La prevenzione in palestra passa dagli istruttori

La prevenzione in palestra passa dagli istruttori

L’istruttore è il professionista al quale sono demandate tante attività all’interno della palestra. La principale è di prendersi cura del cliente sin dal primo giorno e seguirlo nel suo percorso, e se segue la giusta procedura, la fidelizzazione è assicurata.

Un dato oramai appurato è che la popolazione invecchia, e che il pubblico della terza età ha sempre più necessità di fare movimento per rallentare l’invecchiamento dell’organismo. Grazie al cielo anche nel mondo della sanità sta passando il messaggio che fare attività sportiva fa bene e sempre più sono i medici che propongono ai loro pazienti di fare sport, adeguato sì, ma sport. Più del 10% delle persone visitate presentano problemi che necessitano ulteriori accertamenti: principalmente problemi vascolari, cardiaci e di ipertensione (peraltro non sempre si tratta di anziani).

La soglia dell’età dalla quale si comincia ad avere problemi si è abbassata, siamo arrivati appena al di sotto dei 50 anni, dove lo stress è la principale causa. Ecco quindi che si fa sempre più urgente la necessità di essere pronti ad affrontare questa situazione proponendo servizi professionali e adeguati.

Tra i reparti, quello più sensibile a questa realtà è sicuramente quello tecnico. Gli istruttori sono coloro i quali si prendono cura del cliente, fornendo ai frequentatori programmi di allenamento mirati e/o consigli tecnici specifici.

Percorso

L’istruttore deve avere sempre in mente un percorso da far fare ai suoi clienti:

  • accoglienza
  • anamnesi-intervista
  • valutazione esami
  • programma
  • monitoraggio

Accoglienza

Tutti gli istruttori devono sapere che accogliere bene un cliente in palestra il primo giorno è fondamentale. Spesso si tratta di persone che non hanno confidenza con l’ambiente, che hanno vergogna della propria figura, hanno il timore di non saper che cosa fare e di come relazionarsi con l’ambiente e con le persone del centro. È fondamentale che il cliente venga rassicurato, che venga accolto con tranquillità e sicurezza in modo da trasmettere fiducia, tanto da far sì che esso si affidi all’istruttore senza timori.

Anamnesi

Una volta che il cliente si sente tranquillo, occorre svolgere un’intervista su quali sono le sue aspettative e obiettivi, e quali sono gli eventuali limiti fisici. Una sorta di anamnesi tale da sviscerare eventuali problematiche che per motivi di privacy non si possono sapere dal medico.

Valutazione esami

Se durante la visita medica il cliente ha svolto il test dell’analisi corporea, è necessario che la mostri all’istruttore. Sarà quindi suo compito chiederla in modo da poter valutare percentuali e numeri. Così come altre informazioni cliniche, come radiografie, se ci sono anomalie osteo-articolari o vascolari. L’istruttore deve perciò conoscere il protocollo medico e provarlo, così da poter poi sapere che cosa chiedere al cliente.

Programma

Una volta l’istruttore che ha conquistato la fiducia del cliente, ha conosciuto tutte le sue problematiche e ha potuto vedere un po’ di dati, può elaborare un programma di allenamento ben mirato e su misura.

Monitoraggio

Il programma dovrà basarsi su monitoraggi scadenziati, tali da poter verificare insieme al cliente i miglioramenti o le modifiche da applicare. Il monitoraggio, oltre che a verificare, deve servire a motivare il cliente che, contrariamente, si può annoiare di quello che sta facendo (questa è la prima causa di abbandono).

Qualificare

Il fitness deve avere un ruolo di prevenzione. Una buona attività motoria previene possibili malattie cardiovascolari, rallenta l’invecchiamento e combatte lo stress e migliora l’aspetto psicofisico eliminando possibili depressioni. L’istruttore assume perciò un ruolo determinante in tutto ciò mettendo in pratica un lavoro preventivo oltre che allenante. Deve perciò interagire con i professionisti degli altri settori: in primo luogo con il medico, poi anche con il settore commerciale.

Nella formazione è necessario che l’istruttore impari ad avere un confronto con il medico il quale può fornire molte informazioni sulla salute dei frequentatori. Evitare perciò che l’istruttore agisca separatamente come se fosse solo lui l’unico competente all’interno di un progetto benessere. Dovrebbe quindi cominciare sottoponendosi alla visita medica e ad eventuali test per primo, in modo da poi trasmettere la cultura della prevenzione ai suoi clienti.

Arricchimento

Se tutto questo viene messo in pratica, se l’istruttore fa una scelta professionale di vita e attraverso un percorso di formazione di livello e viene certificato, si qualifica pure il centro dove esso lavora. Istruttori preparati e certificati danno lustro al centro e offrono la possibilità alla proprietà di far valere questo anche dal punto di vista economico. In pratica possono chiedere di più al pubblico e conseguentemente retribuire meglio i professionisti. Occorre quindi che scuole di formazione, imprenditori e direttori del settore, tecnici professionisti certificati, capiscano che la qualità riconosciuta e certificata ha un prezzo che deve essere sostenuta nei listini, offrendo un prodotto superiore al pubblico.

Fabio Swich
Ideatore di UpWell società di servizi benessere, pioniere del cardio-fitness dal 1986.

fswich@upwell.it

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