L'impatto del fitness sulla salute e sul sistema sanitario - La Palestra

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Dossier

L’impatto del fitness sulla salute e sul sistema sanitario

L’allenamento regolare ha ripercussioni dirette sulla salute delle persone e sull’economia del Paese.

Capita spesso che, quando qualcosa viene ripetuto molte volte, troppe volte, pur diventando un elemento sul quale si è fondamentalmente concordi, sfugga di mano il suo vero significato, sino a trasformare il concetto in un modo di dire privo di reale valore.

Purtroppo questo accade anche con il settore del fitness. Quante volte abbiamo letto che l’allenamento fa bene, che è utile per la salute, che aiuta il cosiddetto benessere psicofisico? Mi soffermerei solo questo termine “benessere psicofisico”. Se facciamo una ricerca su Google, il risultato restituisce oltre un milione di articoli che ne parlano, e di questi almeno il 90% fa riferimento al fitness, all’allenamento, all’importanza di recarsi regolarmente in palestra.

Quando un concetto diventa così ovvio da rischiare di banalizzarlo e darlo per scontato, solo i numeri possono venirci in soccorso, perché quantificano e assegnano un valore ai concetti. Cos’è alla fine questo benessere psicofisico? L’elemento più immediato cui siamo portati a pensare è il miglioramento dello stato di salute, soprattutto in termini di prevenzione.

Sino a che punto l’allenamento può avere delle ricadute sulla salute delle persone?

Proviamo a quantificarlo. Solo in Italia ogni anno si registrano circa un milione di ricoveri per malattie cardiovascolari [fonte: Ministero della Salute, Rapporto SDO, 2018.], che rappresentano, come nel resto del mondo che definiamo sviluppato, una delle prime cause di morte. Si tratta di un numero di persone pressoché pari all’intera città di Milano che, ogni anno, finisce in ospedale. Quello che magari è meno evidente è che larga parte di questi casi sono correlati ai cattivi stili di vita, sedentarietà e sovrappeso al primo posto. Se anche si riuscisse a prevenire il 30% di questi eventi attraverso la regolare pratica sportiva (verosimilmente se ne potrebbe prevenire un numero ben maggiore), significherebbe risparmiare ogni anno 6,3 miliardi di euro, sono infatti pari a 21 miliardi i costi annui che il servizio sanitario sostiene per eventi cardiovascolari [fonte: aboutpharma, 2018].

I dati diventano enormemente maggiori se si considerano tutte le condizioni di salute sulle quali l’attività fisica può agire direttamente in termini preventivi, dal cancro: 1.000 nuovi casi diagnosticati ogni giorno [fonte: Airc, 2020], al diabete e malattie metaboliche: 3,5 milioni di malati in Italia con un trend di crescita del 60% negli ultimi 20 anni [fonte: Diabetes Monitor Journal, 2021], e la lista è ovviamente lunghissima.

Una provocazione: regaliamo a tutti un abbonamento in palestra!

In altri termini, se anche lo Stato si facesse carico di regalare a ogni italiano, dai neonati agli ultra novantenni, un abbonamento annuo in palestra, alla fine riuscirebbe a risparmiare non solo diversi miliardi di euro in termini di spesa sanitaria, ma avrebbe delle ricadute straordinarie anche in termini occupazionali per l’incremento di richiesta di professionisti impegnati nel settore e per l’intero indotto che gravita attorno.

Certamente questo sarebbe uno scenario forse difficile da ipotizzare, ma c’è in ogni caso da chiedersi come mai la politica non sia mai seriamente intervenuta per fornire un incentivo concreto per le palestre e gli impianti sportivi in genere, che perfino a livello scolastico sono da sempre l’ultima ruota del carro. È verosimile credere che sia più facile sbandierare quanti posti letto si rendono disponibili negli ospedali, che evidenziare a quante persone si è evitato di occuparli. E del resto, se una piccola critica è concessa, c’è anche da dire che le persone sono più preoccupate di trovare un posto in ospedale, che fare in modo di non averne affatto bisogno!

Il periodo critico della pandemia ha evidenziato ancor di più il nervo scoperto del settore del fitness. Quello che tutti hanno imparato è quanto fosse importante evitare il collasso degli ospedali determinato dal numero degli accessi, ma anche quante patologie sono state trascurate proprio a causa della saturazione delle strutture ospedaliere. Intervenire per tramite dell’allenamento non si traduce solo in un risparmio in termini economici, non significa soltanto evitare del tutto l’insorgenza di molte patologie, ma si traduce anche in una costate minore pressione sui presidi ospedalieri, con ricadute in termini di tempistiche e qualità del servizio anche per chi, malgrado tutto, in ospedale deve recarsi.

L’allenamento, le palestre, i centri sportivi, non sono quindi solo un elemento retorico con il quale infarcire i discorsi senza mai preoccuparsi di agire, ma rappresentano elementi concreti e reali che attendono solo che qualcuno sfrutti a dovere.

Non solo benefici per il corpo, ma anche per la mente

Abbiamo aperto parlando di benessere psicofisico, non occorre quindi dimenticare i vantaggi anche sulla sfera emotiva, la riduzione dell’ansia, dello stress, l’alterazione degli stati d’umore non è meno importante. Sempre con i numeri alla mano in Italia si parla di almeno 2,8 milioni di casi critici [fonte: www.quotidianosanita.it], numeri precedenti la pandemia covid-19, che ha aggravato anche questo fronte. Tradotti in termini economici, solo per quanto riguarda le ore lavorative perse, si tratta
di un controvalore di almeno 4 miliardi di euro l’anno [fonte: notiziariochimicofarmaceutico, 2019]. Il ruolo non solo socializzante e aggregativo dei centri sportivi, ma anche le dirette interferenze con i neurotrasmettitori che modulano l’umore (serotonina, noradrenalina, dopamina) tipicamente e direttamente stimolati dall’attività fisica, lasciano intravedere un ambito preventivo sulla salute mentale delle persone, e sulla strutturazione dei tratti caratteriali e della personalità nei più giovani.
In modo che, anche in questo caso, frasi che tutti ripetiamo da sempre, come: mens sana in corpore sano, smettano di essere delle semplici citazioni, e acquisiscano un significato pragmatico e immediatamente misurabile.

Le palestre sono quindi luoghi taumaturgici capaci di risolvere ogni problema di salute, economico, e lavorativo? No, non lo sono! Non lo sono perché i dati sopra riportati non sono ascrivibili a qualcosa di trascendentale e di miracoloso, quindi nessun potere magico o taumaturgico, ma si tratta di esclusive correlazioni scientificamente dimostrate, calcoli freddi e razionali semmai largamente sottostimati per importanza.

Se poi vogliamo allontanarci da numeri di questo tipo, è forse meno importante allenarsi per soddisfare un bisogno estetico che appaga e aumenta la sicurezza in sé stessi? C’è forse qualcosa di meno nobile nel piacere legato all’attività fisica in quanto tale? L’essere umano nasce per muoversi, il movimento è correlato all’intero processo di sviluppo neurocognitivo, ad una plasticità cerebrale che permane anche in età adulta. Qual è quindi la logica di limitarne o rendere meno agevole l’accesso invece che incoraggiarlo?

La palestra non è una soluzione per tutti i problemi, tuttavia spesso è un primo passo per evitarli del tutto.

Pierluigi De Pascalis
Biologo Nutrizionista e Chinesiologo AMPA.Founder e co-owner di NonSoloFitness, professore a contratto presso l’Università degli Studi di Foggia.

pierluigi@depascalis.net

www.depascalis.net

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