Palestra in presenza o da remoto: la sintesi di una interessante indagine sull’impatto del digitale e dello smart working sulle abitudini degli sportivi può offrire ai titolari di palestre utilissimi spunti di riflessione per l’evoluzione del proprio Club.
In breve
- L’indagine di SportClubby (riportata nell’articolo del 28/04/2021) rileva che prima della pandemia il 70% frequentava la palestra 3+ volte/settimana, nel 2020 il 63% ha ridotto la frequenza e nel 2021 il 70% dichiara che tornerà in presenza mentre il 16% affiancherà corsi in sede con attività online/outdoor.
- Il 62% degli sportivi (dato 2021) vorrebbe che il proprio centro utilizzasse tecnologie adeguate per offrire servizi su misura, e il 44% auspica un modello multi-servizio legato a sport e benessere.
- Nel 2020-2021 lo sport online ha limiti segnalati: il 36% non ha spazi adeguati a casa, il 32% manca di attrezzature, il 24% è stato disturbato da familiari/animali e il 20% voleva staccare dal digitale.
- L’autore Mauro Brignoni (SmallPay) afferma di aver sviluppato dal mercato sistemi di pagamento come GymPay e segnala soluzioni citate nell’articolo (Link 2 Pay e vendite rateizzate) per agevolare acquisti e abbonamenti nel 2021.
L’anno della pandemia ha cambiato profondamente le nostre abitudini di cittadini, lavoratori e sportivi. Distanze di sicurezza, dispositivi di protezione, smart working e centri sportivi chiusi ci hanno forzatamente fatto inventare nuove routine legate al modo di socializzare, di lavorare, di fare sport. è impensabile immaginare che “magicamente” e in tempi brevi cancelleremo totalmente queste nostre nuove esperienze per tornare agli stessi comportamenti pre-pandemici.
Per “giocare d’anticipo” rispetto a quello che potrebbe essere il modo di fare sport in un prossimo futuro, pensiamo sia interessante condividere con gli operatori di settore i risultati di un’indagine realizzata da SportClubby, la principale piattaforma in Italia per prenotare corsi online o in palestra, per accedere a servizi dedicati ad ogni tipo di sport e che conta quasi 1.000 club con account attivo sul proprio Cloud.
“Nel 2021 lo sport diventerà ibrido: non solo allenamenti in palestra, ma anche corsi online e outdoor, mentre i club diventeranno vere e proprie piattaforme di servizi legati a sport e benessere”.
Come allenarsi nel 2021: i trend emergenti
Secondo i risultati dell’indagine sopra citata, prima della pandemia, la maggior parte degli sportivi intervistati (70%) frequentava il proprio centro sportivo o palestra 3 o più volte a settimana. A causa delle restrizioni introdotte, il 63% dei praticanti ha diminuito la propria frequenza di allenamento, con un impatto maggiore tra gli over 55. L’attuale situazione di emergenza sanitaria ha però aperto le porte a un modo “ibrido” di fare sport: infatti, anche se 7 italiani su 10 dichiarano che nel 2021, e con la fine della pandemia, torneranno ad allenarsi in presenza, il 16% degli intervistati ha dichiarato invece che affiancherà ai corsi in sede anche attività online e/o outdoor.
A questi si aggiunge una nuova fascia di utenti, che prevede di allenarsi soprattutto in live streaming o con lezioni registrate on demand.
A questo proposito, i corsi online potrebbero permettere ai club di espandere il proprio mercato in tutta Italia: infatti, 1 italiano su 4 dichiara che nel 2021 si allenerebbe online anche con palestre o trainer al di fuori della propria area territoriale. Per quanto riguarda le attività outdoor, invece, il 7% degli sportivi potrebbe scegliere di allenarsi all’aperto se supportato dal proprio centro fitness o dal proprio Trainer di fiducia, mentre il 3% preferisce allenarsi esclusivamente all’aperto senza pagare un’iscrizione in palestra. Infine, un probabile cambiamento futuro riguarderà gli orari in cui ci si allena: influenzati dalla crescita digitale e dell’utilizzo stabile dello smart working, il 36% degli intervistati dice che praticherà sport anche in orari “non convenzionali”. Questo potrebbe portare ad un’offerta di corsi più dilazionata durante la giornata e, di conseguenza, ad un incremento del consumo di corsi online “on-demand”.

Palestra in presenza o da remoto: il rapporto tra lo sportivo e il suo club ideale
Il rapporto con lo sport sarà sempre più influenzato dal digitale. Tra le aspettative degli sportivi che frequentano fitness club, il 62% degli intervistati vorrebbe che il proprio centro sportivo utilizzasse tecnologie adeguate per offrire servizi su misura, come corsi negli orari preferiti o promozioni basate sui propri gusti ed esigenze.
Altrettanto importante, poi, è anche l’applicazione di un modello multi-servizio, facilitato da strumenti digitali: il 44% degli sportivi, infatti, vorrebbe poter affiancare all’iscrizione in palestra anche altre opzioni legate a sport e benessere (come la visita medica, essere seguiti da un nutrizionista e/o un fisioterapista, poter praticare meditazione, yoga etc.), mentre il 21% si aspetta nel 2021 anche un’offerta integrata di strumenti per facilitare la pratica sportiva, come pagamenti digitali, assicurazioni e welfare aziendale. Infine, il 18% degli intervistati vorrebbe che il rapporto con la community di sportivi nata quest’anno su social e app dedicate venga coltivato anche in futuro sia per trovare compagni di allenamento sia per ricevere aggiornamenti costanti e stimoli sempre nuovi e sempre diversi.
