I pavimenti più adatti per la tua palestra - La Palestra

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Gestione

I pavimenti più adatti per la tua palestra

Impariamo a “decifrare” i termini tecnici relativi alle caratteristiche dei materiali utilizzati per i pavimenti dei centri sportivi.

Le pavimentazioni attualmente esistenti sul mercato si presentano in una gamma illimitata di proposte per tipologie, materiali e cromie, consentendo di realizzare i rivestimenti con uno stile del tutto personale. Nel caso delle palestre però, la scelta non si può limitare unicamente a soluzioni legate alle questioni estetiche: l’uso degli spazi impone materiali con prestazioni di alto livello, in grado di offrire un’ottima resistenza al calpestio, all’usura e per evitare che l’eventuale caduta di oggetti possa provocare graffi o scalfitture.

Le caratteristiche della pavimentazione (elasticità, ammortizzamento, deformabilità, attrito superficiale, planarità, rimbalzo, isolamento termoacustico e sicurezza) variano in funzione dello sport praticato, del suo livello di specializzazione e della destinazione dell’impianto. Esaminiamo brevemente alcune delle principali caratteristiche:

L’elasticità

E’ la caratteristica fondamentale in quanto conferisce alla pavimentazione la qualità di attutire le forze di impatto del corpo durante le azioni di salto o corsa, dando una sensazione di comfort all’azione sportiva: il suo valore ottimale favorisce la velocità di azione e diminuisce l’affaticamento muscolare. Una pavimentazione troppo dura, invece, aumenta l’incidenza dei traumi ai legamenti articolari.

L’attrito superficiale

E’ un elemento di notevole importanza e il suo valore ottimale varia con il tipo di sport praticato: in alcune discipline risulta necessario che l’aderenza fra piede e pavimentazione sia massima, come nella corsa, in altri si chiede la possibilità di effettuare una scivolata controllata e che il piede abbia la possibilità di ruotare facilmente sul punto di appoggio senza bloccarsi e provocare distorsioni. Per migliorare le caratteristiche di attrito superficiale, i materiali sintetici vengono resi rugosi mediante la goffratura.

La coibenza termica

E’ un parametro importante, soprattutto quando la pavimentazione viene utilizzata anche per l’esecuzione di esercizi a terra: un valore buono consente di migliorare il comfort e concorre alla riduzione dei consumi energetici, soprattutto tenendo presente che in una palestra il pavimento costituisce una superficie di grande dispersione termica.

La coibenza acustica

Rappresenta un requisito che viene determinato dall’ambiente nel suo complesso ma, comunque, il pavimento non deve essere fonte di vibrazioni eccessive prodotte dal correre o dal saltare.

Nel caso in cui un impianto sia polivalente, come la palestra, si può scegliere un materiale che presenti caratteristiche intermedie che meglio soddisfino le necessità delle diverse discipline oppure scandire gli spazi secondo una soluzione compositiva dinamica mediante l’uso di materiali diversi, scelti in base alle esigenze e al tipo di attività che caratterizza l’uso dei vari ambienti. Nella scelta della pavimentazione migliore, la strategia vincente è ricercare materiali in grado di coniugare le ragioni dell’estetica e quelle della praticità, orientandosi fra materiali plastici o legno e valutando anche i costi di realizzazione e manutenzione.

Il parquet

Il legno rappresenta uno dei materiali preferiti, soprattutto per la sensazione di calore che trasmette, per le tonalità armoniose e per la varietà dei formati che spaziano dalle tavole ai listoncini. La scelta delle essenze legnose è disponibile in un’ampia gamma di possibilità, ma occorre tenere conto della durezza e del comportamento del legno alle variazioni di umidità e temperatura date dal periodico afflusso di utenti. Il parquet richiede una certa manutenzione, ma presenta il vantaggio di poter essere ripristinato alcune volte, mediante la lamatura dello strato superficiale: il migliore, e più costoso, è quello realizzato con listoni dello spessore di una ventina di millimetri, trattati in superficie con una vernice trasparente, in genere poliuretanica.

Il PVC

Questa sigla indica il cloruro di polivinile, ossia un materiale sintetico estremamente resistente che, per le pavimentazioni sportive, viene generalmente mescolato con plastificanti in grado di determinare le necessarie caratteristiche di elasticità e con cariche inerti che conferiscono una maggiore resistenza all’abrasione. Questo tipo di pavimentazione è prodotta in teli, dello spessore variabile fra 2 e 5 mm, e presenta una superficie che può essere liscia, ruvida o goffrata e in vari colori. La manutenzione è molto limitata e richiede solo le normali operazioni di pulizia con prodotti correnti.

La gomma

Le pavimentazioni in gomma, naturale o sintetica, sono ottenute con polimeri di varia composizione addizionati di opportune cariche minerali che ne determinano la durezza e la resistenza all’usura; sono prodotte in teli continui e possono essere applicate su sottofondo con cemento o con idonei adesivi (da escludere in presenza di umidità). La gomma si presenta con una superficie liscia, ruvida o goffrata ed è caratterizzata da una ottima resistenza all’usura e agli agenti chimici; la manutenzione non richiede particolari cure ma si verifica la tendenza a mantenere segni di strisciate.

Il linoleum

Il linoleum è un materiale costituito da diverse sostanze organiche, di cui la principale è l’olio di lino che, trattato, polimerizza. Viene prodotto in teli lisci, dello spessore di 4,5 cm, in vari colori che sono messi in opera per incollaggio sul sottofondo che deve risultare privo di umidità da risalita. La manutenzione richiede qualche cura perché questo materiale risulta sensibile all’acqua, agli alcali concentrati e alla varechina.

I requisiti irrinunciabili

Le caratteristiche e le prestazioni richieste ad una pavimentazione sportiva dovranno essere scelte in relazione alle caratteristiche d’uso dei vari ambienti e del tipo di utenza ma, in ogni caso, la qualità dei materiali deve garantire nel tempo la planarità del pavimento, non dando luogo a ritiri, gibbosità, scheggiature, sconnessioni o fessurazioni. Fondamentale è la caratteristica di continuità, assicurata da materiali omogenei che consentano di evitare tutti i possibili ostacoli al moto dovuti a disuguaglianza di comportamento dei pavimenti stessi.

Qualche consiglio

La superficie sportiva deve essere opaca ma non troppo scura e, nello scegliere i colori, è necessario tenere presente che la luce artificiale ne modifica l’intensità: le lampade ad incandescenza intensificano i toni caldi mentre quelle al neon accentuano le predominanti fredde di verdi, azzurri e grigi.

Al momento dell’acquisto, conviene sempre considerare un quantitativo maggiorato del 10% circa rispetto alle reali esigenze, in modo tale da avere una scorta da poter utilizzare nel caso di qualche piccola riparazione o sostituzione.

Per la pulizia è consigliabile sempre l’uso di detergenti neutri in quanto quelli aggressivi, a lungo andare, intaccano le superfici rendendole meno brillanti e sgretolano i materiali leganti usati per le fughe o l’incollaggio.

Barbara Baldrati

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