Come leggere il curriculum degli istruttori per una palestra - La Palestra

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Gestione

Come leggere il curriculum degli istruttori per una palestra

Quali sono gli aspetti da tenere sotto controllo e come scegliere persone qualificate, motivate e veramente affidabili per gestire.

In questo periodo il direttore di un centro fitness è alle prese con la pianificazione della prossima annata; si l’andamento della stagione che sta terminando e si ipotizzano i nuovi investimenti in termini di risorse economiche e umane. In particolare le aziende leader del settore hanno capito che per generare fatturati interessanti non basta riempire un bellissimo spazio con attrezzature all’avanguardia, ma servono le persone: istruttori, receptionist, medici ecc. felici di fare il proprio lavoro, competenti e disposte a condividere le idee e la filosofia aziendale.

In questi mesi si decide la formazione del nuovo staff, utilizzando il periodo estivo generalmente poco frequentato per completare l’addestramento tecnico e fornire agli istruttori neo-inseriti le procedure.

Raccolta dei curricula

La scelta dei candidati passa attraverso una raccolta dei vari curricula ricevuti spontaneamente, cercati su Internet, sollecitati da inserzioni sulle riviste locali o del settore.

Innanzitutto va valutata la forma (un curriculum scritto a mano presuppone la non padronanza dei mezzi informatici), lo stile (uno stile originale presuppone fantasia e una certa apertura mentale) e la presenza di una o più foto.

Approfondendo la lettura del curriculum deve essere controllata la formazione del candidato: se proviene dalla facoltà di Scienze Motorie/Isef, se ha seguito corsi di specializzazione presso scuole di formazione riconosciute, se ha già avuto esperienze lavorative nel settore; a questo riguardo dovremmo valutare quanto sono durate le precedenti esperienze lavorative per capire lo spirito della persona: se ha cambiato luogo di lavoro spesso e anche durante una stagione probabilmente si tratta di un soggetto rigido, incapace di sopportare eventuali dissidi che possono presentarsi all’interno di un club. Inoltre il candidato denota serietà professionale indicando nelle esperienze lavorative il nome di una persona (titolare, direttore ecc.) a cui fare riferimento per una ulteriore richiesta di informazioni.

Dai curricula al colloquio di selezione

Dopo la fase di raccolta, vanno scelti i canditati ritenuti più idonei e si procede con la telefonata di convocazione al colloquio: sottolineo questo aspetto perché da una telefonata ci si può fare una prima idea sulla persona, sull’entusiasmo con la quale conversa e risponde alle domande. L’entusiasmo è fondamentale per conquistare una posizione operativa presso qualunque azienda operi nel settore dei servizi.

Il primo colloquio potrà essere individuale o collettivo, nel qual caso, si presenta il club, la filosofia aziendale, la propria organizzazione e si effettua una prima conoscenza: organizzando dei questionari e magari dei piccoli test possiamo effettuare una ulteriore scrematura dei candidati.

In ogni caso arriveremo ad un colloquio individuale. Abbiamo incontrato per i lettori de La Palestra il dott. Paolo Negri, direttore tecnico da due anni di un importante club piemontese (2500 soci e 20 collaboratori alle dipendenze).

Dott. Negri ci parli del colloquio individuale con un aspirante istruttore per il vostro Club. Prima di tutto cosa valuta in un candidato?

“È molto importante il primo impatto: l’atteggiamento corporeo parla più di tutto. Da una prima stretta di mano, un sorriso, dal tono della voce e la padronanza della parola, si capisce la personalità e il calore umano che il candidato possiede. Nel voler erogare un servizio di alta qualità è fondamentale possedere una ottima predisposizione ai rapporti interpersonali, una empatia e un sano e sincero entusiasmo per l’attività fisica”.

La preparazione tecnica allora non conta?

“Il bagaglio tecnico direi che è comunque importante (soprattutto per quanto riguarda discipline tipo pilates e yoga), ma non fondamentale, specialmente se si tratta di candidati giovani che avranno tutto il tempo per essere formati secondo le linee guida e gli standard del nostro club”.

Ci sono altri aspetti che Lei valuta in fase di colloquio?

