Fabio Swich esperto del Wellness da 45 anni - La Palestra

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Interviste

Fabio Swich esperto del Wellness da 45 anni

In questa intervista a Fabio Swich, esperto del settore wellness con più di 45 anni di esperienza, si discute del futuro del settore.

Con la ripresa del settore dopo gli anni durissimi della pandemia, diventa naturale pensare come e dove può andare il mondo del wellness. Indubbiamente il settore delle palestre e dei centri wellness ha resistito in modo stoico al periodo forse più duro mai esistito, ma viene da sé chiedersi dopo tanta fatica come può riprendersi in modo produttivo ed efficace l’attività del fitness.

L’abbiamo chiesto a uno dei più “vecchi esperti del settore” che opera da più di 40 anni senza mai avere mollato e che collabora con la redazione: Fabio Swich, diplomato ISEF, lavora da sempre nel mondo dello sport dal 1975 e non l’ha mai lasciato.

Fabio Swich. Ideatore di UpWell, società di servizi benessere, e pioniere del cardio-fitness dal 1986, consulente wellness.
Fabio Swich. Ideatore di UpWell, società di servizi benessere, e pioniere del cardio-fitness dal 1986, consulente wellness.

Fabio Swich, quale percorso hai avuto in tutti questi anni?

La strada è lunga e piena di esperienze. Ho iniziato a insegnare nuoto, essendo stato un nuotatore agonista, presso una delle più note scuole nuoto di Milano, organizzata e diretta da mia mamma, già campionessa italiana per 20 anni ai suoi tempi.

Dopo 13 anni di insegnamento, ho frequentato l’ISEF nel 1978 ed ho subito iniziato a lavorare come istruttore di palestra presso il prestigioso Club Conti (primo in Italia a creare i fitness club di livello). Da lì non ho più lasciato il mondo del fitness, rilevando un club e gestendolo per otto anni.

Sono poi passato a essere direttore sportivo in un grande Country Club e successivamente ad occuparmi di consulenze di direzione e gestione. Infine, nel ’96 ho creato il primo “service medico” per i club e centri sportivi.

Come mai questa scelta di creare un servizio così specifico?

L’idea mi è venuta osservando da tempo come avrebbe dovuto essere il fitness che proponiamo ai clienti: parliamo di attività sportiva che miri alla salute delle persone e per fare ciò il controllo medico preventivo è fondamentale. Ai tempi praticamente nessuno chiedeva un certificato medico e chi lo chiedeva si limitava a ricevere un certificato rilasciato dal loro medico, oppure i più progrediti (Club Conti) avevano il medico in sede che certificava.

Ecco che allora ho creato un’organizzazione di servizi medici per i centri fitness che potesse svolgere e al contempo approfondire lo stato di salute dei frequentatori. L’obiettivo era ed è qualificare la visita di controllo, ma anche fornire informazioni per migliorare i programmi di allenamento in palestra, avvicinare il più possibile il mondo della medicina e il mondo del fitness, orientandolo concretamente verso la prevenzione e la salute.

Fabio Swich, com’è cambiato secondo te il settore?

Innanzi tutto, sono cambiate molto le strutture. Si è passati da “scantinati”, per così dire, a veri e propri club disegnati da architetti ora esperti del campo. Sono cambiati anche gli attrezzi: si è passati dal ferro da sollevare e ai primi ergometri enormi e rumorosi, a veri e propri strumenti di design e tecnologicamente avanzati. Nel 1986 ho scoperto il cardio fitness in Germania con le prime macchine cardio che ho importato a Milano nel mio centro. Introdussi in palestra una step-machine e mi accorsi che la sera c’era la fila per usarla. Da lì abbiamo approfondito l’argomento senza più fermarci. Anche per questo, il controllo medico preventivo ha assunto un ruolo importantissimo. Durante l’attività cardiovascolare, si mette a dura prova l’organismo, perciò è fondamentale effettuare un elettrocardiogramma per conoscere lo stato di salute ed eventuali fattori di rischio.

Secondo te, nel tempo, cosa è migliorato e cosa no? O addirittura peggiorato?

Come dicevo prima, le strutture sono sicuramente migliorate così come gli attrezzi isotonici e le macchine cardio. Molto meno purtroppo la professionalità del personale e l’aspetto commerciale. Devo dire che alcune cose sono addirittura peggiorate: 40 anni fa l’asciugamano da palestra era obbligatorio, controllavamo che cambiassero le scarpe perché non entrassero con quelle usate in strada, c’era un decoro nell’abbigliamento.

