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Allenamento al femminile: ciclizziamo il ciclo

Fitness

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L’idea di ciclizzare l’allenamento femminile con l’andamento del ciclo mestruale nasce da un’intuizione di Marco Venturi e porta a risultati confortanti.

Allenamento al femminile: ciclizziamo il ciclo

Marco Venturi, amico nonché tecnico/docente di grande esperienza, è da sempre sostenitore del come le risposte del corpo siano (logicamente) fortemente influenzate dalla situazione ormonale; e questo accade a maggior ragione nelle donne, che hanno fisiologiche fluttuazioni circamensili. Tali considerazioni possono portare ad una più che interessante applicazione pratica di “sinergia” fra attività fisica e andamenti mestruali.

Il ciclo femminile 

Il ciclo mestruale femminile è diviso in 3 fasi: fase follicolare, ovulazione, fase luteinica.
Fase follicolare: inizia con il primo giorno della mestruazione e dura in media 14 gg. A livello ipotalamico ipofisario si ha nella prima parte: aumento di GNRH e FSH. A livello ovarico si assiste al reclutamento degli ovociti che cominciano ad accrescersi. Si assiste ad un graduale e progressivo aumento di estrogeni fino al picco che precede l’ovulazione.

Ovulazione: avviene verso il 14°-16° giorno; appena prima si assiste ad un picco di produzione di estrogeni, che permette la maturazione finale del follicolo. Si ha inoltre un picco di LH.
Fase luteinica: circa dal 16° al 28° giorno. A livello ipotalamico ipofisario si assiste alla diminuzione di GNRH, di FSH e LH. A livello ovarico si assiste a formazione e persistenza del corpo luteo (che produce PG). La sua vita media è di 14 gg se non si instaura una gravidanza. Si assiste ad un progressivo aumento di PG.

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L’allenamento ‘ciclico’ 

In relazione a quanto avviene al corpo femminile, Marco Venturi ha ipotizzato per comodità 3 fasi di allenamento:
1) La prima è una fase post mestruale: inizia il giorno seguente all’ultimo giorno di mestruo, la durata è di circa 9 giorni ed è denominata di capillarizzazione, svolta con pesi leggerissimi ed alte ripetizioni.
2) La seconda fase ha una durata di circa 9 giorni ed è rappresentata da un orientamento di forza, con basse ripetizioni e lavoro esplosivo.
3) L’ultima fase si potrebbe definire pre-mestruale e mestruale. Dura ancora 9 giorni, con allenamenti cardio aerobici o cardio localizzati, in funzione dell’esigenza del caso specifico.

Casi sperimentali 

La prima parte della sperimentazione di Marco si è svolta su un campione di 10 ragazze ginoidi, tutte rigorosamente regolari con il loro ciclo e tutte rigorosamente senza l’utilizzo della pillola. L’osservazione con l’applicazione del metodo è durata 3 mesi.
Per evitare influenze esterne al puro sistema allenante non è stata toccata l’alimentazione e ad ogni ragazza partecipante allo studio è stato chiesto di mantenere lo stesso stile di vita alimentare di sempre. Come parametri di osservazione dello studio sono state prese le pliche anteriori della coscia, e la circonferenza radiale e mediana. L’osservazione è stata ripetuta mensilmente.

Risultati:
Il primo mese non ha riportato nessun significativo cambiamento.
Il secondo mese, su 8 ragazze si è riscontrata una diminuzione di ½ cm di circonferenza sia alla radiale che alla mediana.
La plicometria ha registrato una diminuzione media di 1,35 mm.
Il terzo mese c’è stato mediamente una riduzione di 1,5 cm sulla radiale e 1 cm sulla mediana. Le pliche sono diminuite dai 4 ai 6 mm.

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Dopo questo sorprendente (e inatteso) risultato (da sottolineare senza alimentazione controllata e senza integrazione), Marco ha proposto il metodo su una più ampia base di soggetti, ottenendo risultati quasi sovrapponibili; analogamente, da buon divulgatore, ha proposto e spiegato la metodica durante i corsi istruttori (dedicando una vera e propria lezione specifica su questo), con invito a provare nelle proprie palestre tale metodo per raccogliere più dati ed informazioni possibili.

Al di là dei risultati (sempre comunque positivi), gli istruttori hanno manifestato una positiva accettazione perché gli è stato dato uno strumento stimolante per andare oltre la solita routine della sala pesi, inoltre le allieve si divertono e non si annoiano perché, se vogliamo, cambiano sistema allenante con brevi intervalli di tempo.

Da notare che nelle schede che seguono non ci sono mai lo squat o gli affondi o altro di simile. Tale scelta di Marco nasce da un “imprinting” fornito da un maestro comune, il mai troppo compianto ed indimenticabile prof. Emilio They, che disse testualmente: “Un istruttore che allena con carichi intensi o fa correre una donna principiante con sovrappeso nella parte inferiore del corpo, andrebbe evirato subito!!!”. Che dire, sono passati anni ma a Marco è tornata in mente questa frase, ed è da questo presupposto che si è cominciato, come dire: “si riparte da ciò che ci rimane”.

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Passiamo alla pratica 

La prima fase deve cominciare il primo giorno dopo l’ultimo giorno di mestruazioni. Come all’inizio di una fase di preparazione generale, si crea una fase di capillarizzazione, o di adattamento ad un nuovo ciclo (mestruale) che sta per iniziare. Questa fase, come detto, ha la durata di 9 giorni. La frequenza in questi nove giorni potrebbe essere la seguente:

A questo punto inizia la seconda fase che prevede anch’essa 9 giorni di programmazione. La frequenza in questi nove giorni potrebbe essere la seguente:

Segue poi la terza fase, quella detta premestruale o mestruale, sempre della durata dei canonici 9 gg. Questa fase può avere anche un’impostazione di lavoro specializzato su zone specifiche (negli esempi si è analizzata l’applicazione su un soggetto ginoide). Comunque secondo le caratteristiche e l’indole della persona questa fase può anche avere una connotazione da classica attività aerobica da svolgere sulle macchine cardio.

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Da ribadire come questa terza fase possa anche avere una connotazione completamente aerobica con l’uso di sole macchine cardiofitness, infatti alcune donne hanno segnalato come “sgradita” l’attività con i pesi durante la fase mestruale. Volendo riassumere le fasi proposte e che fanno parte del metodo potrebbero essere.

Un’ipotetica (ma ideale) scomposizione per chi non ha problemi di frequenza allenante settimanale potrebbe essere.

Oppure, se ci troviamo di fronte a soggetti allenati ed abituati a ottime frequenze di allenamento, la scelta di programmazione potrebbe essere:

Marco Venturi ha certamente aperto una strada per cercare di dare una risposta ad una domanda e ad un bisogno che da molto attraversa il mondo del fitness, alla ricerca di allenamenti che possano rispettare la fisiologia femminile. Le osservazioni fino a qui raccolte sono senza dubbio confortanti. Presto partirà uno studio dove si andranno a misurare vari parametri per analizzare più approfonditamente gli effetti di questa strategia. In attesa di dati certi ci sembra però importante invitare tutti i tecnici a proporre questa “strategia” per verificarne le potenzialità.

Marco Venturi e Marco Neri

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