I limiti dello sport on line
Lo sport online, comunque, ha numerosi limiti rispetto alla possibilità di allenarsi in presenza ed è importante per gli imprenditori averne chiara consapevolezza per riorganizzare la propria offerta. Se è vero che oltre la metà degli sportivi (52%) ha praticato sport online durante i lockdown, è anche vero che il 48% ha rinunciato a questa opzione.
Ma perché? Tra gli ostacoli principali vi è l’assenza di spazi adeguati in casa (36%), ma anche l’impossibilità di praticare esercizi di potenziamento muscolare a causa della mancanza di attrezzature adeguate (32%). Per il 24% degli sportivi intervistati, poi, la presenza di familiari o animali che interrompono la lezione è stato il motivo principale di abbandono, mentre il 20% ha rinunciato allo sport online per staccare dal pc e dal mondo digitale, dovendo già trascorrere troppo tempo su dispositivi elettronici e piattaforme di videochat per lavoro.
Inoltre, alcuni degli intervistati (14%) non hanno praticato sport online poiché non possedevano le competenze e gli strumenti tecnologici di base, mentre il 10% non ha trovato online corsi adeguati al proprio livello di abilità ed esperienza. E’ importante però notare come alcune di queste difficoltà potranno essere risolte in futuro, sia grazie alla riapertura di scuole e aziende che ridefinirà gli spazi e i tempi destinati allo sport, on-line o in presenza, sia grazie al delinearsi di un’offerta digitale sempre più in linea con le esigenze degli sportivi.
Palestra in presenza o da remoto: digitalizzazione e personalizzazione dei pagamenti
A proposito di offerta digitale completa, il rapporto futuro tra il mondo dello sport e il “digitale” non può non prendere in considerazione i sistemi di pagamento. Chi scrive questo articolo è presente sul mercato da più di otto anni e ha sviluppato, per agevolare l’acquisto di sport da parte degli utenti, diversi sistemi di pagamento sotto il marchio GymPay.
La nostra esperienza ci fornisce una statistica semplice ma ben precisa: il 60 % dei frequentatori preferisce pagare il proprio abbonamento in modo dilazionato e, di questi, 1 su 2 gradisce una personalizzazione dello stesso in base alle proprie esigenze e, possibilmente, senza interessi.
L’utilizzo della carta di credito, strumento digitale per eccellenza, permette sia l’acquisto di singoli corsi on-line sia di pagare un abbonamento in palestra con addebito mensile diretto sulla propria carta.
Lo “strano” periodo che stiamo vivendo ha modificato le nostre abitudini e la necessità odierna di mantenere la distanza di sicurezza tra le persone sta anche incrementando l’utilizzo di due sistemi in particolare: il sistema di pagamento a distanza “Link 2 Pay” e le vendite rateizzate on-line. Nel primo caso l’utente riceve, tramite SMS o mail, un link contenente tutte le informazioni del servizio e può procedere al suo acquisto collegandosi in autonomia alla pagina di pagamento; nel secondo caso la scelta avviene sul sito e-commerce dell’esercente e il cliente può acquistare il servizio preferito personalizzando il pagamento nel numero di rate a lui più consono direttamente on-line.

I due sistemi descritti, oltre ad altri sviluppati nel corso degli anni, sono fruibili in un’unica applicazione sviluppata da SmallPay (www.smallpay.it) all’interno della propria piattaforma web. Che siano pagamenti digitali one shot o che siano pagamenti rateizzati con addebito automatico su carta di credito, proposti al desk della reception oppure on-line, sicuramente agevolano la vendita di abbonamenti e fidelizzano ogni tipologia di cliente.
Mauro Brignoni
Ex atleta professionista e laureato in Scienze Motorie, ha ideato, realizzato e diretto diverse strutture sportive e centri fitness. Socio Fondatore di SmallPay, società specializzata nella realizzazione
di software di collegamento con i sistemi di pagamento digitali.
Domande e risposte
Come è cambiata la frequenza di allenamento durante la pandemia?
Secondo l’indagine di SportClubby riportata nell’articolo (28/04/2021), prima della pandemia il 70% frequentava la palestra 3+ volte a settimana; nel 2020 il 63% ha dichiarato di aver ridotto la frequenza.
Quali sono le aspettative degli sportivi verso i club nel 2021?
Nel 2021 il 62% degli intervistati vorrebbe che il proprio centro usasse tecnologie adeguate per offrire servizi su misura; il 44% auspica un modello multi-servizio legato a sport e benessere e il 21% si aspetta strumenti come pagamenti digitali, assicurazioni e welfare aziendale.
Quali limiti hanno segnalato gli utenti dello sport online?
Tra le difficoltà nel periodo 2020-2021: 36% assenza di spazi adeguati in casa, 32% mancanza di attrezzature, 24% interruzioni da familiari/animali, 20% bisogno di staccare dal digitale; 14% mancavano competenze/strumenti tecnologici e 10% non ha trovato corsi adeguati al proprio livello.
Quali preferenze emergono sulle modalità di pagamento per gli abbonamenti?
La statistica citata dall’autore indica che il 60% dei frequentatori preferisce pagare l’abbonamento in modo dilazionato e, di questi, metà gradisce una personalizzazione senza interessi; l’articolo segnala anche sistemi come Link 2 Pay e vendite rateizzate usati nel periodo.







































