Avete previsto “pacchetti wellness” per le aziende?

Un numero crescente di imprese attente alla salute e al rendimento dei propri lavoratori, offre come benefit aziendali convenzioni e formule di fitness specifiche per i dipendenti. La vostra palestra è in grado di rispondere a questa domanda?

Sapete che muoversi, allenarsi e dedicarsi al fitness è tra i benefit aziendali più richiesti
da lavoratori e manager? Stando alle ultime indagini del settore, un’alta percentuale di dipendenti di aziende medie e grandi desidererebbe ottenere una convenzione con la palestra più vicina all’ufficio, e poter contare su agevolazioni e sconti per praticare attività che favoriscano il benessere interiore e psichico, apportando un miglioramento sostanziale della propria qualità di vita. Ecco perché le imprese più attente alla salute del personale includono come welfare aziendale per i propri dipendenti dei pacchetti e servizi legati a sport, fitness e discipline “mentali”. Il ragionamento che sta alla base della loro proposta è semplice: così i lavoratori si sentiranno meglio sia fisicamente che mentalmente, saranno più attivi, e anche il loro rendimento in ufficio avrà delle ricadute positive. L’investimento operato dall’azienda verrà ben ripagato nel lungo periodo in termini di motivazione, produttività, maggiore concentrazione e riduzione dell’assenteismo. Se si pensa a quanto la giornata lavorativa della donna e dell’uomo contemporanei sia stressante, serrata, spesso “sfiancante”, non stupisce il fatto che una parentesi di “wellness” possa diventare una boccata di ossigeno e una valvola di sfogo davvero preziosa, per recuperare del tempo per sé stessi, rivitalizzarsi e portare nuova linfa anche alla psiche.
È noto che diversi uomini d’affari e imprenditori di successo come Bill Gates, Richard Branson (proprietario di Virgin), Jack Dorsey (fondatore di Twitter) considerano l’esercizio fisico e mentale fondamentale e irrinunciabile nella propria routine, ma il classico impiegato che trascorre otto ore seduto alla scrivania e che dopo il lavoro si affretta a casa per raggiungere moglie e figli come fa? E le donne lavoratrici che, ancora di più, devono dividersi tra professione, famiglia e incombenze domestiche? Per tutti loro diventa quasi una missione impossibile trovare il tempo per “volersi bene”.

Al giorno d’oggi le aziende che intendono gratificare e aumentare la soddisfazione dei propri dipendenti hanno, oltre alla retribuzione, diverse altre forme di ricompense da poter offrire.
Il noto marchio di attrezzature sportive Decathlon ha ideato per esempio una carta regalo for business che consente di regalare il piacere e i benefici dello sport ai dipendenti (https://carteregalobusiness.decathlon.it/). Fra le proposte di “wellness benefit” più originali in circolazione c’è lo Yoga Coaching¨, disciplina formativa ideata da Alessia Tanzi basata su strumenti provenienti dall’antica tradizione del kundalini yoga, da cui sono state selezionate le tecniche più potenti focalizzate per ottenere i massimi benefici per manager e professionisti.
I programmi, progettati per donne e uomini d’azienda, vengono trasmessi con un linguaggio a loro familiare e durante le sessioni viene praticata una selezione di brevi meditazioni utili per l’attività lavorativa (www.yoga-coaching.org).
Alcune grandi società multinazionali presenti in Italia, e particolarmente “avanti” rispetto alla media, danno ai lavoratori la possibilità di fare sport o yoga insieme ai colleghi ritagliandosi delle pause nel corso della giornata o durante il momento del pranzo, predisponendo degli spazi ad hoc in ufficio e coinvolgendo trainer e personale qualificato. È il caso per esempio del brand American Express, che ha inaugurato qualche anno fa un’area wellness in una sede romana, o di altri marchi internazionali come Microsoft, Nestlé, Tetra Pak.

