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Il Futuro del Fitness: Adattarsi al Cambiamento

Gestione

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L’importanza di adattarsi ai cambiamenti sociali nel settore del fitness, evidenziando la necessità di una mission chiara centrata sulla salute.

Il Futuro del Fitness: Adattarsi al Cambiamento

Ci stiamo chiedendo da un po’ come possiamo e dobbiamo reagire ai cambiamenti della società e agli sviluppi degli eventi che ci circondano. Tutte le attività commerciali devono adeguarsi ai cambiamenti sociali: l’impoverimento del potere d’acquisto, la mancanza di prospettive future, i servizi sociali carenti, ecc.
Per fare un esempio, sanità e scuola hanno grandi difficoltà oggettive a mantenere il loro standard. La scuola non riesce a fornire sufficienti insegnanti per sostenere e educare i giovani di oggi, non hanno neanche gli strumenti e parlo di strutture e tecnologia. La sanità poi sta andando incontro a una grande crisi: pochi medici, pochi infermieri, poche strutture e così via.
Il mondo dello sport e in particolare del fitness in tutto questo come si può comportare?
Credo che occorra fare ordine e chiarezza sui punti su cui intervenire.

MISSION

Tante cose si stanno dicendo in questi giorni, sul personale, sui settori che compongono il mondo wellness, ma la prima cosa in assoluto che bisogna avere chiara è la missione che ha il fitness sul territorio.
Come è stato detto mille volte, il fitness produce benessere, wellness. Se si produce benessere si procura salute, perciò il fitness sul territorio è volente o nolente un centro di salute. La missione, perciò, di un centro è quella di fornire ai propri clienti SALUTE, in tutte le sue accezioni: prevenzione, controllo-monitoraggio, valutazione, divertimento, socializzazione, educazione.
Detto questo, occorre che tutto il personale ne abbia consapevolezza e imposti tutto il suo lavoro sulla missione del centro. Qual è l’obbiettivo del centro? Cosa fa il centro?
Sembra una cosa molto ovvia, ma non lo è per niente. Il commerciale vende la palestra come un posto dove iscrivere più gente possibile, l’istruttore controlla che i clienti non si facciano male, i servizi sono elementi per fare cassa. Se invece si ha ben chiara la missione dell’attività, allora si passa a: il commerciale promuove un posto dove si migliora il proprio stato di salute in collaborazione con gli istruttori che mettono in pratica metodi e protocolli che mirano al raggiungimento dell’obbiettivo e i servizi sono collegati al progetto. La visita medica è prevenzione, non una scocciatura, i test sono passaggi di programma ecc….
La motivazione nel personale la si raggiunge se si ha chiaro l’obbiettivo: cosa ci faccio io qua? I passaggi, perciò, si articolano su tre punti:

  1. struttura
  2. tecnologia
  3. formazione

STRUTTURA

Una volta che si è capito qual è il ruolo che ricopre il centro, occorre che la struttura sia adeguata alla sua missione. Una struttura che si propone al pubblico come un centro di benessere e salute, deve essere innanzi tutto pulitissima e disinfettata, deve avere uno studio medico adeguato e non una stanza plurifunzione, la palestra deve essere accogliente calda d’inverno e fresca d’estate e non sembrare un supermercato freddo e caotico, non deve avere barriere architettoniche di nessun genere. Ci deve essere segnaletica chiara, e rumori e musiche devono essere misurati e non devono creare malessere alla persona che sta per iniziare un percorso di salute.
Materiali e attrezzature devono essere all’altezza di ciò che si propone e indipendentemente dalle marche degli attrezzi, devono corrispondere agli obbiettivi che si prefigge il centro, la sua mission. Quindi va bene aree per il potenziamento muscolare, ma soprattutto pesi e macchine aerobiche che possano migliorare lo stato di salute e benessere delle persone, sale personal, spazi studiati per evitare troppo sovraffollamento studiando bene i flussi della clientela.
Insomma, tutto ciò che fa capire al cliente che entra che sta per frequentare un posto per stare bene.

