Come creare un Dream Team in palestra - La Palestra

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Gestione

Come creare un Dream Team in palestra

Non basta soddisfare il cliente, bisogna lavorare sui dipendenti. Ecco come scegliere gli “ingredienti” necessari per avere una squadra felice che ottiene grandi performance

Non mi stancherò mai di ripetere quanto sia importante riuscire a creare un team coeso e affiatato che si muove per il bene dell’azienda e quindi per il bene dell’imprenditore. Solo lavorando sul team i titolari d’impresa nel settore del benessere, possono prendersi delle meritate vacanze, lasciando in gestione l’attività, come un aereo con il pilota automatico.

Innanzitutto, cosa significa lavorare in team? Mi piace spiegarlo con l’illuminante esempio del movimento di uno stormo di uccelli.

Lo stormo, si muove funzionalmente, con lo scopo ben preciso di raggiungere l’obiettivo desiderato, la destinazione finale, la sua meta. I principi che dominano il movimento così organizzato dello stormo sono tre. Lo stormo ha sempre una:

  • Direzione = Scopo da raggiungere (meta).
  • Posizione = Ruolo di ciascun componente con compiti ben precisi.
  • Distanza interna = Che viene rispettata senza interferire con gli altri componenti per evitare scontri.

Esempio da replicare

Un’azienda funziona nello stesso identico modo. Ogni componente deve avere un suo preciso ruolo. E per ogni ruolo ci devono essere delle mansioni, scritte, non dette a voce. Purtroppo questo è un tasto dolente che in pochi riescono a mettere in atto. Un titolare si aspetta che assumendo un nuovo collaboratore, egli debba ricoprire una determinata mansione, ma poi anche tutta un’altra serie di “compiti satelliti”, (per esempio fare telefonate se c’è bisogno, assistere altri collaboratori ecc.) Per carità, tutto si può fare, non c’è niente di sbagliato in questo. Ma, la cosa fondamentale, è che deve ESSERE-DETTO-PRIMA-e-MESSO-PER-ISCRITTO tramite linee guida procedurali che in pochi creano.
I compiti che spettano ad ogni mio nuovo collaboratore vengono specificati verbalmente in fase di colloquio, in forma scritta sul regolamento quando firmano il contratto, e poi li vedono mettere in pratica durante le ore di affiancamento ad un professionsita più esperto che lavora da anni. Se poi il professionista è irrispettoso, il consiglio che do agli imprenditori che assisto, è di eliminarlo nel più breve tempo possibile in modo educato.

Ogni componente ha una posizione che deve rispettare

Un’impresa matura ha sempre al suo interno una gerarchia di figure più o meno importanti. È brutto da dire, ma è la verità pura e semplice, in ogni azienda. Un’attività ben fatta è costituita come una piramide ed è riconosciuta anche dall’interno, dai suoi componenti, come tale. Questa gerarchia di importanza non deve mai far venire meno l’umiltà dei componenti del team perché la mancanza di essa mina inesorabilmente la stabilità della squadra che sarà destinata a disgregarsi. E l’imprenditore non vuole che questo accada. Lavorare in team significa non pensare più solo al proprio lavoro in modo egoistico per la propria personale crescita o per il proprio tornaconto economico. Lavorare in squadra significa essere disposto a crescere nel gruppo, con esso, e per il gruppo. Se ciò non avviene, forse si ha a che fare con un professionista individualista che non aiuterà più di tanto nel raggiungimento degli obiettivi aziendali condivisi e non darà valore al gruppo favorendone la crescita.

Compiti precisi

Ogni componente deve pensare che ha delle responsabilità non solo nei confronti dei titolari, ma anche nei confronti degli altri colleghi. Deve favorirne la crescita e deve essere disposto al sacrificio anche non retribuito per far crescere un collega che si trova in stato di bisogno, così come qualche collega ha fatto tempo prima proprio con lui. Questa è la mentalità di tutto il team.
Da anni nei miei centri andiamo avanti così e non cambieremo mai il nostro modo di pensare perché è troppo vincente e appagante. Tutti devono sviluppare un’“intelligenza condivisa” e pensare a cosa si deve fare per raggiungere risultati in team, per un bene comune e quindi poi anche del singolo stesso. La gratificazione che deriva da risultati raggiunti in gruppo è molto più appagante della gratificazione raggiunta in solitudine. Anche perché se poi si vuole festeggiare i risultati ottenuti, con chi si festeggerebbe? Col team quando c’è la possibilità perché le cose vanno bene e c’è tempo per farlo, si può uscire a cena, organizzare momenti ludici di gruppo o team building. Questo l’ho sempre fatto per continuare a favorire la coesione del gruppo e per festeggiare il progredire dell’azienda.
I collaboratori non sono obbligati a venire, ma essendo stati abituati a ragionare in team, saranno i primi a farsi in quattro per essere presenti all’evento organizzato per loro.

Fabio Marino

Laureato in Scienze Motorie
Consulente di Centri settore Salute e Benessere
Imprenditore e titolare Centri Kinesis Sport

Bellusco – Agrate – Gessate – Monza 2020

fabio.marino@kinesisport.com

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