Imparare a nutrirsi in palestra

E se, andando in palestra, ci fosse la possibilità non solo di praticare attività sportiva, ma anche di parlare con il nutrizionista? Se si rivolgesse questa domanda agli appassionati di sport, frequentatori delle palestre, la risposta sarebbe certamente un “perché no?”

Pensare a degli incontri con il nutrizionista, in giorni dedicati della settimana, potrebbe essere un incentivo per chiunque desideri avere un vero e proprio appuntamento con il benessere e la salute.

Dove svolgere gli incontri?
La privacy deve essere garantita ed è necessario allestire un angolo che abbia almeno una bilancia professionale e una gradevolezza generale. Sarà cura del gestore della palestra individuare lo spazio adatto per gli appuntamenti e anche degli orari dedicati nei giorni della settimana.

In che modo strutturare la collaborazione?
L’ideale sarebbe trovare uno o più nutrizionisti disponibili a valutare, subito dopo le iscrizioni e prima dell’inizio delle lezioni, le condizioni dei soggetti interessati.

Sarebbe utile organizzare diversi incontri col nutrizionista:
• Il primo appena iscritti, in palestra.
• Il secondo dopo un mese, per valutare l’attività svolta e in base a quella pensare a una dieta ideale, da effettuare sempre in palestra (non obbligatoriamente).
• Gli altri a seconda delle volontà/necessità degli sportivi, anche presso lo studio del nutrizionista.

Si potrebbe, dunque, stabilire assieme al nutrizionista un duplice piano per indicare non solo quali esercizi fisici effettuare, ma anche che cosa mangiare prima delle attività, dopo e più in generale durante la settimana. Inoltre, il nutrizionista sarebbe la figura più adatta a indicare l’assunzione di eventuali integratori alimentari multivitaminici, proteici o multi-minerali, per migliorare le prestazioni sportive e aiutare ad aumentare la massa muscolare. I costi? Una buona prassi sarebbe quella di studiare delle particolari convenzioni: la prima consulenza gratuita, il cui costo è incluso nel prezzo di iscrizione – che potrebbe dunque essere rivisto, considerando questo servizio aggiuntivo.
La seconda, dopo un mese, con una piccola spesa aggiuntiva per ottenere una dieta definita. Si potrebbe pensare a una cifra ridotta rispetto ai costi di mercato per una dieta (oltre la mensilità – solo per una volta), con una commissione trattenuta dalla palestra sul costo del nutrizionista.
La terza consulenza, il cui costo sarà a discrezione del nutrizionista, che potrà stabilire l’incontro con lo sportivo anche presso il suo studio, con una commissione trattenuta dalla palestra (promotore del nutrizionista stesso).
Ovviamente, la decisione spetterà al gestore del centro sportivo e al nutrizionista, di comune accordo.

L’importanza di farsi seguire da un nutrizionista
La presenza di un nutrizionista in palestra può, dunque, aiutare chiunque a trovare la giusta motivazione, offrendo incoraggiamento e sostegno. Grazie a una dieta personalizzata, infatti, risulterebbe più facile il raggiungimento degli obiettivi. Il nutrizionista consentirebbe di sfatare i falsi miti sull’alimentazione dello sportivo, come quello di prediligere le proteine, a discapito degli altri nutrienti, ricordando che bisogna, invece, mangiare un po’ di tutto, bilanciando e dando spazio ad alimenti freschi. In particolare, una figura esperta guiderebbe lo sportivo verso alimenti sani, come i cerali (riso, avena, farro, orzo e miglio), utili a rafforzare la muscolatura, ma anche i legumi, ricchi di fibre, i carboidrati e i sali minerali, necessari per l’equilibrio idrosalino.
Inoltre, assieme a una guida, come il personal trainer, potrebbe consigliare il tempo da dedicare alla palestra, da 150 minuti a 250 minuti a settimana, a seconda dei bisogni e delle condizioni.

Come fare a capire quali sono le richieste dei clienti?
Per rispondere al meglio alle richieste dei clienti e capire quali sono le necessità comuni, si potrebbe chiedere di rispondere a un breve questionario, per avere un’idea di quale potrebbe essere il rapporto con il nutrizionista.

Tra le possibili domande e voci da compilare:
età
peso
abitudini alimentari – la descrizione della colazione-tipo e delle principali abitudini
attività sportive praticate e che si desidera praticare (mettendo nella lista le attività previste dalla palestra, da segnare a mo’ di risposta multipla)
punti deboli – secondo lo sportivo (fianchi larghi, grasso addominale, gambe gonfie, mancanza di tonicità e di muscolatura).

