Accessi contingentati quali attività inserire in palestra - La Palestra

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Gestione

Accessi contingentati quali attività inserire in palestra

È il periodo cruciale per le palestre, ancor di più dopo il lungo periodo di chiusura, quali novità e attività scegliere per riportare le persone in palestra?

Inutile fermarsi troppo a pensare è il momento della ripartenza, sopratutto per quei centri fitness che non hanno l’area estiva e quindi non hanno potuto sfruttare spazi importanti come la piscina in estate. Senza dubbio bisognerà fare i conti con alcune condizioni che la chiusura obbligata delle palestre ha portato: l’allontanamento fisico delle persone dal centro fitness che è anche luogo di socialità, l’introduzione dei servizi online che hanno permesso alle persone di rimanere almeno un poco in contatto con il proprio centro, le difficoltà economiche alle quali molti centri sono andati incontro a causa di spese fisse che hanno continuato a persistere anche durante l’inattività. Il tutto aggravato da incassi praticamente nulli. Certamente la situazione non è delle migliori ma vediamo alcune possibili soluzioni a questi problemi.

Riportare le persone in palestra attraverso novità concrete

La situazione che si è venuta a creare ha portato molte persone ad abituarsi a fare attività all’aperto, online, seguendo video, in casa propria e, in sintesi, allontanando fisicamente l’utente dal centro fitness. Inoltre la situazione pandemica che ha portato alla chiusura prolungata delle palestre ha anche creato una condizione psicologica particolare nelle persone, che cercano di tenersi lontane dagli assembramenti.
Con questo panorama è necessario fare leva su attività che riportino le persone in palestra, sfruttando sempre le tendenze del momento, ma soprattutto diversificando e ampliando la scelta dei servizi erogati dal centro sportivo. Quindi oltre a riproporre le attività ormai consolidate, inserire nuove attività che possano incuriosire l’utente e portarlo a provare nuovi servizi è sicuramente una strada percorribile. Ma in concreto, quali attività inserire? La risposta sintetica è questa: tutte quelle attività ancora non prese in considerazione, oppure considerate solo collaterali, spesso per motivi non fondati o sulla base di preconcetti, ma che potranno avere un certo livello di attrazione su vecchi e nuovi frequentatori. Il servizio di personal trainer, ad esempio, potrebbe essere inserito nell’abbonamento puntando a innalzare la percezione qualitativa del centro fitness inglobando e così promuovendo sotto un’ottica differente questo servizio. Oppure è possibile trovare nuovi corsi e nuove attività che possono adattarsi facilmente anche restrizioni più o meno rigide, che offrano facilità di sanificazione degli attrezzi e possibilità di erogare il servizio anche online.

Scegliere attività compatibili con i servizi online

La scelta delle nuove discipline può anche essere influenzata dalla possibilità, in caso di nuove chiusure o forti limitazioni di accesso, di poter mantenere una continuità del servizio attraverso gli allenamenti online. Infatti una delle possibili resistenze ed obiezioni che l’utenza potrebbe porre, e quindi anche una discriminante nella scelta di un centro fitness rispetto ad un suo concorrente, può essere la possibilità di continuare a fruire del servizio in qualsiasi circostanza. Meglio orientarsi quindi verso quelle novità che permettono agli iscritti, se necessario, di allenarsi nel modo più simile possibile anche al di fuori delle mura del cento fitness.
Fra queste attività possono rientrare quelle outdoor e quelle riproducibili anche online, quindi prevalentemente a corpo libero o con attrezzi facilmente acquistabili, a prezzi contenuti, e utilizzabili anche da casa, che occupano poco spazio e che permettono di svolgere corsi interi o, meglio ancora, lavori anche differenti. Attività con l’utilizzo di piccoli manubri o similari, elastici, step, fitball/gymball, foam roller ecc. rientrano fra quelle che il cliente può continuare a frequentare anche in caso di chiusura obbligata del centro fitness.
Ad oggi sul mercato esistono tanti format di allenamento che hanno queste caratteristiche e, facendo una ricerca, sicuramente si potrà trovare una o più attività su cui puntare.
Alcune offrono anche dei vantaggi ulteriori che, seppur non centrali, restano pur sempre dei vantaggi: ad esempio la rivendita dell’attrezzo necessario all’attività. È un elemento da non sottovalutare in quanto rappresenta una azione commerciale che l’associazione sportiva può fare seguendo le indicazioni del proprio commercialista.

Individuare attività di ridotto investimento ma elevata resa

Ultima discriminante nella scelta della nuova attività da inserire, non certo per importanza, è il costo nel breve periodo. L’investimento per rendere il centro fitness capace di erogare al meglio il nuovo servizio/corso/attività. Questi costi, in sintesi, ricadono solitamente sotto tre voci: formazione istruttori, attrezzature ed eventuali fee mensili o annuali. La formazione dello staff tecnico è una voce fondamentale per erogare il servizio, che non può apparire come una sorta di fai da te. L’istruttore dovrà apprendere indicazioni sulla conduzione del corso e i relativi elementi tecnici, i benefici che può apportare alle persone, le modalità comunicative da padroneggiare.
Il tutto deve permettere una erogazione del servizio di qualità elevata, percepita come tale da chi frequenta il corso. Parlando di prezzi, solitamente è una voce sulla quale l’investimento può essere molto variabile andando da un minimo di 200€ per salire a seconda del corso.


La seconda voce di spesa: le attrezzature, in caso di corso a corpo libero è logicamente pari a zero, ma in caso di scelta di attività che richiede l’uso di attrezzi sarebbe meglio, per i motivi sopra detti, che ricada su prezzi che non vadano oltre i 50€/60€ ad attrezzo, in modo da non provocare un esborso economico elevato da parte del centro, ma soprattutto che possa essere anche acquistato dall’utente finale per seguire le lezioni in ambiente domestico.
Sicuramente gli attrezzi già citati hanno queste caratteristiche e permettono al centro un rientro rapido dell’investimento. Ad esempio una palla ginnica (gymball o fitball) per i corsi, non andrà mai a costare oltre questa cifra (in media 25€ se di produzione italiana), così come pesetti e altro.
Infine occorre considerare la fee (ossia il canone per l’uso del marchio e del metodo), che si accompagna all’erogazione di servizi accessori per lo staff e la possibilità per il centro di utilizzare legalmente il marchio a scopo pubblicitario. Solitamente i corsi prevedono il pagamento di una fee, ma vi sono anche attività che non la richiedono e in sua vece è sufficiente l’acquisto di attrezzature certificate. Sta quindi alla scelta del gestore indirizzarsi verso quelle attività che seguono questa linea guida appena esposta.
Occorre ripartire nel modo giusto, diversificando e stimolando le persone a riprendere le attività senza se e senza ma, rendendole consapevoli dei benefici che l’attività fisica procura, con anche la percezione che lo staff qualificato sarà sempre vicino a chi desidera allenarsi, anche in caso di chiusure.

Davide Zanichelli
Dottore in Scienze Motorie, Docente NonSoloFitness, Socio Amm. della Fit Up Solution srls, Provider NASM e co-ideatore del progetto Allenati Online.
www.fit-up-solution.com

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