Riorganizzare attrezzi e spazi in palestra - La Palestra

Scarica gratis il numero 100

Gestione

Riorganizzare attrezzi e spazi in palestra

Palestre e centri sportivi sono finalmente riaperti, come gestire al meglio spazi e attrezzature.

Da ormai qualche mese le porte dei centri fitness sono riaperte e si sta cercando di ritornare ad una normalità che tutti sappiamo essere un processo di medio periodo e non immediato. Anche per il cuore dei centri fitness, ovvero le sale aerobiche, le sale attrezzate con macchinari isotonici oppure cardiovascolari, aree per l’allenamento funzionale ecc., occorre capire come mantenere, movimentare e gestire le attrezzature prima di poterle riposizionare, e come sfruttare tutti gli spazi disponibili. Probabilmente nel periodo pre covid avevamo un po’ esagerato con posizionamento di attrezzature troppo vicine, quasi al limite della loro funzionalità, utilizzando ogni centimetro quadrato delle sale, alcune volte posizionando addirittura i tapisroulant con il rullo posteriore a soli 20 cm dal muro, tutto questo per poter far accedere il numero più elevato di persone possibili. Quando poi i clienti si lamentavano una delle risposte più gettonate era: “si sa che gli spazi costano”.

Modificare le distanze o cambiare strategia?

Dopo le prime aperture tutti sono stati costretti a distanziare di almeno due metri ogni attrezzo e ciascuna postazione di lavoro, per garantire il giusto distanziamento tra gli utenti. In un secondo momento sembrava che con barrire o pannellature tipo plexiglass si potessero avvicinare le attrezzature, soprattutto quelle cardiovascolari. Ora che dobbiamo tornare ad una normalità, cosa occorre fare? Dopo aver fatto accapponare la pelle a tutti gli architetti del settore per le disposizioni più folcloristiche di attrezzi, accessori e quant’altro la vera domanda è: “Riportiamo tutto come prima, oppure cerchiamo nuove soluzioni più fisiologiche e sensate pensando ai nuovi clienti che entrano nel nostro centro fitness?”

Se la manutenzione non basta, occorre valutare un aggiornamento del parco macchine

Sappiamo che qualche attrezzo che avevamo in sala era obsoleto, oppure poco o per nulla usato a causa delle sue caratteristiche, ma visto che c’era non lo si eliminava. Molte volte più per la difficoltà logistica che altro. Quasi tutti questi attrezzi sono stati i primi ad essere accantonati quando è stato richiesto il distanziamento, e questo è stato un bene, non facciamo l’errore di riportarli in sala, piuttosto regalateli a qualche società sportiva di zona, a qualche cliente, ma non riportatele in palestra. Sento di continuo la parola ripartenza, nuove strategie, nuovo modo di approccio al fitness, nuove figure professionali, capisco che nel periodo che stiamo vivendo dire anche nuove attrezzature non è facile, ma almeno le attrezzature che hanno già compiuto i 30 anni e sappiamo non essere più funzionali valutiamo se riposizionarle. Molte di queste le vedo con impugnature rotte, con mezzo display che non si legge, con imbottiture che sembrano rosicchiate da roditori, insomma ammesso e non concesso che si possano ripristinare, il gioco ne vale la candela? Mi capita di fare preventivi su attrezzi che farebbero un figurone in un museo del Fitness ma non nelle palestre moderne.

Sicuramente ridisegnare gli spazi può dare anche una percezione di cambiamento e in parte di rinnovamento introducendo anche solo accessori da qualche centinaio di euro, quindi sfruttiamo questo cambiamento indotto, cambiando un po’ la “fisionomia” del club, rispettando ovviamente le normative in vigore e facendo passare il concetto del cambiamento come un lavoro per migliorare il servizio dei clienti e non solo come obbligo ministeriale.

Dalla giusta collocazione alla buona comunicazione, efficienza a 360 gradi

Spesso sento dire dai club manager ai propri clienti: “Eh siamo stati obbligati a spostare da qui a lì”, oppure: “L’abbiamo eliminata perché non potevamo usarla”, non sarebbe meglio dire: “Quell’attrezzo lo abbiamo riposizionato lì perché diventa più funzionale, e abbiamo tolto l’attrezzo per dare più spazio in attesa di…”.

L’importante è fare le cose fatte bene e in particolare mi riferisco al cablaggio di nuove linee elettriche se dovete o avete spostato il cardio, non fatelo con prolunghe volanti, ciabatte, deviatori di dubbia provenienza ecc. Se spostate le isotoniche assicuratevi che siano posizionate correttamente non che traballino o addirittura possano spostarsi o ribaltarsi perché non vincolate.

Prendetevi un po’ di tempo e andate a sbirciare qualche altra palestra che non sia la vostra, magari prendete spunto da qualche lavoro fatto bene e non sempre improvvisato, ormai le palestre stanno diventando sempre di più aziende vere e proprie, di conseguenza bisogna adattarsi al mercato, alla concorrenza, ma soprattutto alle nuove esigenze dei clienti.

Glauco Grassi
Fondatore di Fullsport. Creatore nel 1999 di una delle prime reti di assistenza tecnica dello Spinning®. Formatore e consulente Tecnico (I.S.E.F. statale di Milano) con l’abilitazione dei principali marchi del fitness mondiale.

glauco@fullsport.it

Iscriviti alla newsletter