Il business in rosa - La Palestra

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Gestione

Il business in rosa

Un centro fitness al femminile pensato da un uomo. Ecco l’esperienza di un imprenditore del fitness che ha compreso le potenzialità di questo mercato.

Da qualche anno negli Stati Uniti vanno di moda le fitness boutique, centri fitness di dimensioni ridotte altamente focalizzati su una disciplina o una categoria di clienti.
Un trend che da qualche anno è sbarcato anche nel nostro bel Paese. Hanno fatto da apri pista i tanti centri dedicati alle discipline
di natura olistica.

Poi è esplosa la moda del Crossfit che ha portato un cambiamento importante nel modo di allenarsi di tante persone dando tanti spunti di riflessione importanti per gli imprenditori del settore.
In questi casi si tratta di realtà dedicate ad una particolare disciplina.

Di natura diversa sono i centri dedicati a una categoria specifica di clientela. Tante sono le realtà, per esempio dedicate alla terza età che svolgono sicuramente un importante ruolo sociale e che permettono a tante persone di mantenersi in salute attraverso uno stile di vita più attivo. Probabilmente viste le tante iniziative nelle realtà di quartiere, specialmente a carattere aggregativo risulta difficile crearci un vero e proprio business.

Una categoria di clientela che merita invece particolare attenzione sono sicuramente le donne.

Le ultime indagini di mercato nel settore fitness le identificano come le clienti più fedeli dei centri fitness, ecco perché questa categoria di clientela si presta ad avere una realtà completamente dedicata a loro.
Esistono già format provenienti al di fuori dei nostri confini che si propongono come centri dedicati solo alle donne.

La loro offerta principalmente è costituita da piccole strutture dotate di macchinari a resistenza idraulica disposti a circuito e di uno spogliatoio. Tantissime sono le realtà che propongono esclusivamente attività di fitness precoreografato all’interno di scuole di danza o oratori, ma obiettivamente non si può costruire un business duraturo intorno a progetti simili.

La mia esperienza

Nel 2016 ho ideato un format differente da tutti quelli in commercio: LiberaMente Donna. La prima particolarità è che a idearlo sono stato io che sono un uomo, cercando di creare qualcosa che potesse rispondere a tutte le necessità di una donna. In un mercato dove la maggior parte dei titolari è di sesso maschile questa potrebbe essere una nuova opportunità, anche perché si tratta di un centro fitness vero e proprio, ma chiaramente di dimensioni ridotte.

Investimento contenuto

Partiamo da un aspetto che sicuramente sta a cuore ad ogni impreditore: l’investimento è veramente contenuto parliamo di aprire il tuo centro fitness con una cifra inferiore a 40mila euro.
Ciò che caratterizza il mio progetto è l’assenza di una sala pesi tradizionale. Se leggete questa rivista sapete benissimo quanto possa costare allestire una sala pesi efficiente e funzionale. Vista la mia esperienza decennale da istruttore di sala pesi, ho preferito allestire una piccola area a circuito, intuitiva e dal semplice utilizzo, ma al tempo stesso efficiente. Sul mercato ci sono aziende che producono attrezzature che sposano questa filosofia di lavoro.

Ambienti accoglienti

Il secondo aspetto da considerare è la cura degli ambienti che deve essere meticolosa, senza dover spendere per forza una fortuna, ma semplicemente rendendoli più accoglienti. Iniziamo con gli spogliatoi che di solito vengono trascurati mentre in un progetto di questo tipo ricoprono un ruolo fondamentale. Pulizia e possibilità di cambiarsi comodamente non devono mancare mai.

Il prezzo giusto

Passiamo all’aspetto tecnico, continuare a rivolgersi ai soliti “fissati” ha creato soltanto negli anni una guerra al ribasso, facendo perdere credibilità ad un settore che invece ricopre un ruolo fondamentale nella salute delle persone. Per questo motivo ho creato un’area per neofite, un ambiente semplice con due sole tipologie di attività di small group. In questa sala a cui ho dato un nome significativo, accogliamo ogni giorno tante donne che non sono mai entrate in una palestra tradizionale o che sono deluse da esperienze precendenti.Queste persone vengono una o due volte massimo alla settimana, vivono un’esperienza di movimento adeguata, ne sono entusiaste e ci portano automaticamente le loro amiche che sono nella stessa situazione.

Avete più o meno idea di quante persone potete raggiungere?

Le nostre lezioni hanno la lista d’attesa. Completa la mia offerta un’ultima sala dove le clienti trovano tutto quello che il fitness tradizionale offre e per questo motivo l’ho chiamata “Tutto ciò che vuoi”. Lezioni dalle 9 del mattino alle 20 la sera che spaziano dallo step coreografico, alla tonificazione, pilates, a tutto ciò che il mercato propone per le attività precoreografate.

Spazio alle mamme

Infine, una “chicca” che mi ha dato un carattere distintivo e che ha permesso a tantissime mamme, tra cui molte single, di tornare a regalarsi del tempo: uno spazio gioco, gratuito e assistito da un’operatrice, dove le clienti possono lasciare i propri bimbi per la durata dell’attività che stanno svolgendo. Pensate che impatto può avere questa strategia a livello sociale.
Rimanendo sempre sul sociale vi do un altro spunto di riflessione frutto dell’esperienza di questi tre anni.

Viviamo in una società multietnica in cui le diversità sia culturali sia religiose sono aumentate. In Italia c’è una forte presenza di musulmani. Le donne musulmane che rispettano l’uso del velo non possono toglierlo davanti ad altri uomini. Nella realtà di un centro esclusivamente femminile donne con istruttrici donne, non solo possono togliere il velo, ma possono fare attività e divertirsi senza preclusioni di sorta. è una opportunità di business interessante se si lasciano da parte i pregiudizi, oltre al fatto che in queste comunità il passaparola è immediato.

Clientela fedele

Concludo con un piccolo consiglio: instaurate un sistema di vendita relazionale degli abbonamenti. Questo vi permetterà di instaurare un rapporto duraturo con le clienti, attraverso dei feedback continui ed organizzati.

Il grande Steve Jobs ci ha lasciato il suo Think Different e se iniziassimo a pensare in Rosa?

Massimiliano Barresi

Ideatore di liberaMente donna
http://www.liberamentedonna.com/

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