TECNOLOGIA

Oggi non si può più evitare lo sviluppo tecnologico. La tecnologia oramai fa parte della società, anzi ne è ormai interprete principale. Tutto ciò che ci circonda è digitale, tutto ciò che facciamo sul lavoro e fuori è gestito o coadiuvato da applicazione e programmi digitali. Un centro fitness e wellness deve anch’esso attrezzato in questo senso. Dal controllo accessi, il CRM per la gestione dei clienti, ai programmi di allenamento e tests attitudinali e anche la visita medica deve prevedere un sistema di gestione di anamnesi ed esame clinico. Le case propongono oramai attrezzature tecnologicamente avanzate per qualsiasi tipo di attività. Dalle bilance impedenziometriche elettroniche alle macchine cardio e isotoniche, dai programmi che prevedono l’inserimento di dati anche psicoficici a sistemi che gestiscono più persone in gruppi di lavoro, ma la tecnologia deve sempre affiancare l’operatore!
Sarà sempre l’operatore che imposterà programmi e tests, sarà il personale del front desk che utilizzerà il controllo accessi e le sue informazioni così come il commerciale utilizzerà i programmi per informarsi sulle scelte e acquisti dei clienti.

FORMAZIONE

Arriviamo quindi al punto essenziale dello sviluppo futuro dei centri fitness. Il personale che li compone. Come dicevo all’inizio, la missione del centro deve essere sempre ben in mente in ognuno che ci lavora dentro. Se per esempio io sono al desk di ingresso e accolgo un nuovo potenziale cliente, devo sempre avere bene in mente che questa persona ha deciso di iscriversi perché sente il bisogno di fare qualche cosa per il suo stato fisico e psicofisico.
Tutto il personale, perciò, deve prepararsi ad affrontare questa nuova frontiera del benessere. Più del 30% dei giovani risulta ansioso e/o depresso, l’uso spropositato del telefonino sta portando le persone all’isolamento e alla chiusura verso gli altri. Gli anziani hanno sempre più bisogno di trovare posti da frequentare per non essere soli e al contempo aumentano problematiche metaboliche (ipertensione, obesità, cardiopatie) nella terza età e non solo.
Questa società sta portando anche ad aumentare episodi di intolleranza e maleducazione. Frequentare un centro fitness vuol dire dover rispettare regole e persone, insegna a convivere con gli altri. Nello spogliatoio, in palestra, alla reception la convivenza insegna a rispettare il vicino di armadietto, a comportarsi in modo corretto in sala attrezzi e nei corsi, a comportarsi bene in reception accettando i tempi imposti dall’organizzazione e ad accettare ciò che viene comunicato anche dal medico, senza dare in escandescenza per informazioni a loro non gradite.
Per tutto ciò occorre essere formati e preparati ad affrontare una nuova era per il mondo del wellness. Se tutto ciò avviene, il centro acquisisce valore e il personale stesso ne è consapevole, perché preparato e formato è quindi più consapevole del proprio valore. La palestra, perciò, può e deve costare di più così che tutti possono essere retribuiti meglio.
Oggi i costi di gestione sono altissimi: affitto, utenze, attrezzi e manutenzione e non ultimo il personale. Un centro per far fronte a tutto ciò ha solo 2 modi per non soccombere:

  1. tenere i prezzi bassi e riempire il più possibile
  2. aumentare il listino migliorando il servizio
    Il punto è che riempire solamente il centro porta solo a creare più disservizi e ad avere maggiori problemi di manutenzione e comunque il limite numerico resta. Il centro va verso il fallimento. Credere in ciò che si propone migliorando servizio e personale permette di incassare di più e far fronte bene all’aumento dei costi.

Fabio Swich
Ideatore di UpWell, società di servizi benessere, e pioniere del cardio-fitness
dal 1986, consulente wellness. Autore del libro “MUOVERSI OGGI”.

fswich@upwell.it


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