“In effetti un istruttore di fitness deve possedere anche disponibilità e umiltà che non vuol dire sottomissione. Significa volontà di mettersi sempre in discussione, di sapere che c’è sempre qualcosa da imparare e che l’unico protagonista all’interno del club deve essere il cliente: non devono più esistere gli istruttori “prime donne” che si possono permettere comportamenti al di fuori delle procedure e degli schemi aziendali”.

Pianificare l’incontro

L’incontro per il colloquio dovrà essere pianificato prevedendo il luogo dove si svolgerà (possibilmente isolato dal resto delle attività), le azioni, le domande e predisponendo tutto ciò che occorre (moduli raccolta informazioni, orari e corsi, carta, penna…) per raccogliere i dati riguardanti la persona.

Chi gestisce l’incontro dovrà fare ricorso a tutte le sue risorse per mettere a proprio agio il candidato, cercando di creare un’atmosfera rilassata; solo in questo modo potranno emergere le qualità dell’aspirante. Molto spesso, infatti, i giudizi possono essere falsati da tensioni o resistenze che inibiscono la spontaneità del candidato. Quindi le prime domande possono riguardare le caratteristiche della persona che abbiamo davanti: gli hobby, le letture del momento, come impiega il tempo libero, qual è lo stile di vita. Si può iniziare ad approfondire gli aspetti tecnici chiedendo come è arrivato nel mondo del fitness e qual è la sua personale definizione di fitness. Si passerà poi ad analizzare le esperienze lavorative precedenti e le aspettative sui traguardi lavorativi che intende raggiungere a breve, medio e lungo termine. Difficilmente ci si aspetta una domanda di questo tipo e ci possono essere reazioni interessanti per valutare l’ambizione e l’affidabilità: chi risponde con una buona dose di fantasia, chi non si è mai posto questa domanda e chi fornisce risposte più pratiche e pertinenti.

Nell’ultima fase del colloquio

va spiegata esattamente al candidato quello che l’organizzazione sta cercando; spiegando gli strumenti operativi e le metodiche con i quali verrà gestito e organizzato il lavoro. Infine si passerà ad esporre la retribuzione ed il tipo di contratto previsto: solitamente per chi cerca lavoro l’aspetto economico è prioritario ed è probabile che qualche domanda sul compenso sia stata rivolta prima di arrivare alla fine dell’incontro. In base all’esperienza accumulata durante anni di lavoro, ho notato che chi pone immediatamente la domanda relativa al compenso perlopiù è chi è meno motivato a svolgere questo lavoro e ha poca fiducia nelle possibilità di carriera all’interno del centro.

Dal colloquio all’inserimento

Una volta congedato il candidato occorre mettere in ordine i dati e le informazioni raccolte, ripassando mentalmente le fasi dell’incontro e riportando quanto emerso in una apposita scheda dove saranno presenti anche i dati degli altri candidati e che servirà per la scelta della persona o delle persone da inserire. È bene che, prima di ricorrere ad un’assunzione, si preveda un periodo di prova del personale selezionato: questa fase deve svolgersi seguendo una procedura standard studiata e pianificata in precedenza. Solitamente ha una durata determinata a priori (dai 2 ai 4 mesi), sono previste delle sessioni di formazione e di aggiornamento e delle lezioni di tirocinio pratico (circa 30 ore sia per la sala fitness che per i corsi musicali). Al termine di ogni parte pratica si valuterà la performance prodotta insieme al candidato, verificandone la capacità di autoanalisi, di capire i propri errori e di volervi porre rimedio.

Inoltre andranno intervistati i clienti che hanno partecipato alle lezioni o alle classi degli aspiranti istruttori ascoltando i commenti e cercando di cogliere le aspettative e esigenze dei primi. Da quanto emerso in questo articolo ci si accorge che scegliere e formare del personale non è facile: avendone le possibilità economiche è più semplice rinnovare il parco attrezzature o cambiare le luci o i colori delle sale per dare al pubblico un segnale di evoluzione e rinnovamento. Peccato che questo non basti: la struttura può colpire chi entra per la prima volta in un centro (e generare incassi da nuovi abbonamenti), ma per creare clienti fedeli (uguale entrate più stabili e minori investimenti pubblicitari) ci vogliono le persone che quotidianamente erogano il servizio. Quindi buon lavoro a tutti nel creare il proprio staff di qualità.

Andrea Scala
è laureato in Scienze Motorie con specializzazione in Marketing e Managment e consulente per centri fitness, Personal Trainer

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