Non accettavamo pantaloncini corti e larghi, vietavamo le canottiere anche per motivi igienici (la maglietta assorbe di più il sudore), gli istruttori in divisa seguivano i clienti, ma non con il solo scopo di controllare (guardia-palestra) ma con l’obiettivo di insegnare salute e sport. Il reparto commerciale e la reception indossavano una divisa e la proposta economica era consona ai servizi che erano offerti.

Oggi, purtroppo, si è scesi troppo con i prezzi (mentre i costi sono cresciuti enormemente), impoverendo tutto il settore. Si è entrati in un loop negativo, più si scende con i prezzi e meno si offrono servizi. Gli istruttori in sala sono sempre meno, receptionist e agenti commerciali hanno un solo obiettivo, quello di incassare il più possibile, dimenticando l’immagine, la comunicazione e la qualità del servizio.

Gianluca Scazzosi, Gerardo Ruberto e Fabio Swich, amici e veterani del fitness.
Da sinistra Gianluca Scazzosi, Gerardo Ruberto e Fabio Swich, amici e veterani del fitness.

Secondo te, quale può essere a questo punto la missione del settore?

Credo che i tempi siano maturi per far sì che i centri diventino centri di salute. Siamo partiti dagli scantinati, dove si sollevava il ferro, e siamo arrivati a proporre programmi personalizzati attraverso software sofisticatissimi, passando da scuole di formazione qualificate che cercano di preparare al meglio il personale tecnico.

Noi, già nel 2004 e 2005, organizzammo due congressi di medicina e fitness, coinvolgendo personaggi autorevoli della medicina, con lo scopo di avvicinare i due mondi. Ora, dopo tanti anni, durante i quali si parlava di salute senza mai cambiare, si possono creare dei veri e propri centri dove ci si occupa veramente della salute delle persone. I club possono diventare un punto di riferimento anche per le istituzioni e per i medici di base.

Ultimamente, sono molti i medici che consigliano il movimento ai propri pazienti, questo trend deve diventare strutturale e strutturato, il percorso deve essere medicina sul territorio all’interno del quale i centri sono uno dei punti essenziali di passaggio. La missione più che mai è la SALUTE.

Fabio Swich, come si può migliorare il mondo del fitness?

Uno dei problemi più evidenti ancora oggi è la professionalità del personale e, di conseguenza, la percezione del servizio che si ripercuote sul listino.

È necessario elevare il livello attraverso scuole di formazione e/o consulenti formatori che partano dai titolari fino ad arrivare agli insegnanti, commercianti e receptionist. Se si chiede a un pubblico eterogeneo di lavoratori del fitness cosa è più importante tra attrezzature, arredo, struttura e/o personale, comunicazione, marketing, tutti indicheranno quest’ultimo binomio.

Eppure, i maggiori investimenti sono sempre fatti sugli attrezzi, sulla struttura del centro e sull’arredo. In realtà, come detto, investire sulla formazione del personale del centro è ciò che permette poi di migliorare la qualità del centro e, successivamente, di modificare il listino verso l’alto. Successivamente, il secondo step sarà creare nuovi servizi orientati sempre più verso la salute e il benessere: visite di controllo, dietologia, test di vario genere, lezioni di personal e corsi mirati. Tutto, però, rivolto alla salute e al benessere del cliente con professionisti del settore.

In questo progetto di sviluppo, quale rapporto c’è tra attrezzi e tecnologia?

Gli attrezzi, intesi come macchine isotoniche e cardio, hanno come sempre un ruolo importante come strumenti per raggiungere gli obiettivi prefissati, così come la tecnologia che marcia di pari passo. Software sofisticati, apparecchi elettromedicali evoluti, macchine isotoniche con camme sempre più precise e macchine cardio che si avvicinano sempre di più ai movimenti naturali del corpo umano sono strumenti utilissimi per sviluppare i programmi di allenamento e per aiutare la parte medica, oltre che indirizzare i clienti verso attività sempre più salutari.

Ciò che è importante è che non si pensi che tutta questa tecnologia possa sostituire la conoscenza dei tecnici istruttori. Saranno sempre i professionisti a dare le giuste indicazioni e a studiare programmi mirati. Così come i software gestionali che sono fondamentali per la gestione di un centro, ma saranno sempre gli operatori a utilizzarli al meglio con scopi di controllo, marketing e commerciale.

Grazie Fabio Swich per questi chiarimenti e consigli e buon lavoro!

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