Come fidelizzare il pubblco femminile in palestra - La Palestra

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Gestione

Donne in palestra

Che cosa cerca una donna quando si iscrive e che cosa la fa… scappare

“Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere” ed è proprio vero e questa differenza si evidenzia anche nel mondo del fitness e delle palestre. Mi capita spesso che titolari di palestra mi chiedano: «Katia, tu che sei esperta di allenamento e palestre al femminile, come faccio a portare le donne in sala da me? Ho solo maschi!». Nella realtà italiana, la maggior parte dei titolari di palestra sono uomini. Vuoi per uno spirito imprenditoriale più accentuato, per maggior propensione al rischio d’impresa o per motivazioni di tipo “socio-culturale”, sta di fatto che la maggior parte di chi apre una propria attività nel settore del fitness è di genere maschile.

Non solo uomini

Ci sono senz’altro alcune eccezioni (per fortuna), io con i miei centri di Personal Training “Linea Lazy” ne sono la dimostrazione pratica, ma diciamo che la stragrande maggioranza dell’imprenditoria del nostro settore vede l’uomo come titolare. Nessun problema dal punto di vista della gestione, ma spesso mi ritrovo a notare che diversi elementi fondamentali per le donne non sono, purtroppo, rispettati e considerati in molte palestre. La stragrande maggioranza delle donne va in palestra per motivi e finalità completamente diverse da quelle dell’uomo, ricerca un ambiente che abbia parametri e piccole accortezze in più, e spesso si “accontenta” di quel che trova solo perché nella sua zona non esiste nulla che faccia al caso suo, o che sia cucito su misura per lei.

Ricerca continua

Il problema è che, se la donna non è poi soddisfatta, non rinnoverà l’abbonamento e cambierà continuamente, cercando disperata la location perfetta che soddisfi le sue esigenze. Se siete titolari di palestra, e provate per un attimo a ragionare come una donna, mettervi nei suoi panni e capirete davvero che cosa va cercando, allora farete “bingo” e avrete la palestra piena di donne entusiaste che non vedono l’ora di allenarsi da voi.

Dalla mia esperienza, essendo donna, il compito di “impersonificare la cliente” mi è risultato piuttosto semplice, ed è per questo che sono nati i centri Linea Lazy, ma sono sicura che con un piccolo sforzo ce la potete fare anche voi.

3 consigli

Eccovi di seguiti 3 elementi di base da considerare che potete migliorare sin da subito.

1) Alla donna piace allenarsi in ambienti confortevoli e profumati: sembra una banalità, perché si dà sempre molto valore alla competenza, alla qualità degli esercizi, ai macchinari, ma la donna, a differenza di molti uomini, la prima cosa che fa quando entra in palestra è annusare, osservare, e se sente puzza o odori di vecchio, muffa, sudore, già parte con l’entusiasmo sotto i piedi. Se poi sale sul tapis roulant e lo trova pieno di macchie di sudore del tipo “super figo” che aveva corso un’ora prima di lei, o se si sdraia a terra sul tappetino e vede volare i “gatti di polvere”, allora state sicuri che in meno di 3 secondi, alzerà i tacchi e se ne andrà a cambiarsi.

Cercate quindi di fare attenzione all’ambiente e aumentate il livello di igiene e pulizia (che tra l’altro non credo dispiaccia a nessun cliente, uomo o donna che sia). Cercate di areare le stanze, usare deumidificatori e profumatori per ambienti validi. Piccole accortezze per creino un ambiente confortevole. Le stesse accortezze, moltiplicate al quadrato, dovrete poi averle anche negli spogliatoi e nei bagni, dove il grado di attenzione della cliente sarà raddoppiato.

2) La donna si vergogna e ha paura di essere derisa: la donna, a meno che non sia un’assidua frequentatrice, solitamente si vergogna. Specie se è alla sua prima esperienza, o se deve dimagrire di parecchi chili, o se non conosce bene gli esercizi, o anche semplicemente se quel giorno si è svegliata con la luna storta o con i capelli che non le stanno bene. L’uomo solitamente se ne frega, la donna no. Figuriamoci se impacciata deve allenarsi in una sala in cui gli uomini le si piazzano davanti ad osservarla e spesso deriderla. Tempo di far scadere l’ abbonamento e poi non la rivedrete più.

Cercate quindi di creare uno spazio “protetto” in palestra, dove la donna che è alle sue prime esperienze in ambito fitness, può fare la sua scheda. Potreste pensare, ad esempio, a una zona in cui posizionare attrezzi tipici per le donne, come la Leg Curl, la Abductor ecc. integrando con tutta una serie di attrezzi a corpo libero tipici dell’allenamento femminile come elastici o Fitball. A volte bastano poche accortezze e attenzioni per far sentire la donna più a suo agio e quindi per fidelizzarla.

3) La donna si annoia: è risaputo, mentre l’uomo pur di raggiungere un risultato è capace di ripetere all’infinito lo stesso esercizio, aumentando e variando carico e ripetizioni, la donna dopo due/tre volte che ripete la stessa scheda si annoia. Se si annoia poi molto probabilmente o smetterà di frequentare la vostra palestra, oppure inizierà a fare di testa sua. E facendo di testa sua, spesso non otterrà i risultati che spera, oppure si farà male. E anche qui la conseguenza diretta sarà che smetterà di venire da voi e non rinnoverà l’abbonamento.

Per evitare questa catastrofe, servono davvero poche accortezze. Basta inserire nella scheda “classica” qualche esercizio a corpo libero o con piccoli attrezzi come elastici, palle, ring, fitball (che alla donna piacciono tanto). In questo modo non farà solo “macchine e pesi” e il suo allenamento diventerà quindi più “colorato” e divertente. Altra cosa da fare è creare già dalla prima lezione almeno 3 allenamenti da fare a rotazione, in modo che ogni giorno della settimana sia diverso. Ultima e importante accortezza è di ricordarsi di cambiare anche solo parzialmente la scheda che sta facendo. In questo modo sarà sempre motivata e stimolata a continuare. Questi sono solo 3 dei tanti elementi che differenziano il modo di vivere la palestra di noi donne rispetto agli uomini.

Katia Vaccari

Personal Trainer e specializzata in postura ideatrice metodo Linea Lazy

Titolare centri Linea Lazy

Titolare licensing Linea Lazy

katiavaccari.pt@gmail.com

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