Tutti in acqua!

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Gestione

Tutti in acqua!

Le potenzialità del settore acquatico, a livello di business, sono moltissime. Non esiste solo l’aquagym, ma tante nuove discipline da sperimentare

 

Oggi le proposte delle piscine si stanno differenziando sempre di più, grazie anche all’utilizzo di attrezzature un tempo pensate solo per le attività all’asciutto. In acqua, accanto a bike (sempre più sofisticate) e treadmill, compaiono trampolini per il jump, pali per l’Acquapole Gym, scale per allenare il core. Per un pubblico sempre più interessato. “È importante che i gestori dei centri che hanno spazi in acqua capiscano questa potenzialità e investano su attività che attirino chi non si è ancora avvicinato all’acqua – afferma Luca Salvatori, direttore commerciale di Aqquatix. “Grazie agli enormi benefici per l’organismo e a una serie di vantaggi fisiologici senza controindicazioni, in acqua si possono effettuare attività rivolte a un’utenza che va dagli zero ai 100 anni”.

Vertical Aquatic Style

Per diffondere questa filosofia, è nata Vertical Aquatic Style, che grazie a un mix di attrezzature e formazione educa e supporta l’offerta di attività acquatiche. “Dobbiamo lavorare tutti insieme affinché il settore cresca. Per questo ci rivolgiamo a chiunque abbia spazi acquatici, per offrire attrezzature e discipline adatte ad ogni esigenza”.

vertical aquatic style

Le proposte di Aqquatix

Nella vasta offerta Aqquatix compaiono grandi attrezzi come i treadmill e le bike (presto, grazie alla collaborazione con aziende specializzate, la BPM bike sarà dotata di un semplice e sofisticato monitoraggio per l’attività metabolica e cardiaca, il che darà modo di utilizzarla in molti ambiti tra cui la riabilitazione cardiovascolare), trampolini impilabili (Pentagon), e nuovi strumenti come Acqua Balance  (una trave per allenare parte alta del corpo e core), Water Up and Down (una sorta di scaletta che si fissa sul fondo della piscina grazie a delle ventose e su cui eseguire diversi esercizi), Float2Fitness (una base galleggiante per effettuare movimenti a circuito che in quattro metri quadrati permette di avere sei stazioni di lavoro e impieghi differenziabili nell’ambito del fitness acquatico, della riabilitazione, della muscolazione e preparazione atletica). Il tutto “venduto” insieme a protocolli di lavoro di EAA (European Acquatic Association). “Il supporto deve essere a 360 gradi – conclude Salvatori -. Solo così si può puntare all’eccellenza, garanzia di successo”.

Gli uomini preferiscono la bike

“La pole è frequentata quasi al cento per cento da donne, mentre gli uomini amano la bike”, afferma  Simona Bergadano. “La bicicletta in acqua, a differenza dello spinning, permette di lavorare molto anche sulla parte alta del corpo, braccia comprese”. Oltre agli attrezzi, prendono sempre più piede anche in acqua, come già è accaduto in palestra, i format come Agua Movida, una coreografia preimpostata che si ripete (modello Les Mills), e Acqua Beat Buster®, pensata per essere effettuata con diversi attrezzi: su una traccia musicale “fissa”, l’istruttore idea la lezione con tecniche di interval training, piramidale e molte altre, per un allenamento cardio, tonificante, bruciacalorie o estremamente divertente.

aqua pole

Il format entra in piscina

Tra le attività che riscontra maggior approvazione della clientela, c’è sicuramente l’Acqua Pole (ideata da Monica Spagnuolo e Stefania Manfredi), l’evoluzione acquatica della Pole Dance, che unisce ginnastica e danza e costituisce un allenamento completo per tutto il corpo ma anche un’attività divertente, fresca e rigenerante. “È adatta a tutti – spiega Simona Bergadano, responsabile settore acqua del centro wellness Glicini Sport di San Secondo di Pinerolo (Torino). “In acqua si utilizzano meno le coreografie, per andare a lavorare, grazie al sostegno del palo, su addominali, dorsali, parte alta del corpo. La lezione si può differenziare a seconda dell’obiettivo e del livello della classe: si comincia con alcuni minuti di riscaldamento per poi entrare nella parte centrale dell’allenamento, che prevede momenti di attività e momenti di recupero, con tempi che variano a seconda di quello che si vuole ottenere”.

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