Come invogliare i dipendenti aziendali a entrare in palestra?
Senza guardare agli esempi fuori dalla nostra portata, è comunque possibile rispondere ai bisogni dei dipendenti in fatto di salute, organizzando delle convenzioni con strutture esterne (palestre, piscine, centri di allenamento funzionale, club olistici ecc.) e offrendo dei “benefit sportivi” anche in occasione di eventi, premi, iniziative di team bulding o altri festeggiamenti .
Quella dei benefit aziendali diventa, guardandola nell’ottica del titolare di palestra, una possibilità concreta per richiamare nella propria struttura nuovi utenti molto motivati, e aumentare di conseguenza le entrate. Come organizzarsi in tal senso? Converrebbe innanzitutto predisporre e strutturare delle offerte allettanti e andarle a presentare e promuovere presso le aziende del territorio, organizzando anche degli open day o delle giornate speciali in cui è possibile provare i corsi e le attività. Parallelamente occorrerebbe condurre campagne pubblicitarie sulla pagina Facebook della palestra e sugli altri canali di comunicazione principali (email marketing, SMS, newsletter ecc), per raggiungere target mirati.
Le offerte da parte delle palestre dovrebbero riguardare non solo scontistiche di gruppo per i dipendenti che provengono dalle stesse imprese, ma anche un calendario di attività specifiche, che ruotino intorno a obiettivi concordati con i lavoratori, da assicurare in pausa pranzo, che siano sessioni brevi e intense o pensate per chi è solito trascorrere tante ore seduto, oppure delle lezioni che abbiano inizio subito dopo l’orario di uscita, o la mattina presto, o delle convenzioni allargate alle famiglie dei dipendenti ecc.


Quasi 5000 palestre hanno aderito a Easy Welfare
Easy Welfare è uno degli operatori più accreditati in Italia per le soluzioni di welfare aziendale, con quasi 5000 centri sportivi presenti sulla piattaforma che hanno la possibilità di essere visibili a una popolazione aziendale molto ampia. Abbiamo fatto qualche domanda al direttore marketing Davide Bertolasi.

Quali proposte legate al mondo fitness mettete a disposizione delle aziende?
Easy Welfare propone sia network di palestre a livello nazionale come Virgin Active, GetFit, McFit e Fitprime sia migliaia di partner a livello locale, contenute nel servizio Welfare Voucher. In questa seconda modalità il dipendente ha anche la possibilità di segnalare e far convenzionare la palestra o il centro fitness desiderato. Inoltre, oltre alle semplici palestre, l’offerta è arricchita da una serie di servizi di coaching attraverso i quali i dipendenti possono essere seguiti
in percorsi fitness ad hoc.

Quanti scelgono pacchetti welfare legati a sport e fitness?
I servizi fitness sono in generale molto apprezzati dai dipendenti, specialmente in aziende con lavoratori di età media tra i 20 e i 40 anni. Nel 2017 sono state inserite nel nostro sistema circa 13mila richieste a tema sport e palestre! https://easywelfare.com/


Sfruttare il digitale La proposta di Tripgim
Per allargare costantemente il bacino di frequentatori della propria palestra, è indispensabile farsi conoscere non solo “porta a porta”, ma sfruttando le enormi potenzialità offerte dalla tecnologia e dal mondo digitale. La piattaforma TripGim è specializzata nel welfare aziendale e mette in contatto i centri fitness con i dipendenti delle grandi aziende e delle piccole medie imprese. Come funziona? Ne abbiamo parlato con il presidente Davide Presutti.

Quale convenienza hanno i centri fitness ad aderire a TripGim?
TripGim consente alle palestre presenti sul portale di ricevere visibilità gratuita verso un bacino di utenti in cerca di ingressi giornalieri o abbonamenti in una specifica area di ricerca. Da questo servizio la palestra può trarre vantaggi in termini di ottimizzazione e riduzione dei costi legati a marketing e pubblicità, riuscendo a raggiungere uno specifico target di clienti. Inoltre, grazie alle partnership nel settore welfare, consentiamo ai dipendenti di numerose grandi aziende diffuse nel territorio italiano di spendere i loro crediti nei club affiliati, occupandoci personalmente della conversione dei voucher, in modo da semplificare la gestione degli ingressi all’operatore del club.

Qualsiasi palestra può diventare partner di TripGim?
Cerchiamo club che siano aperti al mondo digitale, come ulteriore canale per ricevere nuovi clienti. Noi pensiamo al resto. Prima di inserire il club sul portale, effettuiamo delle verifiche sulla qualità del servizio offerto.

Ci sono dei costi di adesione per i titolari di palestra?
TripGim lavora con una filosofia molto efficace: lavoriamo a risultato. Per questo motivo non sono previsti costi di registrazione o sottoscrizioni di versioni premium per essere presenti sul portale. Non ci sono, inoltre, vincoli contrattuali di durata: ogni club deve sentirsi libero di essere presente o meno su TripGim.
TripGim guadagna una commissione solo in caso di acquisto avvenuto tramite i nostri canali digitali: la commissione varia a seconda del canale e può scendere fino a solo il 5 percento. Se l’utente, invece, vede la palestra su TripGim e poi autonomamente si presenta presso il Club, TripGim non richiede nessuna commissione.

