Una grande palestra in un piccolo spazio - La Palestra

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Gestione

Una grande palestra in un piccolo spazio

Un ambiente di dimensioni ridotte può diventare un luogo di allenamento completo e ben strutturato, che risponde a una richiesta specifica del mercato: ma come va organizzato per rendere al massimo?

Quello dei piccoli centri di allenamento funzionale è diventato un format sempre più appetibile. Un piccolo spazio in cui fare esercizio fisico può diventare una grande opportunità per il proprio business, purché trasmetta cura, attenzione, unicità. Un ambiente ridotto ha la necessità di essere ben organizzato, può distinguersi per l’attenzione al particolare e arricchirsi di contenuti tecnologici: l’obiettivo è far sentire il cliente al centro, e per questo il ruolo prioritario va dato ai servizi.

Ogni area va progettata con intelligenza

L’utente che sceglie di allenarsi in un piccolo centro non lo fa solo basandosi sul tipo di allenamento offerto, ma anche su una serie di servizi accessori e confort a lui garantiti. Ogni area e spazio del centro va progettato e arredato con intelligenza, dalla reception alla stanza dedicata alle visite e alla valutazione funzionale, dagli spogliatoi alla zona fitness.
L’impatto della reception è fondamentale: al primo sguardo il cliente ha un vero e proprio imprinting, che rappresenterà la cura e l’attenzione con la quale verrà seguito. Il colpo d’occhio, entrando, è un vero e proprio biglietto da visita, che avrà un valore importantissimo nella scelta o no di fidelizzarsi, e deve essere in sintonia con l’immagine generale di tutto l’ambiente.

Il desk

Deve ospitare una postazione di lavoro comoda, con tutto quello che serve per lo svolgimento dell’attività, come pc, stampante, POS… ed è qui che devono essere riportati i terminali dei controlli degli impianti: la gestione delle luci, della musica, delle eventuali telecamere di sorveglianza.  La nuova tendenza è quella di far sì che il desk non si strutturi come barriera, ma che metta l’operatore e il cliente sullo stesso livello, magari con una seduta confortevole, quasi una scrivania, proprio per “accogliere” in maniera più informale. Nel pensare questo spazio non bisogna dimenticare una postazione più appartata, per poter parlare con il cliente in totale privacy, per capire come strutturare l’allenamento, definire i risultati da raggiungere, i punti delicati da trattare.

La reception

Deve essere abbastanza ampia per non congestionarsi con gli afflussi, e se arricchita con una zona di attesa, non solo permette di dare un valore aggiunto di aggregazione, ma consente di configurarsi come punto di informazione: un monitor può raccontare le attività del club, i servizi accessori, i risultati, gli eventi… sostituendo le disordinate bacheche di foglietti svolazzanti, e trasformandosi in una forma di pubblicità.

Gli spogliatoi

Devono essere spaziosi e comodi: la piccola dimensione deve trasformarsi nella sensazione di essere in un posto speciale, dove si hanno quelle attenzioni in più che fanno la differenza. Per questo non possono mancare postazioni phon preferibilmente con sedute e zona trucco per le donne, pouf al posto di panche in legno per sedersi, contribuendo a fare dello spogliatoio un altro ambiente “social”.

Come strutturare gli spazi di allenamento veri e propri

Si deve puntare sulla massima specializzazione: un’area macchine per coprire l’esercizio cardio e di forza, e un angolo per poter effettuare corpo libero o stretching. In questo tipo di centro fitness, soprattutto in Italia, la tendenza è quella di privilegiare il design – cura nella scelta di illuminazione e materiali, quasi uno spazio iconico – e la tecnologia: sempre più si scelgono macchine “connesse”, per alleggerire mentalmente lo sforzo fisico distraendosi con i social o con la lettura, o monitorare il proprio allenamento, o ancora – per le soluzioni più all’avanguardia – competere “in rete” con antagonisti fisicamente lontani.

Spazio di allenamento

E’ fondamentale ottimizzare le risorse, che possano far lavorare con i singoli utenti, o con piccoli gruppi. L’ideale è creare una zona cardio, con almeno le tre macchine fondamentali: runner, bike e magari ellittica, che consentono di lavorare su fasce muscolari diverse, e con diversa intensità. A questa composizione di base è bene affiancare la zona con le panche, gli immancabili kettlebell e manubri, ma è importante anche riservare uno spazio per la “classica ginnastica”, utilizzando spalliera ed elastici. Dal punto di vista del design è vincente caratterizzare in maniera chiara ognuna delle aree; il tempo delle sale macchine distribuite in maniera uniforme è finito anche nei centri di grande dimensione: il giusto progetto è fatto di una serie di spazi che creino un’esperienza emozionale e visiva dei vari momenti dell’allenamento.

Silvia Giannini
Architetto che si occupa di fitness, benessere e hotel, con progetti di prestigio per ambienti legati ad attività commerciali e imprenditoriali in genere.
silvia@silviagianniniarchitetto.it
www.silviagianniniarchitetto.it

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