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RiminiWellness 2025 Riflessioni, Tendenze e Prospettive del Settore

Wellness

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E anche quest’anno RiminiWellness è passato e ci ha lasciati, come sempre, pieni di riflessioni ed emozioni contrastanti. RiminiWellness 2025 porta con sé riflessioni che ci fanno pensare all’evoluzione del benessere.

RiminiWellness 2025 Riflessioni, Tendenze e Prospettive del Settore

Dopo tantissimi anni che frequento la fiera, prima da visitatore addetto ai lavori, poi come espositore e infine come opinionista e consulente, le emozioni sono sempre più contrastanti: cosa piace di questo settore? Come possiamo procedere per essere autori e artefici dello sviluppo di questo mondo? Come cambia e/o progredisce o magari regredisce il wellness, il fitness o magari il concetto stesso di benessere?

La prima riflessione mia è stata la frequenza: siamo tornati, direi, ai periodi pre-Covid, una frequenza altissima sin dal primo giorno. È noto che solitamente il giovedì è proprio rivolto ai soli diretti interessati, operatori del settore, e neanche poi tanti. Bisogna ricordare che il giovedì è pur sempre un normale giorno lavorativo. Questo ci porta a una considerazione: il settore wellness resta un settore sempre molto divertente e colorato, che piace e attira molto.

Corsi, presentazioni, esposizioni stimolano sempre la curiosità di tutti. Provare anche proprio fisicamente tutte le macchine che vengono presentate (sia cardio che isotonico) piace molto e suscita curiosità anche da parte di chi poi non deve comprare.

Stesso poi vale anche per i corsi che, rumore permettendo, divertono sempre e in effetti sono anche una sorta di aggiornamento per gli operatori di queste discipline. Le coreografie, gli esercizi e i ritmi sono ovviamente utili proprio agli insegnanti delle cosiddette “classi”.

Ma la domanda, a questo punto, sorge spontanea: come possiamo raggiungere tutta questa folla felice nel partecipare per comunicare le nuove tendenze e i nuovi obiettivi?

Perché, al di là della bella partecipazione, la fiera è un grande momento di confronto, comunicazione e sviluppo commerciale.

Osservando bene durante le caotiche giornate in fiera, sembra che alla grande massa dei partecipanti interessi molto poco l’aspetto divulgativo e culturale; l’idea è che tanto l’obiettivo è proporre nuove macchine utili e belle, da poterle poi ritrovare nei centri fitness, mentre tutto l’aspetto di sviluppo dei contenuti culturali e scientifici è di solo interesse degli operatori e proprietari dei centri, i quali si confrontano tra loro in una specie di bolla totalmente separata dalla grande massa di gente che partecipa e frequenta le palestre.

Evoluzione culturale e informazione

Quello che abbiamo potuto notare è che l’andamento della fiera ha presentato due linee di aggiornamento: da una parte un gran ritorno del body building e dall’altra un gran ritorno all’olistico-riabilitativo e posturale.

Abbiamo potuto notare aree dove si presentavano linee di macchine isotoniche nuove ed evolute, totalmente piene di gente che provava e riprovava a spingere forte con pesi e macchine, e altre aree dove si presentavano e ripresentavano attrezzi mirati al recupero dell’equilibrio del nostro corpo. Persino il più famoso brand di attrezzi italiano ha messo in prima linea, nel suo grandissimo stand, i lettini reformer riproposti in chiave moderna e sviluppata, e, neanche a dirlo, l’area era strapiena di gente che provava e partecipava a corsi proposti.

L’aspetto narcisistico che sta coinvolgendo i giovani, insieme a una martellante campagna di informazione basata su corpi belli e scolpiti, ha fatto sì che essi siano tornati in massa a frequentare le aree di free weights e isotoniche. Al contempo, però, c’è anche una grande attenzione agli aspetti più olistici e riabilitativi, dove le giornate di yoga-pilates-body balance-posturale ripropongono in forza la necessità della ricerca di un equilibrio fisico ed interiore.

Salute

Tutto ciò ovviamente passa, o meglio, dovrebbe passare all’interno di una linea che collega tutto, basata sulla principale mission: LA SALUTE!

Un aspetto molto positivo che si è notato è che, da un po’ di tempo a questa parte, si parla di più di salute. Non posso fare a meno di ricordare che dal 2021 la mia azienda UpWell si batte per portare la salute nei centri fitness. Oggi notiamo che in molti stanno cominciando a parlare di benessere inteso come salute.

Molti miei colleghi veterani, come me, si stanno battendo per spingere il concetto di sport come medicina naturale, che può migliorare lo stato di salute della popolazione, per far sì che poi gravi meno sulla spesa sanitaria. L’attività sportiva monitorata e proposta in modo professionale e scientifico fa sì che migliori la salute delle persone, che a loro volta potranno affrontare meglio la loro vita lavorativa e no.

Sono state tante le “sessioni” dove si è parlato di palestre come centri di salute, molte le presentazioni di software e apparecchiature che mirano alla gestione e al monitoraggio preventivo della salute.

Sviluppo sul territorio

Come dicevo precedentemente, i momenti di divulgazione e informazione sono (anche in fiera) sembrati però distaccati dal “resto del mondo”. Il passo successivo sarà portare questi onorevoli obiettivi sul territorio. Le palestre, perciò, devono cominciare a impostare tutto il loro lavoro verso una vera proposta di salute preventiva, presentando quindi le loro attività, che restano quelle di sempre, sotto una chiave diversa: corsi, schede di allenamento, tests, visite e programmi di personal trainer devono puntare a un unico obiettivo: la salute del cliente frequentatore.

Metodi e protocolli devono passare attraverso un programma lineare che parte dalla visita medica con un controllo del cuore a tests attitudinali di mobilità, stato della composizione corporea e di forza, tutto ciò dedicato alla persona, quindi mirato e non generalizzato.

Il valore aggiunto

Le palestre che propongono salute, i centri che assumono un ruolo di centro di salute hanno un valore aggiunto, il personale che sarà formato culturalmente a questa nuova era sarà personale professionale capace di comunicare la missione di prevenzione alle persone. I tecnici insegnanti saranno istruttori preparati a diffondere protocolli di monitoraggio dello stato di salute delle persone, i medici stessi che si occuperanno di visitare e monitorare dall’inizio lo stato di benessere dell’iscritto avranno un ruolo molto più inserito nel contesto in cui lavorano.

Tutto ciò dà valore al centro e, perciò, dovrà essere riconosciuto nel listino prezzi che viene proposto e nei servizi presentati. Il valore deve salire, perché è lo stesso prezzo più alto che già motiva l’attività proposta. Se vado a comperare un orologio di marca, so che costa tanto perché so che il pezzo è di valore.

Ecco, il settore deve creare questo giro virtuoso per cui io compro a un prezzo alto perché il servizio è di livello, e il servizio costa perché è di livello. Perdonate il giro di parole, ma credo che così si possa capire. Per concludere, quindi, non ha senso continuare a fare la battaglia tra poveri.Se teniamo i prezzi bassi, tutta la qualità scade ed è poi difficile parlare di professionalità e serietà.

E non ha alcun senso fare cassa sui servizi aggiuntivi, per il solo fatto che con gli abbonamenti non si guadagna; l’abbonamento deve rappresentare il vero valore aggiunto, perché è la proposta di tutto il programma di salute che si propone.

Fabio Swich
Ideatore di UpWell, società di servizi benessere, e pioniere del cardio-fitness
dal 1986, consulente wellness. Autore del libro “MUOVERSI OGGI”.

fswich@upwell.it


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