni?
Come in ogni viaggio non importa se son stato scrupoloso nella preparazione, avrò fatto il pieno, gonfiato i pneumatici, pulito il parabrezza più volte e scelto il percorso meno trafficato.
Quello è solo il viaggio, occorre guardare al risultato.
Guardare al risultato significa disegnare il nostro allenamento pensando non solo alla componente fisiologica ma anche a quella motivazionale, a volte trascurata nello sport e leggermente più valorizzata nel fitness.
Che cosa motiva un atleta ad arrivare a destinazione? Cosa motiva un atleta ad arrivarci in quel giorno esatto, in quell’orario, in quella determinata condizione? La differenza tra il viaggio e la destinazione è nell’approccio, significa riuscire a disegnare un percorso che ci consentirà di ottenere determinati risultati adottando quelle strategie e quelle metodologie che garantiscono la migliore efficacia in termini di dose-risposta.

HIIT: verso la prestazione o verso la prevenzione?

Nella letteratura tecnica e scientifica le linee guida sull’esercizio fisico sono innumerevoli e complete, e riescono a dare le risposte ad ogni esigenza, o patologia, con una solida base di evidenze scientifiche.
Se la popolazione mondiale sfruttasse davvero l’esercizio fisico come medicina probabilmente non aumenterebbe l’aspettativa di vita, oltre la sua genetica, ma senza dubbio la qualità.
Allora perché oltre l’80% della popolazione mondiale non segue queste raccomandazioni?
Perché gli effetti dell’inattività sono a lungo termine, e andrebbero prevenuti con una serie di abitudini corrette, perché sono proprio quelle che permettono di compiere un salto di qualità, non esiste la bacchetta magica.
In questo anche i professionisti dello sport e delle palestre dovrebbero interrogarsi:
“Perché, e per chi, facciamo questa professione?”.
Qual è la visione che ispira un personal trainer, un allenatore, un preparatore quando pensa al suo atleta? Punta davvero al risultato finale, che sia il migliore possibile, prevenendo anche precoci abbandoni dell’utente medio e della “Signora Pina”?
E noi, operatori dello sport e del fitness, sappiamo rispondere alla domanda: qual è il nostro ruolo? Cercare il campione costi quel che costi, o mantenere migliaia di persone motivate, in salute e soddisfatte della loro vita? Siamo noi che dobbiamo chiedercelo, e quindi scegliere la strada più idonea.

L’HIIT diffuso nelle palestre potrebbe consentirtci di aiutarci in questa via perché unendo il tempo (ridotto), le intensità (alte), le risposte adrenergiche soprattutto di adrenalina (alte) ci consente di avere un ottimo alleato per mantenere le persone in attività e vedere i risultati passo dopo passo.

L’HIIT in Palestra, inizia da qui

È la salute il valore inestimabile che possiamo dare alle persone.
Ma la salute non si ottiene correndo in palestra non appena qualche media presenta la malattia del momento, il virus o il batterio. Il sistema immunitario non si “irrobustisce” con qualche pillolina C o D ingurgitata come fossimo astronauti. La vera salute la costruiamo noi, passo dopo passo, peso dopo peso, plank dopo plank. È uno stile di vita che cambia, non una moda passeggera. Avere più energia per studiare, lavorare, vivere e divertirsi significa avere una ottima condizione cardiorespiratoria. Avere più resistenza nelle attività di lavoro significa avere una perfetta coordinazione neuromuscolare. Avere più memoria, prontezza e vitalità significa avere una grande efficacia del nostro sistema nervoso. Tutto questo lo possiamo avere, è alla nostra portata. Lo abbiamo in Palestra, giorno dopo giorno.
Non importa che sia HIIT o meno, importa che sia esercizio fisico. Continuativo.

Gian Mario Migliaccio
Dottore di ricerca, biologo. Laurea magistrale in Scienza della Nutrizione, Scienza dello Sport e Psicologia Consulente per atleti 1-1 nel progetto Maxima Performa (www.maximaperforma.it) Autore del best Seller Formula HIIT e di numerosi altri libri e corsi (www.migliaccio.it)

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