In questo modo, avendo chiaro il quadro delle esigenze, si potrebbe pensare anche di dedicare alcune ore a lezioni di educazione alimentare, spesso sottovalutate, ma utilissime per comprendere meglio l’importanza che le abitudini a tavola hanno per la forma fisica e per la salute.

A cura di www.pazienti.it


Integrare la visita dal nutrizionista con la BIA
La Bioimpedenziometria (BIA) è un esame di tipo bioelettrico, a basso costo, non invasivo e indolore, affidabile e ripetibile, utile per conoscere la composizione corporea di un soggetto e per valutare lo stato nutrizionale. L’analisi corporea (BIA) rappresenta un ottimo punto di partenza per chiunque si avvicini all’attività fisica o per chi già è attivo. Rende consapevole il cliente della differenza tra peso generico espresso in Kg e la reale composizione corporea (acqua, massa muscolare, massa ossea, massa grassa ecc.). Ci permette di ottenere velocemente i numeri di partenza, e ci consente di stabilire gli obiettivi e il percorso di allenamento da intraprendere, che può essere diverso per un mal di schiena, un recupero del peso forma, una tonificazione o per migliorare la performance sportiva. Inoltre ci consente di monitorare i risultati nel tempo per coglierne i miglioramenti o modificare le strategie.
eBiody è un analizzatore professionale della composizione corporea di ultima generazione che racchiude tutta la bibliografia scientifica sulla Bioimpedenziometria dagli Anni 40 a oggi. È leggero, portatile, è connesso, il suo software Biodymanager è in cloud, estremamente comprensibile, accessibile da qualsiasi dispositivo.
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Composizione corporea: perché è importante conoscerla?

InBody è l’analizzatore di composizione corporea che permette di effettuare una misurazione segmentale e multi frequenziale, misurando il soggetto in posizione eretta in meno di un minuto. Grazie alla sua tecnologia all’avanguardia e unica permette di monitorare i cambiamenti della composizione corporea nel migliore dei modi.

Perché è importante conoscere la composizione corporea?
Si pensa che per iniziare un percorso nutrizionale o di allenamento basti conoscere unicamente il peso e l’altezza. Non è così. L’analisi della composizione corporea è una condizione fondamentale per elaborare un piano dietetico e di allenamento personalizzato e aggiornarlo in corso d’opera. Il peso corporeo, infatti, è l’insieme di singoli componenti dell’organismo: massa grassa, formata principalmente da grasso sottocutaneo e viscerale e massa magra, costituita soprattutto da muscoli e acqua intra ed extracellulare.
Questi dati non sono misurabili tramite una bilancia.
Grazie alla bioimpedenziometria InBody è possibile scoprire come sono distribuiti questi tessuti nei vari segmenti corporei ed essere in grado di valutare se durante il proprio percorso è stato aggiunto muscolo, senza aumentare la massa grassa, o perso peso evitando di perdere i muscoli.
In conclusione, attraverso l’analisi della composizione corporea è possibile ottenere parametri quantitativi e qualitativi in merito al proprio stato fisico.
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Come gestire la collaborazione con il nutrizionista?
L’orientamento dei centri sportivi è sempre più focalizzato al benessere psico-fisico del tesserato e per arrivare a tale obbiettivo concorrono varie competenze. Notiamo infatti sempre più frequentemente la presenza del dietologo o del nutrizionista all’interno di un centro. Ma come dev’essere gestita la collaborazione con queste figure professionali? Possono essere contemplate più forme di regolarizzazione, l’importante però è tenere separati i servizi sportivi offerti dal centro, dalle prestazioni professionali del Dietologo o del Nutrizionista. Ricordiamo che nel primo caso si tratta di un medico dotato di responsabilità cliniche che permettono di fare diagnosi di patologie, prescrivere farmaci e diete, mentre nel secondo caso si fa riferimento ad una figura in grado di valutare i bisogni nutritivi ed energetici delle persone, può prescrivere autonomamente le opportune diete, ma non può prescrivere farmaci. Tuttavia, indipendentemente dalla figura professionale, è consigliato redigere un contratto che stabilisca l’uso degli spazi preposti per le visite all’interno del centro, definendo le stanze e i giorni di utilizzo da parte del professionista, e il tipo di rapporto economico con la struttura ospitante (es. centro sportivo) che può essere a importo fisso o variabile. Tale contratto dev’essere registrato con tassazione fissa all’Agenzia delle Entrate o in alternativa dev’essere condiviso tra le parti, attraverso una comunicazione tracciata e certificata, come la PEC. In qualunque caso, le ricevute per servizi professionali devono sempre essere emesse direttamente dal professionista.
Luca Mattonai, tributarista e legale rappresentante dello Studio Mattonai di Bientina (PI)

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