Quante palestre hanno aderito fino a oggi a TripGim? E che modalità di fruizione della palestra mettono a disposizione?
A oggi abbiamo affiliato più di 40 palestre in Italia. Siamo partiti da Milano, dove abbiamo sede, e ci stiamo espandendo in tutto il territorio nazionale toccando Torino, Roma, Bari e molte altre località. Ogni club è libero di decidere quali ingressi e abbonamenti mettere a disposizione e a che prezzo: il club può anche riservare delle scontistiche dedicate a particolari clienti come le aziende e gli studenti.

In base ai dati raccolti finora, quanti accessi di dipendenti tramite TripGim si convertono poi in abbonamenti nelle palestre segnalate? Avete questo dato a disposizione?
Tutti. Perché Il portale di TripGim nasce proprio per superare il concetto di tour: tutti i dipendenti che acquistano tramite TripGim diventano a tutti gli effetti clienti del Club; il nostro ruolo è quello di portare direttamente nuovi clienti e non semplici tour. www.tripgim.com


Assosportdiventa partner del progetto EMoCS (European Meetings for Company Sport)

Il progetto EMoCS (European Meetings for Company Sport) guidato dalla Federazione europea per lo sport aziendale (EFCS), intende contrastare la sedentarietà sempre più diffusa tra la popolazione europea, che viene attribuita in larga misura alla mancanza di tempo. Di qui la necessità di promuovere e creare opportunità per poter praticare attività fisica durante le ore di lavoro. Fra i tanti partner che hanno aderito al progetto, c’è anche Assosport, l’Associazione nazionale fra i produttori di articoli sportivi. Abbiamo intervistato il suo presidente, dott. Luca Businaro.

Dott. Businaro, quanto è praticato lo sport sul posto di lavoro in Italia?
L’Eurobarometro, pubblicato dalla Commissione Europea nel marzo 2018, ha rilevato che solo il 13% dei cittadini europei attivi (che sono il 54% del totale) pratica sport nel posto di lavoro. In Italia, dove la popolazione attiva si attesta quasi al 40% del totale, solo il 4% lo fa al lavoro.

Perché lo sport, praticato sul posto di lavoro, rappresenta un incentivo per la produttività aziendale?
Le analisi dimostrano che un lavoratore che da sedentario diventa attivo aumenta la sua produttività del 6-9% (Goodwill Management, 2015). Senza considerare che migliorando il benessere psicofisico si riduce l’assenteismo per malattia, e si migliora il senso di appartenenza e la fidelizzazione. Sempre più persone, nel valutare le offerte lavorative, considerano non solo lo stipendio, ma anche le iniziative di welfare che rispondono alle esigenze quotidiane. L’analisi della Think & Do Force “Vitalité, Sport et Entreprise“ ha intervistato 1.000 lavoratori e 300 dirigenti in Francia. Lo studio ha rilevato che nei luoghi di lavoro dove c’è la possibilità di praticare sport, il 94% dei lavoratori ed il 100% dei dirigenti ne è soddisfatto. Inoltre più di 8 dirigenti su 10 stimano che l’attività sportiva al lavoro abbia comportato un miglioramento dello stato della salute e del benessere dei loro collaboratori (89%), una facilitazione dell’integrazione in azienda (87%), un rafforzamento dello spirito di squadra (85%), una migliore gestione dello stress (80%) e abbia sviluppato il senso di appartenenza all’azienda (80%). www.assosport.it


Lo yoga di Kwell come benefit per i dipendenti

Kwell, azienda leader nella produzione made in Italy di accessori per l’allenamento funzionale, introduce lo yoga aziendale per i dipendenti. “La serenità del team determina il successo dell’azienda”, racconta Luca Bettini, CEO di Kwell, “per questo ho introdotto nel welfare aziendale la pratica dello yoga”.
Lo Yoga, disciplina millenaria che coinvolge corpo, respiro, postura e spiritualità, è comunemente considerata una pratica volta all’ottimizzazione delle condizioni psico-fisiche dell’individuo. È un toccasana per i dipendenti, poiché migliora la gestione dello stress e favorisce dinamiche di gruppo ponendo diverse figure professionali sullo stesso piano in un’attività comune, attraverso l’abbinamento consapevole di asana e mindfulness. Fautori di questo trend sono realtà avanguardistiche come Apple e Google; oggi però la pratica viene inserita sempre più spesso nel welfare delle PMI, con conseguente incremento delle capacità produttive del lavoratore e riduzione dell’assenteismo. Ilaria Spadaccini  www.kwell.it


Francesca Tamberlani
Giornalista professionista con esperienza maturata nelle seguenti aree tematiche: sport e fitness, interior design, letteratura per l’infanzia, genitorialità. Per la rivista “La Palestra” si occupa del coordinamento redazionale.

francesca.tamberlani@lapalestra.it

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