Il mondo del lavoro sta cambiando rapidamente: non solo le organizzazioni che svolgono il lavoro, ma anche il modo in cui lo svolgono. Questo include la necessità di strategie per gestori di palestra che vogliono adattarsi a queste trasformazioni.

Il mercato del fitness italiano, e non solo, è in fermento, le richieste dei consumatori, cambiamenti inaspettati nella tecnologia, l’intelligenza artificiale e le nuove catene in arrivo da più parti d’Europa possono rendere “vulnerabili” tutte quelle imprese che si faranno trovare impreparate nelle modalità di erogazione dei servizi e di organizzazione. La rapidità dei cambiamenti è talmente veloce che si possono generare turbolenze nei ritmi tenuti sino ad oggi! Non sarà più sufficiente avere attrezzature e servizi all’avanguardia, così come non sarà più sufficiente pensare e sperare nella buona sorte.
L’obiettivo principale per le imprese del settore fitness nei prossimi anni sarà quello di avere un’organizzazione che sia resiliente, innovativa e in grado di adattarsi in modalità rapida ai continui cambiamenti. Spesso, nel settore del fitness, gli imprenditori operano e agiscono in base a due fattori: il primo è quello di restare all’interno dei confini e delle condizioni che il mercato dà. Molte imprese restano ferme per anni perché pensano che non sia possibile cambiare confini e condizioni.
Creare nuove strategie operative
È su questo fattore che le imprese dovranno ragionare nel prossimo futuro per creare nuove strategie organizzative. Il secondo fattore riguarda la modalità di operare nel mercato fitness facendo scelte strategiche che possano, ad esempio, differenziare i servizi e/o agire sul basso costo. L’impresa può offrire servizi più di valore ai consumatori a un costo maggiore, oppure può offrire servizi ad un valore più ragionevole, a un costo più basso.
Eppure, analizzando i due fattori, la domanda sorge spontanea: non si può fare altro?
Sì che si può, ad esempio, sconfinare oltre il confine dettato dal mercato del fitness. Come? Cercando opportunità oltre il confine. Le imprese del settore, purtroppo, sono legate alle best practices del mondo in cui operano anche se si percepisce che ogni impresa, a suo modo, cerca di separarsene. Senza strategie pianificate per riuscire ad aprire nuovi varchi nel settore, è come pensare di scalare il monte Everest in un’ora. È giunto il momento che gli imprenditori del settore si pongano domande diverse, pensino a strumenti per la creazione di un nuovo varco nel mercato e costruiscano una guida su come usarli.
Senza queste azioni riorganizzative, le imprese resteranno ferme dove sono, con la semplice illusione di sopravvivere e di restare a galla rispetto alla concorrenza.
Tra le domande che possono essere da stimolo ai lettori includrei:
a) come creare offerte che si distinguano e contemporaneamente ridurre o avere costi più bassi?
b) come costruire un modello di business che sostenga e che possa dare sostegno all’intera organizzazione?
c) come fare in modo che la visione aziendale sia strategica e profittevole?
d) come si può pianificare e organizzarsi per avere sostegno e ridurre ostacoli alla crescita e alle nuove sfide.
Ogni impresa deve affrontare degli ostacoli nella fase di cambiamento
Il cambiamento organizzativo è una componente necessaria per la crescita e l’adattamento aziendale, soprattutto oggi, laddove grandi catene di palestre, ben organizzate e strutturate, stanno per varcare la soglia dei confini italiani. Niente paura se ci si prepara in tempo!
Nel settore fitness è facile sentir parlare di cambiamenti messi in atto, legati spesso a tipologie di servizi, attrezzature. Ciò nonostante, di veri cambiamenti non ce n sono. I veri cambiamenti coinvolgono la modalità di rivoluzionare in toto la propria struttura e non solo in parte. Si è certi che molte imprese hanno le migliori intenzioni. Tuttavia, molte iniziative di cambiamento falliscono a causa di una serie di barriere presenti nell’organizzazione stessa.
Molti ostacoli nella gestione del cambiamento derivano dalla resistenza stessa al cambiamento, dalla scarsa comunicazione, da una formazione inadeguata o dalla mancanza di supporto da parte del management. Comprendere come affrontare queste barriere è fondamentale per qualsiasi organizzazione. Sebbene gli ostacoli al cambiamento della propria organizzazione possano essere diversi per ogni impresa, ci sono ostacoli che accomunano tutte le aziende del mondo e che spesso fanno fallire le iniziative messe in campo.
Al primo posto l’ostacolo principe: la mancanza di chiarezza all’interno dell’azienda, un ostacolo significativo al cambiamento organizzativo.
Crea confusione e incertezze tra i collaboratori e tra i team aziendali e i consumatori. Capita spesso di vedere e/o sentire che molti imprenditori avviano il processo di cambiamento trascurando di comunicare ciò che si desidera ottenere, con quali strumenti e risorse. Un cambiamento non compreso dai collaboratori crea confusione: perché dobbiamo cambiare? Cosa si aspettano da noi? In che modo il cambiamento avrà impatto sui ruoli e sull’intera organizzazione?
La maggior resistenza è causata dall’incertezza del futuro. È quindi importante arrivare preparati con chiarezza e narrazione avvincente. Al secondo posto, come ostacolo al cambiamento: la mancanza di strategie solide e ben definite, capaci di guidare le iniziative del cambiamento organizzativo. Questo è un fattore determinante per evitare il fallimento della stessa strategia.
