Per garantire al cliente un risultato ottimale in termini estetici e funzionali, il trainer dovrà elaborare una programmazione ciclica tesa a un’armonizzazione posturale
Negli anni ‘70 due oftalmologi catalani, Da Cuhna e Da Silva, intrapresero uno studio rivolto a quello che definirono SDP (sindrome da deficienza posturale), ridicente, in medicina, ad un insieme di segni e sintomi configuranti uno stato patologico ed inficiante il sistema propriocettivo (Tab. 1).
In breve
- Gli oftalmologi catalani Da Cunha e Da Silva negli anni ‘70 hanno definito la “sindrome da deficienza posturale” (SDP) come un insieme di segni e sintomi che compromettono il sistema propriocettivo.
- Francesco Barbato indica che il trainer deve elaborare una programmazione ciclica per armonizzare la postura e garantire risultati estetici e funzionali in sicurezza.
- Pierre E. Souchard, negli anni ‘70, ha sviluppato la Rieducazione Posturale Globale (RPG) basata sulle catene miofasciali e sul training respiratorio, oggi applicata in palestra come “riprogrammazione posturale globale”.
- Nel caso clinico presentato (articolo del 2012) la paziente L.P. è passata da 67 kg e 24% FM a 63 kg e 18% FM con scomparsa del dolore e miglioramento della simmetria dopo il trattamento.
STP sistema tonico posturale (Fig. 1)
L’atteggiamento sia statico che dinamico è dato da una serie di afferenze ed efferenze che, attraverso un sistema a feedback generano una catena di “risposte posturali”. Tali risposte sono veicolate da:
1. propriocettori muscolari e articolari che rilevano lo stato di tensione dei muscoli
2. recettori vestibolari (labirinto per l’equilibrio) che rilevano le inclinazioni del corpo sulla base del movimento della testa
3. occhio per le afferenze visive che informano sul movimento del campo visivo.
La postura è il risultato di ingerenze multifattoriali (Tab. 2). L’organismo umano può creare compensi che, nonostante l’apparente vizio, garantiscono un, se pur precario, equilibrio. Tale condizione viene definita omeostasi posturale (Tab. 3).
Rieducazione posturale globale (RPG)
P. E. Souchard, riprendendo il lavoro di Mézières, introdusse, negli anni ‘70, il concetto di correzione posturale attraverso processi valutativi (Tab. 4), riportati a un lavoro su catene miofasciali e training respiratorio. L’impronta iniziale riferiva alla rieducazione motoria di situazioni patologiche e/o parafisiologiche. Come spesso accade, un lavoro nato a scopo terapeutico può mostrare particolare valenza anche in merito al lavoro dell’istruttore e/o del personal trainer.
In palestra questo strumento analitico viene, oggi, ad assolvere un nuovo significato: “riprogrammazione posturale globale”. Tale proposta attraverso mezzi analoghi mira a un inquadramento olistico del cliente al fine di garantirgli risultati concreti in sicurezza. L’osservazione statica rivelerà, a un occhio attento, le catene (Souchard) in retrazione, mentre in test Kinesiologici (Kendall) daranno informazioni in merito ai singoli muscoli (Tab. 5).
Aggregando l’evidenza dell’osservazione al risultato dei test, si otterrà un criterio valutativo globale, il trainer dovrà elaborare una programmazione ciclica tesa a un’armonizzazione posturale, condizione necessaria al fine di garantire al cliente un risultato ottimale in termini estetici (dimagrimento, ipertrofia, prestazione) e funzionali (efficienza, economicità, comfort).
La pratica
1. Lavoro eccentrico (stretching) su base asimmetrica delle catene e dei singoli muscoli in retrazione
2. Lavoro eccentrico su base simmetrica relativo a tutte le catene miofasciali
3. Lavoro isometrico su base asimmetrica delle catene e dei singoli gruppi muscolari deficitari
4. Induzione diretta tesa alla motilità, qualora si evidenzi una problematica a carico del diaframma, non trascurando importanti legami di quest’ultimo con i muscoli psoas-iliaco e quadrato dei lombi.
I mezzi messi a disposizione dalla tecnica e dalla natura per poter “riprogrammare” la postura di un soggetto sono in numero e qualità apprezzabili:
a. Tenuta isometrica totale (forza invincibile) o massimale (caduta gravitaria)
b. Lavoro concentrico ad ampio ROM
c. Stretching statico (tipo Anderson)
d. Stretching statico attivo (ad ingerenza della catena o gruppo muscolare antagonista)
e. Stretching PNF (ad azione isometrica agonista)
f. Stretching CRAC (ad azione isometrica alternata agonista/antagonista)
g. Training respiratorio (monofasico, bifasico, quadrifasico) anche secondo le “posture respiratorie” di Souchard.
Particolare attenzione andrà posta ai punti e ed f, richiedendo la partecipazione attiva di un operatore; quest’ultimo dovrebbe avere particolare sensibilità alla percezione di tensioni e blocchi tale da lavorare in “barriera funzionale”, evitando il limite anatomico, al di là del quale troviamo “la lesione”. In tale contesto la RPG palesa un’attitudine funzionale in senso stretto, non solo sotto il profilo rieducativo, ma garante di un risultato altamente qualitativo in termini di efficienza, forza, prevenzione e armonia muscolare.
Un caso concreto
L.P. donna, 28 anni, medico. Frequenta una palestra da 2 anni, ha avuto discreti risultati (estetici) in principio, demoralizzandosi poi con l’accentuarsi di asimmetrie, prima poco evidenti, abbinate ad una recrudescenza della forma fisica e alla comparsa di risentimenti lombari, cervicobrachiali, e vagali.
– Inizio trattamento 67 kg x 165 cm/h x 24% FM
(51,28 kg/FFM lordi x 15,72 kg/FM)
– L’esame obiettivo mostra diverse retrazioni e derivati compensi sia in statica che in dinamica (Fig. 2, Tab. 6)
Viene sottoposta a riprogrammazione posturale, abbinando un programma di condizionamento muscolare secondo richiesta (Tab. 7).
Risultati
Significativo miglioramento della statica e della risposta tonico-posturale. Scomparsa del dolore. Apprezzabile miglioramento della simmetria corporea. Sensibile ripresa dell’autostima.
Kg 63 x 18% FM (11,34 kg/FM x 51,66 kg/FFM lordi).
Conclusioni
L’esasperazione che spesso accompagna la voglia di migliorarsi e di migliorare le altrui qualità estetiche tralascia talvolta un obiettivo primario quale il benessere.
Francesco Barbato
Domande e risposte
Che cos’è la SDP citata nell’articolo?
La SDP, o sindrome da deficienza posturale, è un insieme di segni e sintomi definito negli anni ’70 dagli oftalmologi catalani Da Cunha e Da Silva, che configurano uno stato patologico inficiante il sistema propriocettivo.
Chi ha sviluppato la Rieducazione Posturale Globale (RPG) e su cosa si basa?
Pierre E. Souchard, riprendendo il lavoro di Mézières negli anni ’70, ha introdotto la RPG basata sulla valutazione delle catene miofasciali e sul training respiratorio, applicata anche in palestra come “riprogrammazione posturale globale”.
Quali sono i principali interventi pratici proposti per la riprogrammazione posturale?
La pratica include lavoro eccentrico (stretching) asimmetrico e simmetrico, lavoro isometrico su gruppi carenti, induzione per la motilità del diaframma, oltre a mezzi come tenute isometriche, lavoro concentrico ad ampio ROM, vari tipi di stretching (statico, PNF, CRAC) e training respiratorio secondo le posture di Souchard.











































