Palestra e salute si stanno fondendo - La Palestra

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Dossier

Palestra e salute si stanno fondendo

La palestra è salute, ma questo concetto non è sempre vero né sempre automatico, occorre impostarlo come strategia che possa avere un valore aggiunto per tutti.

Chi pratica attività sportiva fa qualche cosa per stare bene. Lo sport, si dice sempre, fa bene al fisico e alla mente. Da quando sono nate le palestre per tutti, si è sempre sostenuto che sono centri dove la gente può ritrovare salute e benessere. Diciamo che in senso assoluto la definizione “palestra uguale salute” può essere vera, ma in realtà la galassia dei centri fitness è costituita da realtà molto diverse tra loro e non sempre costituiscono a priori centri di salute.
Partendo da molto indietro, da quando le palestre erano frequentate solo dai pesisti e pochi altri, molto è stato fatto; io personalmente iniziai negli anni in cui esistevano solo 2 brand ad aver introdotto il concetto di fitness club importato dagli Stati Uniti.
Posso dire anche che dove lavoravo io, come giovane istruttore ISEF, esistevano una serie di regole che già in qualche modo anticipavano i principi basici della salute e centro di salute.

Le regole essenziali attive sin dagli albori

La visita medica era obbligatoria, l’asciugamano tergi sudore era obbligatorio, le scarpe pulite da usare solo in palestra erano obbligatorie (non si poteva arrivare con le scarpe ai piedi ed usarle in palestra), le canottiere erano vietate perché non assorbivano la sudorazione eccessiva e pantaloncini corti e larghi non erano ammessi, soprattutto per motivi di decoro. L’istruttore stesso doveva essere vestito con tute decorose, pulite e possibilmente brandizzate per poter essere riconoscibili.
Queste erano tutte piccole regole che miravano a mandare un messaggio di attenzione verso un concetto di pulizia e salute. Ovviamente non venivano percepite così ma solamente come scocciature o sceneggiate per sostenere un certo prezzo.

Il prezzo della salute, e le ripercussioni sugli abbonamenti

In realtà non è del tutto sbagliato elevare il prezzo se il centro dimostra di essere attento a tutta una serie di comportamenti e regole volte a raggiungere un programma di salute.

La salute di un cliente che frequenta un wellness club, passa attraverso una serie di punti:

  • salute dell’ambiente
  • prevenzione
  • formazione del personale
  • monitoraggio
  • valutazione finale

Salute dell’ambiente

Come dicevamo prima, l’ambiente deve rappresentare un luogo di salute, deve essere pulito, igienizzato, ben areato. Gli attrezzi non devono essere accalcati uno sull’altro, i materiali devono essere studiati per mantenere igiene e pulizia (superfici lavabili, ecc.).

Prevenzione

Prevenzione vuol dire prevenire possibili problematiche cliniche che si possono manifestare successivamente durante allenamenti o frequentazioni in aree più delicate tipo spa (sauna, bagno turco, vasca idromassaggio a temperature alte).
Questo comporta un controllo medico prima di iniziare, per conoscere lo stato di salute del cliente. L’anamnesi serve proprio per conoscere eventuali punti deboli o pregresse patologie. Rilevare ipertensione, anomalie cardiache, problematiche osteo-articolari è fondamentale per sapere che certe attività vanno evitate, o limitate. Attività come spinning, pesi, o corsi ad alto impatto cardiovascolare devono essere ridimensionate o, in alcuni casi, addirittura vietate. Per poter gestire tutto ciò occorre personale qualificato e informato.

Formazione del personale

Partendo dal personale della reception fino all’istruttore, tutti devono avere ben recepito cosa vuol dire centro di salute. Spesso la visita medica viene percepita come una scocciatura o peggio solo un modo per incassare del denaro, proprio dal personale della reception.
Tutto il personale deve essere cosciente che nel centro l’impostazione è orientata al concetto di salute. Solo così si può parlare di fitness come terapia.
L’istruttore deve essere preparato ad accogliere clienti che cercano salute, che vogliono stare bene; perciò, l’impostazione dovrà essere sempre basata sulla ricerca di informazioni per impostare un programma di salute che non necessariamente deve essere solo terapeutico, può essere anche allenante, ma sempre con l’obbiettivo di portare il cliente a stare meglio.

Monitoraggio

I programmi si baseranno anche su controlli, ovviamente non in forma coercitiva, ma per verificare i progressi. I monitoraggi possono essere clinici, tecnici, attraverso colloqui o test. Tutto ciò che può servire per sapere se si sta percorrendo la strada giusta. Tutto il personale dovrà essere orientato in questa direzione. Se ne deve parlare durante un colloquio con il commerciale, alla reception e in sala attrezzi e anche all’inizio o alla fine di un corso.

Valutazione finale

Tutto ciò porta ad una valutazione finale del cliente insieme all’istruttore e al commerciale, tale da poter fornire motivazioni più forti a rinnovare l’abbonamento. Solo motivando e dimostrando concretamente che il centro ha lavorato per far stare bene il cliente si può ottenere maggior fidelizzazione.

Idonei e non idonei

In tutto ciò si inserisce il punto dell’idoneità che viene rilasciata dal medico. Il medico che si assume la responsabilità di dare l’idoneità a praticare attività sportiva deve sentirsi rispettato e sostenuto dal centro. Capita spesso che il cliente non accetti di sentirsi dire che occorrono controlli specifici. Spesso il cliente che non capisce il concetto di prevenzione, per motivi opportunistici o semplicemente per ignoranza, deve essere educato dal personale del centro. Occorre sostenere e spiegare l’attività di prevenzione che passa anche attraverso un momentaneo blocco per ulteriori approfondimenti clinici. Nessuno si diverte a bloccare un cliente per motivi di salute.

Il fitness come terapia

Per concludere: giusto sostenere l’attività di palestra come terapia, ma solo se l’impostazione del centro è basata sulla ricerca della salute dei clienti. Occorre perciò fissare punti fissi precisi altrimenti si rischia di parlare di niente. Chi e cosa fa terapia e come?
I centri devono adeguarsi a standard più elevati che hanno questa filosofia, in tutti i settori a partire dalla struttura, al personale e ai programmi di lavoro.
Solo così si può essere “non migliori di sé stessi, ma sé stessi nel modo migliore”

Fabio Swich
Ideatore di UpWell, società di servizi benessere, e pioniere del cardio-fitness
dal 1986.

fswich@upwell.it

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