Il cambiamento deve essere adeguato e allineato con gli obiettivi aziendali; deve avere profondità, lungimiranza e flessibilità. Senza una strategia, si rischia di non avere una direzione unica da seguire e, se questo accade, gli sforzi saranno frammentati tra le diverse aree dell’impresa, con il rischio che vari team perseguano obiettivi contrastanti o probabilmente duplicano gli sforzi e consumo di denaro ed energia.
Molti manager assegnano in modo inefficace le risorse, senza una chiara comprensione delle priorità dei risultati attesi. Per poter superare questo ostacolo bisogna concentrarsi sullo sviluppo di una strategia solida e ben allineata che definisca chiaramente lo scopo, gli obiettivi e il piano di esecuzione del processo di cambiamento. Al terzo posto, come ostacolo al cambiamento organizzativo, c’è la mancanza di adesione organizzativa. Spesso manca il sostegno dell’imprenditore e di molti collaboratori. Ogni imprenditore deve dare legittimità al processo di cambiamento.
Il compito dell’imprenditore non è solo quello di sponsorizzare le iniziative messe in campo, ma deve assumersi l’onere del cambiamento. Bisogna coinvolgere tutti i collaboratori sin dall’inizio.
Quando i collaboratori comprendono e credono nella necessità e nel valore del cambiamento, è più probabile che siano motivati, coinvolti e collaborativi. Per superare questo ostacolo, le imprese devono concentrarsi sul supporto e impegno a tutti i livelli, coinvolgendo le principali parti interessate sin dalle prime fasi del processo di pianificazione e decisioni, spiegando chiaramente i vantaggi a tutti i collaboratori.
Infine, un ostacolo al cambiamento organizzativo che spesso viene gestito superficialmente: la formazione e il supporto inadeguato.
La mancanza di preparazione può essere un ostacolo enorme per il processo di cambiamento organizzativo, poiché impedisce ai collaboratori di impegnarsi pienamente e di abbracciare la nuova direzione da seguire da parte dell’organizzazione. La formazione inadeguata può interferire sul percorso di cambiamento o di riordino dell’impresa. Infatti, senza le competenze e conoscenze adeguate, i collaboratori non potranno svolgere al meglio il proprio lavoro.
Un nuovo stimolo e aiuto può essere l’AI
Ancor di più, oggi, la formazione dovrà adeguarsi ai cambiamenti imposti dall’intelligenza artificiale e dalla tecnologia. L’intelligenza artificiale può essere utilizzata e agire come il braccio destro dei gestori, facendosi carico di molte attività “ruba tempo” o di sottrazione di risorse ed energia.
a) Comunicazione tempestiva allo staff e ai consumatori
b) Seguire l’approccio incentrato sul cliente. L’intelligenza artificiale si basa esclusivamente sui dati. Con la giusta quantità di informazioni, le imprese potranno offrire agli utenti un’esperienza davvero personalizzata.
c) Far raggiungere ai clienti i loro obiettivi
d) Supporto dell’intelligenza artificiale nello sviluppare un allenamento personalizzato in base alle esigenze e agli obiettivi dei clienti.
Nel prossimo futuro, la parola d’ordine sarà velocità nel guidare la propria impresa. Di conseguenza, gli imprenditori dovranno assicurarsi di comprendere a pieno gli elementi chiave della struttura organizzativa per affrontare le sfide che il mercato di appartenenza proporrà.
Non basta avere un organigramma ben impostato per dire di avere una struttura solida della propria azienda. La struttura dell’azienda riflette le priorità organizzative, l’etica aziendale, gli obiettivi e il piano finanziario per i prossimi anni.
Gli imprenditori sono chiamati a plasmare efficacemente le imprese per renderle più adattabili e sostenibili in un panorama aziendale in continua evoluzione.
La struttura organizzativa è il cruscotto che comprende tutto: dai ruoli individuali alla disposizione dei team, le gerarchie aziendali, i sistemi di comunicazione e la capacità finanziaria. La maggior parte delle aziende ha piani ambiziosi per la crescita, ma, tra queste, poche li realizzano per mancanza di struttura e di strategie aziendali. Avere ruoli ben definiti in azienda è utile per poter raggiungere obiettivi a lungo termine.
Avere all’interno del proprio organigramma tre figure come il club manager (nelle piccole aziende il proprietario), il direttore mk/digital marketing e un programmatore finanziario aiuta a migliorare l’efficienza e a guidare l’azienda nell’attivare iniziative strategiche in tempo reale. La gestione è un’area fondamentale che richiede figure specializzate.
Il club manager è il responsabile della gestione complessiva, il responsabile marketing si occupa di promuovere il club e le iniziative, mentre il programmatore finanziario gestisce le finanze del club. Messe insieme, queste funzioni rendono inattaccabile la società grazie a: professionalità, competenze, conoscenza, strategie, tempestività, condivisione.
Gerardo Ruberto
Esperto in gestione delle risorse umane, consulente e formatore per l’organizzazione aziendale, docente università Luiss corsi master in wellness management, docente corso di alta formazione Università internazionale delle nazioni unite (ONU), ex Consulente welfare società Luxottica, autore del libri Sport & Fitness Manager e Prima la Salute, presidente associazione Polo della Salute, presidente FSSI.
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