I numeri del Fitness in Italia (parte 1)

In esclusiva su “La Palestra” pubblichia-mo i risultati dell’unico sondaggio fatto in Italia sulle palestre, che ha visto la collaborazione di Egeria e il Politecnico di Milano. Dati che aiutano a capire quanto è stato fatto finora e quanto è ancora da fare nel nostro settore

Incontriamo Paolo Menconi “l’uomo dei numeri di Getfit” e CEO di Egeria, società che con il Politecnico di Milano ha condotto in Italia un’importante ricerca di mercato nel settore fitness.

Lei ha una grande esperienza in diversi settori, dal marketing, a quello commerciale, ha pubblicato anche un libro sulla gestione delle trattative e si occupa tutti i giorni di numeri nel settore fitness.

Ci può parlare di questa importante ricerca di mercato che ha coordinato con il Politecnico di Milano. Conosco il settore fitness da anni, in modo molto concreto da quando ho fatto il direttore generale di alcuni centri prima di entrare in Getfit e poi anche di contribuire alla nascita di Egeria, una società che si occupa di analytics: in sostanza, di numeri.
Ritengo il fitness un settore entrato in una fase nuova, con molta concorrenza ma con grandi spazi di sviluppo per chi lavorerà con le giuste competenze. Inoltre vedo in questo lavoro anche un’importante componente morale: è un settore che contribuisce a far star bene le persone e quindi il mio desiderio è, per quanto posso, di contribuire al suo sviluppo.
Ma veniamo a questa prima ricerca che EGERIA ha condotto insieme al Politecnico di Milano: per meglio comprendere la situazione nel nostro Paese abbiamo realizzato un questionario che è stato inviato a centinaia di club in tutta Italia. Devo dire che era un questionario lungo (57 domande) e, nonostante il tempo necessario a rispondere (tempo medio 14/15 minuti), abbiamo ricevuto oltre il 12% di risposte. In molti ci hanno risposto, utilizzando questo utilissimo strumento per contribuire in modo attivo a una maggiore conoscenza del settore.

Un dato “strano” è che oltre la metà degli intervistati, il 56,76%, non realizza questionari per comprendere la soddisfazione dei propri clienti.

Fare domande ai clienti di un club con un questionario ben fatto, è una risorsa incredibile di informazioni importanti. È uno strumento prezioso che svela i desideri, le abitudini, le aspettative degli intervistati e può contribuire anche a ridurre gli abbandoni e ad aumentare la fidelizzazione.
Un altro dato interessante riguarda l’utilizzo di software gestionali: il 14,63% li usa solo per la gestione degli accessi, il 53,66% anche per le vendite e il marketing, mentre quasi il 32% degli intervistati non li usa affatto. Certamente un buon gestionale è uno strumento che offre molte possibilità di controllo, di gestione e sviluppo della propria attività.
Il controllo degli accessi viene monitorato solo dal 22% sia in entrata e in uscita, dal 69% solo in entrata al club, mentre il 9% non effettua alcun controllo: monitorare gli accessi, sia in entrata sia in uscita, permette di conoscere meglio le abitudini dei soci del club e il tempo medio di permanenza, con la possibilità di poter mirare sempre più accuratamente le offerte.
Il 23,8% degli intervistati ha risposto che per l’analisi economica dei costi e dei ricavi utilizza lo stesso gestionale degli accessi, il 9,53% usa un software contabile (diverso dal gestionale) e… il 66,67% non utilizza alcun software.
Alla domanda relativa alla “qualità delle vostre attrezzature”, il 43,59% dichiara di averne di qualità media, il 56,41% di qualità alta e nessuno di bassa qualità: questo fa comprendere la grande attenzione dei club verso le attrezzature dedicate alla parte sportiva e, tornando alla domanda precedente, molta meno verso strumenti di gestione aziendale.
Molta strada va ancora compiuta in questa direzione: per essere vincenti, in un futuro sempre più competitivo, un club e una palestra dovranno guardare con molta attenzione agli aspetti sportivi, ma con altrettanta attenzione alla gestione aziendale, con uno staff di professionisti dello sport, del marketing e di analisi dei numeri.
Proprio sulla visione del futuro concluderei questo primo breve articolo con un dato che ritengo molto significativo: il 68,57% degli intervistati ritiene che tra un anno si troverà in una situazione del proprio business migliore di oggi, il 14,29% in una situazione uguale ad oggi, il 17,14% dichiara di non saperlo e…. nessuno, sì proprio lo 0% (zero%) in una situazione peggiore di oggi. Se questa non è positività! Auguro buon lavoro e ottimi risultati a tutti.

Paolo Menconi
www.egeria.cloud

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