Palestre indoor o outdoor: come ingegnarsi per ripartire in sicurezza con l’attività sportiva, sfruttando parcheggi e aree adiacenti il proprio centro sportivo.
In breve
- Il governo ha autorizzato lo sport solo all’aperto nel 2021, secondo l’articolo del 30 marzo 2021, obbligando molte palestre a ripensare gli spazi.
- Alcuni imprenditori hanno montato tensostrutture in parcheggi, terrazzi e aree esterne per spostare attrezzature indoor all’aperto e riaprire i corsi.
- Le attrezzature isotoniche in ferro verniciato possono arrugginire all’esterno e l’autore Glauco Grassi consiglia spray al silicone e strofinature per limitare l’umidità.
- Per i cardio l’articolo avverte che i treadmill con componenti elettriche vanno lasciati al chiuso o coperti con tessuti idrorepellenti e controllati da un tecnico ogni 2–3 mesi.
Qualcuno deve essersi svegliato in questi giorni accorgendosi che le palestre, come altre categorie, è ormai un anno che sono praticamente chiuse. Ecco allora che l’ennesimo decreto o DPCM per dare il “contentino” ha autorizzato lo sport, perfetto direte voi, si ritorna in palestra! E no! Sarebbe troppo semplice, lo sport lo possiamo fare ma solo all’aperto.
E tutte le atre realtà indoor?
Nonostante tutte le difficoltà di lavorare in questo Paeseecco che l’ingegnosità italiana si fa avanti e qualche imprenditore lungimirante che sa perfettamente che la fine della pandemia non è dietro l’angolo, ha pensato bene di rimboccarsi le maniche e trovare delle soluzioni.
Ecco allora che nei parcheggi di alcune palestre sono spuntate delle tensostrutture, per intenderci i capannoni che di solito si usano per le sagre di paese, che vengono allestite con i macchinari estrapolati dall’interno del club, sistemati a debita distanza e via, si ricomincia ad andare in palestra. Tutto bello e complimenti per quelle strutture che danno la possibilità ai lori iscritti di ritornare a fare attività, ma tutti quelli che non hanno lo spazio per fare questa operazione, o le risorse economiche? Sicuramente andando avanti con la bella stagione molti altri sfrutteranno terrazzi, aree esterne di pertinenza delle palestre o spazi comunali per poter avere la possibilità di fare attività corsi e finalmente ritornare a lavorare, vediamo allora come comportarci con le attrezzature nate e progettate per lavorare indoor e utilizzate anche se parzialmente coperte all’esterno.

Palestre indoor o outdoor: ad ogni attrezzo il suo trattamento specifico
Distinguiamo subito le differenze e possibili problemi tra attrezzature cardiovascolari e isotoniche con i vari accessori. Isotoniche: generalmente questi attrezzi in palestra salvo la pulizia delle aste di scorrimento per chi ha i pacchi pesi e il cambio periodico dei cavi non c’è molto fa fare, ma all’esterno le cose cambiano perché i materiali di costruzione non essendo di acciaio inox ma ferro verniciato, su tutte quelle parti “sensibili” di usura e sfregamento possono emergere segni di ruggine e in altri punti, dove abbiamo ghiere, catene o cuscinetti non schermati, potremmo avere problemi di funzionalità, cigolii o addirittura dei blocchi.
Per tamponare un “invecchiamento” repentino il consiglio è quello di utilizzare anche sul telaio delle macchine e nei vari snodi e leveraggi, prodotti protettivi come spray al silicone o similari. Questo velo applicato, magari strofinando le parti con un panno di feltro o lana, permette di evitare che l’umidità si depositi o peggio penetri in parti più sensibili. Mi raccomando non bagnate anche le parti di contatto o impugnature, per quelle detergenti e igienizzanti bastano.
Attrezzi cardiovascolari
Qui le cose si complicano un po’ di più, nel limite del possibile il consiglio è di non portare all’esterno i Treadmill salvo quelli completamente meccanici o che siano costruiti anche per l’esterno, le parti elettriche ed elettroniche sono molto sensibili all’umidità soprattutto quelli con display touchscreen. Oltre al problema degli assorbimenti se le macchine sono numerose, c’è anche il problema della sicurezza per le correnti utilizzate.
Se proprio non potete farne a meno allora fate fare delle coperture ad hoc e quando siete chiusi copriteli completamente con tessuti idrorepellenti e massimo ogni due o tre mesi fategli dare un occhio ad un tecnico di fiducia.
Anche gli altri attrezzi cardio come cyclette, ellittiche, recline o altro è bene sistemarli in posizioni dove non possa pioverci sopra direttamente ma nemmeno che la condensa accumulata “sgoccioli” sopra agli attrezzi, anche se meno complicate, hanno comunque parti meccaniche in movimento ed elettronica all’interno sia per modelli autoalimentati che non.
Non avendo generalmente tensioni di utilizzo elevate sono anche più sicure, soprattutto le autoalimentate, ma attenzione se fate cablare gli attrezzi con cavi e prese volanti. Anche questi attrezzi se avete la possibilità di coprirli sarebbe buona cosa in alternativa cercate almeno che l’umidità notturna non si depositi troppo e se vedete gli attrezzi umidi quantomeno asciugateli con un panno prima dell’utilizzo.
Anche l’utilizzo di accessori come bilancieri, aste, step o altri strumenti che fossero di metallo e non rivestiti di gomma o plastica fate attenzione e dove li riponete, potreste accorgervi dopo pochi giorni di spiacevoli sorprese.
Sarà una stagione calda in tutti i sensi, ma in qualche modo si deve pur riprendere, quindi ricominciamo! Che sia fuori o che sia all’interno l’importante è ripartire.
Glauco Grassi
Fondatore di Fullsport. Creatore nel 1999 di una delle prime reti di assistenza tecnica dello Spinning®. Formatore e consulente Tecnico (I.S.E.F. statale di Milano) con l’abilitazione dei principali marchi del fitness mondiale.
Domande e risposte
Posso spostare gli attrezzi della palestra all’esterno per riaprire?
Sì: l’articolo segnala che alcuni imprenditori hanno montato tensostrutture in parcheggi, terrazzi o aree esterne per sistemare macchinari a distanza e riaprire i corsi, compatibilmente con l’autorizzazione governativa che nel marzo 2021 permetteva sport solo all’aperto.
Come proteggere le attrezzature isotoniche se le porto all’esterno?
Glauco Grassi consiglia prodotti protettivi come spray al silicone applicati su telai, snodi e leveraggi e strofinature con panni di feltro o lana per evitare che l’umidità penetri; non bagnare impugnature e parti di contatto, per quelle usare detergenti e igienizzanti.
I treadmill e altri cardio possono essere tenuti fuori?
L’articolo avverte di non portare all’esterno i treadmill se non sono completamente meccanici o costruiti per l’esterno: le parti elettriche ed elettroniche sono sensibili all’umidità e c’è il problema delle correnti. Se indispensabile, coprirli con tessuti idrorepellenti e farli controllare da un tecnico ogni 2–3 mesi.








































