L’importanza della comunicazione nei Centri Fitness

L’importanza della comunicazione nei Centri Fitness

È veramente necessario avere competenze specifiche sulla comunicazione, in un contesto come quello della palestra?

Potrebbe essere molto più utile approfondire materie come la biomeccanica o, la chinesiologia o, la fisiologia o, la ginnastica antalgica, poiché è su questi punti che ci si gioca la fiducia del cliente ed è su questo che si rischia di commettere errori che possono compromettere la salute dell’individuo. Per il resto basta essere gentili e disponibili con tutti senza una professionalità specifica nel campo della comunicazione. Ebbene tutto ciò è corretto: la nostra competenza tecnica e scientifica è fondamentale, poiché è la salute l’obiettivo dei frequentatori di Centri Fitness, e le competenze di tipo tecnico necessitano sempre più d’aggiornamenti e approfondimenti nella misura in cui ci si confronta con un tema così complesso come il corpo umano. Ma il settore fitness è soggetto, negli ultimi anni, ad una repentina evoluzione che lo porta ad essere non più solo un settore di nicchia per appassionati ma un fenomeno in larga espansione e che mira a diventare sempre più di massa.

Per questo le caratteristiche della clientela in palestra divengono più complesse e, comprendere queste evoluzioni e aspetti, è un imperativo per chi vuole operare professionalmente nei centri fitness. La preoccupazione degli imprenditori è rivolta alla fidelizzazione, considerata ormai come obiettivo primario tanto da superare per importanza l’acquisizione di nuovi clienti. La fidelizzazione dipende da due fattori legati all’erogazione del servizio: COSA e COME. Il COSA ha a che vedere appunto con la tecnica degli esercizi e le metodologie d’allenamento. Il COME invece ha a che vedere con la comunicazione e la relazione. Negli ultimi vent’anni la figura dell’istruttore ha subito una vera e propria metamorfosi trasformandosi dall’appassionato atleta che trasferiva le sue esperienze personali agli allievi fino a diventare un vero professionista che trae dallo studio e dalla formazione, oltre che dalla pratica diretta, le sue informazioni in merito. Ora bisogna fare in passo avanti. Bisogna capire che qualsiasi contatto tra due esseri umani, anche se solo professionale, instaura una relazione e che a questa va data la massima attenzione perché il rischio è di portare alla disaffezione nonostante il contributo tecnico sia all’altezza.

Il livello di percezione del nostro settore all’esterno
Si parla moltissimo di benessere in questo periodo. E’ una parola abusata in tutti i settori della pubblicità e comunicazione di massa, suscitando però interesse per il nostro settore. Il primo aspetto su cui bisogna riflettere, relativo al diffondersi di comunicazione riguardo al settore, è che non sempre l’immagine che è trasferita è fedele e corretta. Basta sfogliare una qualsiasi rivista di costume per accorgersi di come sia l’attività fisica, in generale, sia rappresentata con informazioni errate e spesso trasferendo un’immagine grottesca. È molto importante che l’istruttore conosca l’immagine che è data all’esterno perché ciò lo porta a comprendere meglio l’aspettativa di un nuovo cliente. Malgrado ciò, assistiamo ad un crescere dell’attenzione sui temi dello “star bene” e della consapevolezza dell’importanza di “dedicarsi del tempo”. Aumenta anche la cultura che collega il benessere fisico a quello psicologico e la consapevolezza che la vita sedentaria, comune alla maggior parte delle persone, necessita di una compensazione in luoghi professionalmente preposti a tale compito. C’è insomma una sensibilizzazione diffusa riguardante i benefici dell’attività fisica sullo stile di vita anche da parte dei mass media. L’incremento di clientela dovuta a questo aumento della comunicazione porta con sé però, alcuni svantaggi:

  • maggiore e diversificata aspettativa cui le strutture non sono preparate ad accogliere;
  • di conseguenza un elevatissimo livello di abbandoni ed insoddisfazioni.

Un settore, il nostro, incapace di cogliere i bisogni profondi di questo fenomeno
Il ruolo dei nostri servizi nel nuovo contesto socio culturale Una riflessione fondamentale riguarda le metodiche di allenamento proposte in palestra finora: quasi tutte derivano dalla pratica sportiva e sono riconfezionate ed adattate all’ambito fitness. Questo è uno dei motivi per cui la maggior parte dei praticanti, ad eccezione degli appassionati, prima o poi abbandona la palestra. La differenza sostanziale non sta tanto nel profilo fisiologico del soggetto quanto in quello psicologico e motivazionale. La motivazione fondamentale dello sportivo è la competizione che dà energia anche ai molteplici sacrifici cui è sottoposto. Questo tipo di motivazione non esiste per il frequentatore di palestra che ha come unico obiettivo il risultato fisiologico dipendente, tra l’altro, da un numero illimitato di variabili e che non può essere garantito. Ecco che la motivazione va cercata all’interno dell’allenamento stesso, supportato dall’elemento relazionale che l’istruttore offre. Questi, quindi, sono gli elementi della motivazione in palestra:

  • 1) un allenamento che sia di per se motivante;
  • 2) una relazione stimolante che dia significato all’allenamento.

Bisogna cercare quindi la motivazione nella singola seduta di allenamento per renderla adatta alle caratteristiche psicologiche del soggetto, oltre ad investire molto nella relazione con lui in quanto l’elemento relazionale può rivestire un ruolo fondamentale per il cliente. In conclusione, conoscere le tecniche di comunicazione è fondamentale per l’istruttore perché, attraverso esse, il trainer è in grado di costruire relazioni soddisfacenti e appaganti con il cliente, al fine di conquistare la sua fiducia e guidarlo nel percorso di consapevolezza del ruolo dell’attività fisica, ma anche per conoscerne a fondo le caratteristiche psicologiche così da poter proporre un allenamento che assecondi tali caratteristiche.

F.I.

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