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abbassare la tensione

Esercizi per mandare via la tensione

La possibilità di effettuare una corretta tecnica respiratoria è collegata alla capacità di rilassamento

Esiste una forte relazione tra funzionalità del diaframma e chakra del cuore. Abbiamo visto che, secondo lo Yoga, attraverso il respiro accogliamo il prana, il soffio vitale, l’energia di cui l’aria è carica. La possibilità di effettuare una corretta tecnica respiratoria è collegata alla capacità di rilassamento, in quanto riduce le sollecitazioni ai centri nervosi superiori che agiscono proprio sul centro respiratorio.

Il DIAFRAMMA è il principale muscolo inspiratorio. Il diaframma, con la sua tipica forma a cupola, separa la cavità toracica dalle cavità addominali ed è il principale muscolo inspiratorio. Origina dallo sterno e dalle ultime coste anteriormente, mentre i pilastri diaframmatici, che sono le parti muscolari, originano dalle vertebre lombari e dalle toraciche posteriormente, il nervo frenico origina dal plesso cervicale.

È un muscolo asimmetrico, il centro frenico è ricco di tessuto connettivo e al suo corretto funzionamento è collegata la postura, un’ampia respirazione e un equilibrato rapporto tra corpo e psiche.

Il diaframma sente le emozioni

Negli articoli precedenti abbiamo compreso come lo stato psichico ed emotivo altera la dinamica del ritmo respiratorio, modificando nel tempo la struttura muscolare del diaframma stesso. L’accorciamento o l’estensione del diaframma agisce sulle parti direttamente collegate ai suoi punti di origine ed inserzione, alterando il corretto allineamento del corpo e le normali curve fisiologiche.

Il diaframma è chiamato anche muscolo “spazzino”, perché al suo interno vengono “affossate” inconsciamente le esperienze negative, contraendolo e limitandolo nella sua funzionalità, modificando di conseguenza il respiro. Sul diaframma è poggiato il cuore insieme ai polmoni, al di sotto il fegato, lo stomaco e gli organi viscerali.

IL CHAKRA DEL CUORE e l’armonia degli opposti

Il quarto chakra, o chakra del cuore, è situato nella zona dello sterno, anteriormente, e tra le scapole posteriormente. Gli organi corrispondenti sono appunto il cuore e il sistema circolatorio, i polmoni, il timo, gli arti superiori e le mani. Il chakra del cuore è in relazione all’elemento aria e racchiude la trasformazione e la guarigione di sé e degli altri.

Ci chiede consapevolezza ed equilibrio nella percezione delle relazioni e nel rapporto con l’ambiente. Scopriamo che alla base dell’amore incondizionato c’è l’accettazione di noi stessi, così come siamo, e degli altri, senza volerli cambiare.

Attraverso il quarto chakra entrano in collegamento i tre chakra inferiori (legati alla terra) con i tre superiori (legati al cielo), il corpo con la mente, la realizzazione materiale con quella spirituale; è l’armonia degli opposti, l’asse centrale del Cosmo.

Se c’è un funzionamento eccessivo di questo chakra, sul piano fisico si potranno avvertire senso di costrizione a livello del torace, difficoltà di respirazione, aritmie, tachicardia e palpitazioni, peraltro senza riscontro negli esami clinici. Dal punto di vista psicologico, l’investimento emotivo è talmente esagerato da provocare ansia: il desiderio di dare è intenso, ma non è mai completamente disinteressato. Si tende ad amare gli altri in funzione dei riconoscimenti e della gratitudine che si possono ottenere in cambio, a incolparli delle proprie sofferenze nel momento in cui le proprie aspettative non si realizzano, ad esprimere sentimenti d’odio, rancore e gelosia.

Se invece c’è un funzionamento insufficiente, a livello fisico si evidenzia un cattivo funzionamento del diaframma, insieme a problemi respiratori e cardiaci, mentre dal punto di vista psicologico si tenderà a essere dispiaciuti per se stessi, paranoici, indecisi, avere paura di lasciarsi andare o di farsi male, ci si sentirà indegni di amore e pieni di dubbi sulle proprie capacità.

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Manuela Zingone, foto di Luciano Onza

Lasciar uscire il respiro

L’aria è il respiro, il movimento, l’invisibile, e rappresenta l’essenza stessa della vita: si respira bene quando si ha il coraggio di accogliere l’energia e di affrontare il rischio di esplodere, di gridare e di ribellarsi alle limitazioni delle condizioni in cui si vive. Il funzionamento corretto dei polmoni presuppone l’umiltà di offrire se stessi al mondo e la fiducia di lasciar andare, lasciare uscire il respiro senza la paura del vuoto, della morte, della privazione, della solitudine e dell’abbandono.

Ecco dunque spiegato il profondo significato di una corretta respirazione, l’importanza di una millenaria pratica come il PRANAYAMA, l’incentivazione di una corretta funzionalità del diaframma e della sua funzionalità.

Oggi voglio suggerire un esercizio tipico delle discipline yogiche per aiutare il diaframma a cedere tensione e liberare il chakra del cuore.

Il consiglio del giorno

Seduti con la schiena ben dritta, in un ambiente calmo e rilassante, o sdraiati se preferite.

Portate le mani sulla pancia ed ascoltate attraverso di esse il movimento della pancia durante l’inspirazione, che gonfia il ventre e la espirazione che svuota l’addome.

Durante l’espirazione vi suggerisco di vocalizzare la lettera O e rendere il suono profondo, lungo, molto lungo e liberatorio.

Vocalizzare durante l’espirazione permette non solo di prendere coscienza dei diversi modi di respirare (nel prossimo articolo entreremo più nello specifico).

Le vibrazioni prodotte dalle diverse vocalizzazioni, oltre ad essere un vero e proprio bagno di energia, stimolano il riequilibrio dei chakra, armonizzandoli.

Respirate per 10/ 15 volte in questo modo, poi restate in silenzio per qualche istante ancora e godetevi i benefici di questa pratica.

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